novembre 5th, 2010 at 8:30 am

Cosa ci faccio io lì?

Pubblicato su il reporterDomande

“Il problema della vita non è la mancanza di risposte, ma piuttosto la capacità di individuare le domande giuste. Quando hai ben chiare le domande, le risposte arrivano sempre”. Così scrive James Redfield, anche se poi lui, e con lui tutti noi che ci sforziamo di tradurre pensieri in parole d’inchiostro, tendiamo a dare risposte e spacciare consigli. Se il viaggio è soprattutto ricerca, è invece proprio dalle domande che bisogna partire. E se queste sono spesso le stesse per tutti, le possibili risposte sono invece tante e ognuno deve trovare le proprie. Ecco trenta domande che parlano di viaggio. Qualcuna inventata qui per qui o lì per lì. Qualcuna rubata da un libriccino curioso e non banale sulla cui copertina troneggia un grande punto interrogativo e che dentro racchiude semplicemente 565 domande provocatorie e illuminanti, ma nessuna risposta… un poco come la psicanalisi, però a un costo ben più contenuto, meno di dieci euro.

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ottobre 29th, 2010 at 10:24 pm

Dimmi se sei felice

Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi

“Decise che avrebbe fatto il giro del mondo e dappertutto avrebbe cercato di capire che cos’è che rende la gente felice o infelice… se un segreto della felicità esisteva, avrebbe certo finito col trovarlo”. Così Hector, il giovane psichiatra protagonista del romanzo di Francois Lelord, inizia il suo viaggio. E come la sua, anche le nostre partenze sono una ricerca, forse non sempre così consapevole, di quell’elusivo oggetto del desiderio che si chiama felicità.

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ottobre 22nd, 2010 at 8:30 am

Dialogo immaginario sul viaggio

Pubblicato su il reporter -  Parole Nomadi – Citazioni

“La felicità ha molte facce. Viaggiare, probabilmente è una di queste” (1).
“Per me viaggiare è decisamente un vizio. La tentazione di indulgervi è irresistibile” (2).
“La nostra natura consiste nel movimento. La quiete assoluta è morte” (3).
“Vivere in una sola terra, è prigionia” (4).
“Non sono nato per un solo luogo, la mia patria è tutto il mondo” (5).
“Come si può scegliere la propria saggezza senza aver frequentato le altre?” (6).
“Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco conoscenza” (7).
“Che cosa mi consigliate di andare a visitare?”… “Il pianeta terra… ha una buona reputazione.” (8).
“Un viaggio lungo mille chilometri inizia con un piccolo passo” (9).
“Là dove si perde il vecchio sentiero, un paese nuovo si rivela con tutte le sue meraviglie” (10).
“E la fine di tutto il nostro esplorare / sarà arrivare dove siamo partiti / E conoscere il luogo per la prima volta” (11).
“Invecchiando non ho più le armi per lunghi percorsi. Mi stanno però crescendo le ali” (12).

Sono tutte citazioni rubate a scrittori che amo, fingendo un dialogo immaginario fra loro. Un gioco costruito a tavolino, o meglio a computer. Ma in fondo scrivere, ancor di più se si tratta di saggi e non di racconti, è anche giocare a questo gioco: citare, più o meno consapevolmente. Qualche volta, ricomponendo frammenti di letture e di esperienze, riusciamo ad aggiungere una goccia al grande mare del sapere universale. Nel XII secolo, il filosofo Bernardo di Chartres sintetizzava questo concetto in un famoso aforisma: “Siamo come nani sulle spalle dei giganti”. Dunque, se possiamo vedere più lontano è solo perché stiamo sulle loro spalle, perché, ripercorrendo sentieri già battuti, talvolta intravediamo nuove vie. Ma come in viaggio è sempre più rara la dimensione della scoperta, anche nella scrittura è difficile inventarsi cose nuove. Scrivere significa prima di tutto leggere altri libri, amarli, interiorizzarli. Chi scrive è solo uno dei tanti attori di un processo creativo a più mani, un anello della catena che unisce gli scrittori del passato ai futuri lettori. Scrivere è prendere in prestito pensieri e rimetterli in movimento, arricchendoli con l’esperienza del nostro viaggio esistenziale.
Chissà, forse anche queste mie parole sono tutte citazioni. Chi saprebbe più dirlo?

Ecco gli scrittori del “dialogo immaginario”… buona lettura!

