maggio 26th, 2011 at 2:34 pm

Come le rondini

“Come le rondini” è un mio racconto breve, vincitore del primo premio alla terza edizione del Festival del Turismo Responsabile “i.ta.cà, migranti e viaggiatori” in corso a Bologna e che aveva per tema il ritorno verso una casa simbolica o reale. Eccolo.

Ci sono viaggi di sola andata. Come quelli dei migranti: per molti di loro il ritorno rimarrà sempre soltanto un’acuta e inappagata nostalgia. E’ successo poco più di un secolo fa a molti dei nostri nonni: chi non poteva restare, emigrava, ma solo chi riusciva, tornava.
E’ successo a mio nonno Rinaldo, da tutti soprannominato “Mericàn” per i suoi anni a Lima. Andò in Perù, giocò la sua carta fortunata e fu fra i pochi che tornarono a casa. Era partito con un biglietto di terza classe e un fagotto di speranze e sogni. Tornò da signore nella cabina di prima classe di un transatlantico, con una moglie e un figlio per mano, mio padre. Con lui aveva anche un grande baule che ancora conservo. Quando lo guardo penso alla duplice eredità che mi ha lasciato questo nonno eroe normale e viaggiatore per necessità: lo spirito d’avventura e l’amore per la mia terra.
Forse è per questo mio essere un po’ nomade e un po’ stanziale che amo così tanto le rondini. “Inverno in Egitto, giugno a Parigi. Snobismo delle rondini”, scriveva Paul Morand. Ogni primavera guardo il cielo per salutarne l’arrivo. E nel rivederle provo sempre una grande emozione, quasi fosse un miracolo il loro istinto infallibile per la direzione, la loro capacità di ritrovare anno dopo anno i loro nidi qui nella cascina del nonno dove vivo. A settembre le guardo raggrupparsi e prepararsi alla nuova partenza, questa volta verso sud, ma sempre per tornare a casa. Con il loro volo leggero e veloce sembrano volermi invitare al viaggio. Il Mediterraneo e oltre, il deserto, e oltre, l’Africa…
Anch’io, come loro, ho la tendenza a migrare, ma, potendo scegliere, preferisco non dover “e-migrare”. Viaggio sempre con un biglietto di ritorno in tasca e rientro così a pieno titolo nella categoria del “turista”, sia in senso etimologico (da tour, ‘giro’), sia soprattutto in base alla citatissima definizione di Bowles. E non mi dispiace. Soprattutto mi seccherebbe non ritornare. Come per le rondini e come per il nonno, anche per me il ritorno è necessario. Per avere un nido dove lasciare sedimentare esperienze e ricordi e soprattutto perché è qui che ci giochiamo la vita.
Un mese o un anno altrove, ma poi, dietro a una leggera curva riappaiono sempre i luoghi a me familiari, rassicuranti custodi di storie, ricordi e legami. E’ un paesaggio intimo e segreto, un secondo imprinting che si è mescolato a quello genetico e che è diventato parte inscindibile di me.
Io sono questa terra e quest’aria, questi orizzonti e questi profili di colline, questa lingua e questi sapori. Io sono come quest’albero, con le radici che affondano nel suolo e i rami che si allungano verso il cielo.
L’importante è ripartire, sempre, come le rondini.
 

Un consiglio di lettura? Il bellissimo “Viaggiatore notturno” di Maurizio Maggiani, dove il protagonista attende nel cuore del Sahara il passaggio delle rondini.

Anna

Pubblicato su il reporter

 

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aprile 15th, 2011 at 8:30 am

Viaggiare a occhi aperti

  

 Maurizio Davolio e Chiara Meriani, “Turismo Responsabile, Che cos’è, come si fa” , Touring Editore 2011

“Io Viaggio responsabile”, Touring Editore, 2011.

Due utili letture prima di decidere dove, come e con chi viaggiare: sono due libri freschi di stampa, entrambi preziosi strumenti per viaggiare a occhi aperti.

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novembre 12th, 2010 at 8:30 am

Viaggiare per se stessi

“Io vado via, perché sarebbe bello tornare qui, ma da turista”: una frase pronunciata da Roberto Saviano durante lo spettacolo “Vieni via con me” che vuole essere una battuta sull’Italia, ma che indirettamente lo è anche sul turismo e su quel senso di irresponsabilità che lo caratterizza. Infatti, nonostante gli sforzi sacrosanti di iniettare un po’ di responsabilità nel settore viaggi, non solo turisti e viaggiatori inevitabilmente sono portatori di tutta una serie di effetti collaterali non sempre salutari, soprattutto sono per loro stessa natura irresponsabili. Non perché necessariamente cattivi, insensibili, cinici o irrispettosi verso luoghi e culture, semplicemente perché sono ovunque in transito e sempre di passaggio. Non è un’accusa, è una semplice e onesta constatazione.

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giugno 25th, 2010 at 8:30 am

Responsabilità del viaggiatore

Vi è mai capitato di provare disagio e senso di colpa nel viaggiare in paesi del Sud del Mondo? Certamente sì. Così come è inevitabile durante i nostri viaggi toccare con mano i cambiamenti se non addirittura i disastri operati da un turismo fatto di grandi numeri in ambienti naturali e umani fragili e spesso poveri. Compromissione dell’ecosistema, sfruttamento di manodopera precaria, scarso ritorno di reddito sulle economie locali, banalizzazione delle culture tradizionali per soddisfare la domanda turistica…

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ottobre 21st, 2009 at 9:30 am

Perdere le persone, perdersi in loro

GibutiPubblicato su il reporter

In-contro: entrare in relazione di due elementi diversi. Proprio come dovrebbe succedere in viaggio. Perché il viaggio è una finestra sul mondo, che, in rari e preziosi momenti, si trasforma in una porta aperta. “Il viaggio è perdere le persone incontrate, perdersi in loro”.
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ottobre 8th, 2009 at 10:36 pm

Immagimondo a Lecco

Foto-di-Gilles-De-Paoli-NitalPubblicato su il reporter

Torna a Lecco con la 12esima edizione IMMAGIMONDO, un punto di incontro tra diversi modi di viaggiare, tutti animati dal desiderio di vivere il viaggio come scoperta, apertura e condivisione rispettosa. Il festival è promosso da Les Cultures Onlus, un’associazione che nel nome stesso sottolinea il proprio interesse per le diversità culturali e che lavora in Italia nell’ambito dell’accoglienza e dell’integrazione delle popolazioni immigrate, in Africa ed Europa nella cooperazione allo sviluppo.

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luglio 30th, 2009 at 9:04 am

Vademecum per l’estate

Viaggiare

Pubblicato su il reporter

Estate, tempo di partire… Certo non per tutti. Complice la crisi c’è chi resta. Per chi parte, il viaggio dovrebbe essere un’opportunità e non un problema, un piacere e non un obbligo, anzi, il più personale dei piaceri, come scriveva Evelyn A. Waugh.

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luglio 17th, 2009 at 8:30 am

Voyeurismo della miseria?

Elemosina

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I paesi più poveri sono la destinazione privilegiata di molti dei nostri viaggi. Qualcuno ci va attratto dal minor costo della vita per potersi concedere qualche lusso altrimenti fuori budget. Altri sono mossi dal desiderio di trovare il sole in inverno o di lasciarsi alle spalle per un paio di settimane stress e città congestionate.

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