gennaio 1st, 2012 at 10:50 pm

Aggiungere poesia alla vita

31 dicembre 2011, Francia, Mediterraneo

Un mare e a un cielo luminosi come mai, un improbabile caldo sole invernale. Fine anno, momento di riflessione e di inevitabili bilanci su un altro anno che se ne va. Rileggo Terzani, “Un indovino mi disse”: ”La verità è che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare il mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questa era la mia occasione e non potevo lasciarmela scappare…” Aveva 55 anni Terzani quando ha dato una svolta al suo lavoro e alla sua vita. E a 65 se ne è andato.

Guardo indietro, a questo 2011 difficile. Un anno sofferto ma non inutile. Ora  devo trovare il tempo di arare i miei campi, di seminare e poi di guardare crescere il grano. E’ la mia ultima occasione e non posso lasciarmela scappare.

Anna

Un’intervista a Terzani ancora profondamente attuale. Cosa è davvero importante?

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luglio 29th, 2011 at 7:30 am

Con l’augurio di un pieno di passione

Pubblicato sul il reporter – Parole Nomadi – P come Passione

L’ultimo post prima delle partenze estive è un augurio che accompagni viaggiatori e lettori durante questo mese in cui il reporter si fermerà per ritornare a settembre ricco di nuovi spunti, incontri e immagini.E’ un augurio per i viaggiatori di lungo corso, vittime di una certa abitudine al viaggio, come per i giovani alle prime armi, ma già “navigati” e meno facili a entusiasmi e stupori. L’augurio inizia con la lettera P come Partenza, come Piacere, ma soprattutto come Passione, nel suo significato più bello, quello del latino classico di “emozione” e “turbamento dell’animo”.

Partiamo dunque e viaggiamo leggeri. Godiamo dei tanti doni che ogni viaggio ci sa regalare, lasciamo a casa stress, ansie e preoccupazioni e non vittimizziamoci per imprevisti e difficoltà. Non dimentichiamo che passione in fondo è anche un poco “pathos”, patimento.Non uccidiamo il nostro viaggio caricandolo di problemi e di aspettative, accendiamo invece l’entusiasmo e soprattutto la passione.Ritroviamo l’emozione della prima volta, quella curiosità e quella voglia di scoperta che guidava i viaggiatori del passato. Lasciamo che i chilometri e i giorni scorrano seguendo solo il piacere dell’altrove, vicino o lontano che sia, dando il tempo alle cose di accadere. Apriamoci al diverso, abbandoniamoci a nuove esperienze sensoriali e umane, lasciamoci sorprendere, risvegliamo i sensi atrofizzati, guardiamo con occhi attenti cogliendo i dettagli, gustiamo i luoghi, osserviamo i colori, ascoltiamo i suoni. Semplicemente, immergiamoci nella bellezza del mondo. Continua »

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ottobre 29th, 2010 at 10:24 pm

Dimmi se sei felice

Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi

“Decise che avrebbe fatto il giro del mondo e dappertutto avrebbe cercato di capire che cos’è che rende la gente felice o infelice… se un segreto della felicità esisteva, avrebbe certo finito col trovarlo”. Così Hector, il giovane psichiatra protagonista del romanzo di Francois Lelord, inizia il suo viaggio. E come la sua, anche le nostre partenze sono una ricerca, forse non sempre così consapevole, di quell’elusivo oggetto del desiderio che si chiama felicità.

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marzo 5th, 2010 at 8:30 am

Cara, piccola, vecchia Europa

Pace in tutte le lingue del mondoPubblicato su il reporter- Europa

E’ sempre più semplice guardare e giudicare gli altri che noi stessi. Forse è per questo che non mi è facile parlare d’Europa, della piccola vecchia – e cara – Europa. Che poi così vecchia e piccola non è, visto che in mezzo secolo si è svecchiata e allargata forse più di ogni altro continente, passando dalle macerie della seconda guerra mondiale attraverso il crollo del muro di Berlino a un’Unione Europea che guarda sempre più a est.

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novembre 20th, 2009 at 8:30 am

L’arte del ritorno

Ritorno

Pubblicato su il reporter : Ritorno (2)

Ci sono due tipi di viaggiatori, quelli che si affezionano a dei paesi o a dei paesaggi e lì tendono a ritornare, come se l’Africa, l’Oriente o il deserto fossero una seconda casa o una seconda pelle e quelli alla ricerca di destinazioni sempre nuove. I primi preferiscono riassaporare emozioni e ritrovare il piacere di geografie familiari, i secondi cercare sempre l’eccitazione della prima volta.

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