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ottobre 1st, 2010 at 9:49 am

Arrivederci…

Pubblicato su il reporterParole Nomadi

A come “arrivederci”, A come “addio”… Se un tempo, quando eravamo paese di emigrazione, le partenze erano spesso anche per noi italiani addii irreparabili, un consegnare “a-dio” chi restava e chi se ne andava, oggi ci si saluta con un semplice “arrivederci”, viatico di un sicuro ritorno dal nostro viaggio.

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agosto 6th, 2010 at 7:30 am

Caccia al Tesoro

“Anna che scende il Nilo cercando l’Aleph” – Dedica di Stefano Faravelli

Pubblicato su il reporterCercare

Fin dai primi anni di scuola l’insegnante interroga, pone domande e si aspetta dagli allievi risposte che già conosce. I bambini, crescendo, perdono quel loro sguardo vergine sul mondo e quella curiosità infantile che li spinge a fare domande su tutto e semplicemente imparano a rispondere come viene loro richiesto. Superano gli esami e diventano adulti e cioè persone responsabili, che etimologicamente significa proprio persone in grado di dare risposte.

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luglio 7th, 2010 at 11:19 pm

Il Molise non è la Patagonia

Pubblicato su il reporter

Antonio Pascale:  Non è per cattiveria, confessioni di un viaggiatore pigro, Laterza, 2006 – €.9,00

Un libro che appartiene alla tendenza sempre più diffusa del racconto di viaggio vicino a casa, in luoghi domestici e amati, dove la scoperta è fatta da dettagli minimi, sottili cambiamenti di luci, attenzione più agli stati d’animo e agli umori che alle avventure insolite.
L’autore, Antonio Pascale, ex viaggiatore professionista, di quelli che soffrono di partenza compulsiva a intervalli più o meno regolari, scopre la bellezza del ritorno nei luoghi conosciuti e amati, senza traguardi o mete da raggiungere, senza obblighi di visita a monumenti, ma con il solo scopo di regalarsi una pausa di bellezza.

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giugno 18th, 2010 at 8:30 am

Viaggiare budget o deluxe?

Pubblicato su il reporter – Budget o Deluxe?

“Come accade al nomade, lasciamo che la nostra ricchezza sia la libertà”. Parole di Michela Manservisi, scrittrice innamorata d’Africa.
In questa frase c’è già la risposta alla domanda “Viaggiare budget o deluxe?” Perché il valore di un viaggio non si misura in base al suo costo. Il valore vero è la libertà, e cioè essere liberi di viaggiare e viaggiare liberi.

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giugno 11th, 2010 at 8:30 am

Turista fai da te… gioie e dolori

Pubblicato su il reporterPiaceri-Dispiaceri

In viaggio il confine fra piacere e dispiacere, comfort e disagio, è più che mai incerto. I cataloghi decantano le delizie del viaggio e i libri ne celebrano i valori, le riviste con le loro immagini da sogno esaltano le nostre aspettative, amici e colleghi al ritorno da qualche paese esotico si aggirano con l’espressione rapita di chi è o vorrebbe essere ancora altrove. Nei racconti post-viaggio si sorvolano invece i problemi (o all’opposto li si enfatizza trasformandoli in peripezie straordinarie). Eppure gli inconvenienti accadono, soprattutto se la nostra non è una vacanza “tutto compreso”.

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giugno 4th, 2010 at 10:11 am

Io mi ricordo

Pubblicato su il reporter  – Memoria

Scrivevo in un post precedente che, anche se oggi è facile reperire informazioni sui luoghi che incontriamo viaggiando, è solo attraverso l’esperienza che possiamo interiorizzarle e trasformarle in una conoscenza davvero nostra. Però ripensandoci credo che neppure l’esperienza sia sufficiente.
E’ necessario uno spazio di riflessione e una fase di rielaborazione individuale affinché il viaggio possa fissarsi nella nostra memoria oltre a lasciarci una traccia sensoriale di colori, suoni, sapori, odori e percezioni. Perché più della capacità di pensare e di sentire, forse l’essenza del nostro essere è proprio la memoria di ciò che abbiamo pensato e sentito. Come scriveva Norberto Bobbio, “tu sei… i ricordi che hai conservato e non hai lasciato cancellare, e di cui tu sei rimasto il solo custode”. La nostra memoria personale è un pozzo cui possiamo sempre attingere, un giardino segreto dove perderci, un viaggio dentro noi stessi e il nostro vissuto che sta a noi rendere il più appassionante possibile.

