di Paola Colombera
Da http://www.leggieviaggia.it/ Viaggi in Diretta
Una Palio, 4 amici e una strada dritta che taglia la terra in due parti. La destra del finestrino, la sinistra del finestrino.
“Dove sono?”, pronuncio dal sedile di dietro, reduce dal dormiveglia. Mauro scoppia a ridere, spiaccicandomi la guida sul naso: “Tunisia! Dove sono? Vedi, Paolina? Adesso lo scrivo anche come sottotitolo, così le domande fondamentali non ce le dimentichiamo. Dopo che ti sei persa, l’importante è ri-tro-var- ti!”.
Già già , in teoria! Ho perso il senso dell’orientamento e anche il senso del tempo più volte da quando siamo in questo paese così piccolo ma così immenso di sorprese. Più che altro non mi aspettavo che sarebbe successo. Qualche giorno fa ho mandato una mail agli amici, andava più o meno così: i migliori ci saranno, non importa dove, ma sotto una coltre di stelle, su una nave che ci porta a sud, oppure nel deserto, col vento che spazza i pensieri e ci trasporta altrove… Hanno aderito mentalmente alla proposta in un folto gruppo, ma all’appello effettivo eravamo noi quattro. E ora conta solo questo nostro “qui ed ora”.
La civiltà ce la siamo lasciate alle spalle all’ultimo rondò in mezzo al beato nulla. Forse in preda alle allucinazioni abbiamo visto un camion che in scioltezza andava contro mano nella rotatoria, rischiando di fare a fettine la macchina che procedeva spedita dall’altra parte. Il tutto, davanti allo sguardo serafico della polizia che, abbassato il finestrino, ci augurava buona giornata, poi ci dava il benvenuto e, gentilmente, ci segnalava di ridurre, se possibile, la velocità . “Incredibile quanto siano cordiali da queste parti, sarà che stiamo arrivando nel deserto!”.
Siamo fortunati, hanno appena costruito una strada asfaltata che possiamo percorrere anche con la nostra Palio, per arrivare, dicono, in un’oasi. Solo la parola, quando la pronunci, suona come un sogno, o-a-s-i. Ma poi quando ci arrivi, cazzo, è un sogno veramente. Entri in questo atollo verde in mezzo al mare di sabbia arancio e intravedi due berberi, di una bellezza imbarazzante e provvisti di turbante, che si presentano su un cavallo nero e un cavallo bianco, per fare una galoppata con loro… no comment!
Non svegliatemi, voglio continuare a galleggiare in questa pozza d’acqua che non so come, ne da dove, sgorga proprio qui, in questo preciso punto dell’universo e genera vita. Ksar Ghilane è un luogo magico. Un vero paradiso, da godere, è il mio consiglio, nella “posizione del morto”: testa indietro e pancia in su. Osserviamo… le nuvole passano sopra i nostri corpi distesi, si dirigono da quella parte, verso l’orizzonte. Dopo un po’ non le vedi più, solo cielo azzurro, fino a che non ne compare un’altra, che va, senza chiedersi di noi sempre verso l’orizzonte. Che bello, siamo tutti Esseri di passaggio…
Si può desiderare di più? “Beh, un tè alla menta servito qui nell’acqua, non sarebbe male – dice Veronica – no?”. Noo, non ci posso credere, lo vedo arrivare con la coda dell’occhio mentre sto lasciando andare ogni pensiero. Approda fra noi che siamo diventati un cerchio, con le braccia aperte. Arriva su una zattera, sospinta dalla riva, che è in realtà un tavolino di plastica rovesciato con le gambe per aria: quattro meravigliosi bicchierini fumanti e profumati di menta. Siamo senza parole, scoppiamo a ridere e ci guardiamo negli occhi: “Cin Cin, buon primo giorno dell’anno!” Cin Cin, non avrei saputo immaginare un modo migliore per cominciare il 2008!”.


