August 2nd, 2007 at 9:24 am

Yangoon e oltre

Inviato: domenica 29 luglio 2007 15.59
Invecchiando mi capita spesso di guardare indietro e vedere un piccolo nodo che si lega a un filo che collega tutta la mia vita. Il filo era la curiosita’di guardarmi sempre intorno e cercare di capire l’altro.

 Una curiosita’ che, via via,con i viaggi, e’ divenuta quasi morbosa e mi spinge a cercare  tutto cio’ che non appartiene alla mia consuetudine.
Sono anche questi i miei pensieri nei giorni che trascorro a Yangon (Rangoon). Giorni che ho dedicato a capire qualcosa dei birmani. Forse la descrizione piu’ efficace di questo bellissimo paese si deve a Kipling, secondo il quale, questa terra e’ diversa da qualsiasi altra terra.
Una terra d’oro dove la cultura pernea ogni luogo, dove le ciolline sono cosparse di Stupe e di Pagode e le notti animate dai tamburi che accompagnano le nenie e il brusio dei monaci.
La Birmania, aggiungo io,  annuncia l’India. E’ anche miseria e desolazione nei vicoli e intorno ai fossi neri delle citta’. Odori intensi che ti stringono la gola e ti portano dentro le baracche di foglie e lamiere. Ma anche profumi inebrianti che liberano gli spazi immensi della foresta che arriva fino alle pendici dell’Himalaya. 
Nelle acque melmose del Delta la vecchia Rangoon sta lottando come una tigre per non perdere la sua autenticita’ e impedire alla nuova Yangon di sopraffarla. I militari, che governano il paese, con una concezione tardo-socialista, stanno aprendo le porte ad alcune multinazionali che alzano alcuni orribili birilli di cristallo sopra la vecchia citta’ coloniale. Passo da un quartiere all’altro e non mi perdo gli animatissimi mercati del pesce e della frutta.
Cerco di fare come il camaleonte e assumere i colori di questi luoghi e di questa gente e cercare di assomigliare alla loro quotidiana esistenza. Non certo fisicamente o nel modo di vestire, ma nei comportamenti e nel rispetto profondo per la loro diversita. Perche’ non cominciare  dal chiedere con un sorriso se posso rubare il loro volto con una foto?
 I gesti sono importanti quanto e piu’ delle parole.
Ho passato un’intero giorno alla Pagoda d’oro. Grande e accecante con il riflesso del sole. Forse il tempio piu’ sacro per il buddismo indocinese. Rappresenta una meta obbligata per tutti i birmani come, per i tibetani, il Potala a Lhasa. (TITO)

 

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