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maggio 25th, 2010 at 10:33 am

Outdoor. Pensare – agire – sopravvivere

Outdoor. Pensare – agire – sopravvivere
Maolucci Enzo; Salza Alberto; Dalla Palma Michele
Hoepli – Anno 2010 – €. 24,90

Pubblicato su il reporter

A guardarlo sembra un manuale: “Outdoor”, sottotitolo “pensare – agire – sopravvivere”. In allegato un piccolo prontuario di sopravvivenza. Confesso che il “survival”, quello dove il piacere e la fatica che fanno parte del viaggio si trasformano in via crucis, non è il mio genere.

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maggio 7th, 2010 at 8:30 am

Oceanomare

Madagascar

Guardando lo scempio del Golfo del Messico, un pensiero rivolto all’oceanomare, dove la vita ha avuto inizio. Almeno quel che sta succedendo possa servire da monito per farci trovare energie più sicure. Noi abbiamo perso la memoria del mare. O meglio, il mare è diventato per la maggior parte di noi sinonimo semplicemente di spiaggia e vacanze estive. Ma, scriveva Baudelaire, l’uomo libero cercherà sempre il mare…

Pubblicato su il reporter – Oceanomare

In tutte le lingue la parola “terra” è usata per definire sia la terraferma che l’intero pianeta, certo perché il genere umano ha scelto per abitare proprio le terre emerse. Ma per secoli l’occhio dell’uomo è stato rivolto al mare. “Navigare necesse est”, dicevano gli antichi: il mare era la loro autostrada, le navi spinte dalla forza dell’acqua e del vento solcavano gli oceani e scoprivano nuovi mondi, mentre ben più lungo e pericoloso era l’attraversamento dei continenti. Poi, grazie alla meccanizzazione dei trasporti, abbiamo iniziato a privilegiare i viaggi via terra e ora preferiamo volare per scavalcare gli oceani.

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maggio 1st, 2010 at 8:30 am

Passaggi -aggiunto il video!!

 

Foto selezionata da Repubblica per il Concorso Passaggi

Foto selezionata da Repubblica per il Concorso Passaggi

Pubblicato su il reporter – P come Passaggi

Guarda il video

Passaggio aereo in mano, mi imbarco dal Terminal 1 di Malpensa nella nebbia di una mattina d’autunno. Il cielo terso del Marocco mi accoglie dopo un breve volo, la temperatura è mite e intorno c’è un sentore di primavera. Ancora tre ore di autobus e mi appare Essaouira, l’antica Mogador, protesa sull’oceano ma avvolta da una luce mediterranea, difesa dai bastioni della Skala ma aperta ai venti e al mondo.
Un anziano si avvicina con un carretto per trasportare il mio bagaglio dentro il dedalo di viuzze della medina. Attraversiamo un’antica porta che interrompe le possenti mura di terra color ocra. “Come si chiama?”, gli chiedo per iniziare a orientarmi. “La Petite Bab” mi risponde. Il riad dove dormirò nei prossimi giorni è lì accanto e questa porta  diventerà il mio passaggio abituale.

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aprile 23rd, 2010 at 8:30 am

Desiderio di deserto

Marocco-desertoPubblicato du il reporterDeserto

Cos’è il deserto, quello dell’immaginario turistico, quello che trova nel Sahara la sua espressione più perfetta e completa?
“Il deserto stesso ha assunto un significato, è stato sovraccaricato di poesia, quando avrebbe dovuto rimanere soprattutto una terra di bellezza, inutile e insostituibile”, scriveva il filosofo Albert Camus. E davvero quando si racconta il deserto gli aggettivi si sprecano: “spettacolare, magico, lunare, primordiale, estremo, assoluto…”. Su riviste e cataloghi si esagera con le iperboli e si cade negli stereotipi, fra i viaggiatori la passione per l’avventura si mescola a mode in stile new age, con il risultato di imprigionare il deserto in  luoghi comuni e rappresentazioni edulcorate.
Forse il deserto andrebbe preso semplicemente per ciò che è.

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marzo 7th, 2010 at 9:17 pm

Arrivederci Kovalam

tramonto-a-KovalamUn viaggio dovrebbe sempre iniziare, non finire con una vacanza…

Intendesi per vacanza un periodo di vuoto appunto, di stacco, in cui prepararsi al viaggio e acclimatarsi con il nuovo mondo. Questa settimana a Kovalam per me e’ayurveda stato esattamente questo.

Come sempre l’India mi ha ricollegata con me stessa.

Domattina vado verso nord, Amristar, Hardwar, il tempio d’oro e il Kumbh Mela.

Arrivederci Kovalam e grazie,

Anna

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marzo 5th, 2010 at 8:30 am

Cara, piccola, vecchia Europa

Pace in tutte le lingue del mondoPubblicato su il reporter- Europa

E’ sempre più semplice guardare e giudicare gli altri che noi stessi. Forse è per questo che non mi è facile parlare d’Europa, della piccola vecchia – e cara – Europa. Che poi così vecchia e piccola non è, visto che in mezzo secolo si è svecchiata e allargata forse più di ogni altro continente, passando dalle macerie della seconda guerra mondiale attraverso il crollo del muro di Berlino a un’Unione Europea che guarda sempre più a est.

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febbraio 26th, 2010 at 8:30 am

Go West

USA LovePubblicato su il reporterUSA

Per Elisa…

L’America, gli USA intendo, è stata la mia vera iniziazione al viaggio, il superamento della mia piccola “frontiera” personale. Era il 1982. Giovane e sprovveduta, armata soltanto di una mappa e con le idee piuttosto confuse di fronte alla vastità del suo territorio, per mesi mi sono persa lungo le sue strade blu in una sorta di “road movie”, sola sui mitici Greyhound o con compagni occasionali in auto prese a nolo, incerta se farmi catturare dalle città rivolte al futuro o dalla natura primitiva. Mi spingeva la voglia di scoperta e di libertà, il bisogno di fare esperienza di nuovi spazi e di allargare i miei confini interiori.

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febbraio 12th, 2010 at 9:34 am

Amor America

La dolorosa nascita di una cultura meticcia- Città del MessicoPubblicato su il reporter -Latinoamerica

Continua il mio viaggio nel sud del mondo. Dopo l’Africa, l’America Latina.

“Continente desaparecido” è il titolo di una bella collana di libri dedicati ai paesi sudamericani. Forse sta qui, in questa parola che non può non ricordarci anche uno dei momenti più tragici e terribili vissuti dai suoi figli durante le dittature degli anni ‘70- ‘80, la chiave di lettura della storia sofferta dell’America Latina. Un continente invisibile, da sempre terra di conquista dell’Occidente. Scippato anche del suo stesso nome perché, quando si parla d’America, si pensa inevitabilmente agli Stati Uniti. La mia America invece è lì, a sud. Forse perché è a Lima che nacque mio padre, figlio d’emigrati. Forse perché sono diventata grande negli anni in cui questo continente è stato capace di regalarci sogni e passioni, eroi e miti. Il Sudamerica è stato, come scrive Maruja Torres nel suo splendido “Amor America”, il mio viaggio-sogno, il viaggio che mi portavo dentro fin da adolescente. Ed è certo per questo che ho scelto la Bolivia come paese cui dedicare tempo, passione e una guida di viaggio.

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febbraio 5th, 2010 at 1:03 pm

Africa, la nostra e la loro

Etiopia

Pubblicato su il reporter -  Africa

Viaggiare sì, ma dove. Spesso pecchiamo di eccessiva superficialità nella scelta delle nostre mete, sedotti da un immaginario costruito a misura di turista, ma che ha poco a che fare con il paese reale. Iniziamo il nostro giro del mondo partendo dall’Africa, un continente che da sempre esercita un grande fascino su esploratori e viaggiatori.

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gennaio 29th, 2010 at 8:30 am

Con-Tatto

pellegrini a Lalibela, EtiopiaPubblicato su il reporter - Contatto

Poche settimane fa ero in viaggio fra le chiese dell’altopiano etiope durante la celebrazione delle festività del Natale ortodosso. Un Natale profondamente vissuto, con migliaia di pellegrini riuniti nei cortili delle chiese e raccolti in preghiera, un Natale molto diverso dal nostro impregnato di consumismo….

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gennaio 22nd, 2010 at 8:30 am

Considero valore…

Si, viaggiare

Pubblicato su il reporter -Valori 2

Navigando in internet mi sono imbattuta nel blog Camminarelento de La Boscaglia, un’associazione di turismo responsabile. Vi era riportata la poesia di Erri de Luca “Valore” citata nel mio post della settimana scorsa. Seguivano i commenti inviati da molti lettori che raccontavano il significato che per loro ha la parola valore. Provo a continuare la loro bellissima riflessione a più voci, riferendomi  soprattutto a quei valori che ho incontrato o riscoperto viaggiando. E’ solo uno spunto perché ognuno possa proseguire per conto proprio, magari inviando un suo commento e condividendo i propri valori con noi tutti. A qualcuno potrà sembrare un inventario sdolcinato di cose buone, ma il cinismo non è nell’elenco di ciò che considero un valore.
Considero valore viaggiare, ma soprattutto disporre della libertà di poterlo fare…

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