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	<title>AcomeAvventura &#187; sogni</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Sognare, viaggiare&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 06:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[utopia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su  il reporter
&#8220;Non si va da nessuna parte senza prima aver sognato un luogo, e viceversa, senza viaggiare, prima o poi finiscono tutti i sogni o si resta bloccati per sempre nello stesso sogno&#8221;, scrive il regista Wim Wenders. Da sempre il viaggio si nutre di sogni che nascono dalla magia di un nome, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1993" href="http://acomeavventura.com/sognare-viaggiare/meditazione-2/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1993" title="chiudi gli occhi" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/06/meditazione-150x105.jpg" alt="chiudi gli occhi" width="150" height="105" /></a>Pubblicato su  <em><a title="Parole nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/s-come-sognare" target="_blank">il reporter</a></em></p>
<p>&#8220;Non si va da nessuna parte senza prima aver sognato un luogo, e viceversa, senza viaggiare, prima o poi finiscono tutti i sogni o si resta bloccati per sempre nello stesso sogno&#8221;, scrive il regista Wim Wenders. Da sempre il viaggio si nutre di sogni che nascono dalla magia di un nome, dalle suggestioni di immagini, letture e racconti.</p>
<p><span id="more-1992"></span></p>
<p>Se non ci fosse quell&#8217;alone di leggenda ed esotismo che circonda l&#8217;altrove, sarebbero certo molti meno coloro che sono disposti a investire tempo e denaro, a correre rischi e ad affaticarsi per dire &#8220;io ci sono stato&#8221;. Globalizzazione e turismo diffuso stanno però cambiando anche il nostro immaginario. Ormai sono le occasioni e le offerte speciali, non i sogni, a spingere al viaggio. La formula del &#8220;last minute&#8221; non dà il tempo ai sogni per nascere e crescere. Il business del turismo invece li alimenta, ma solo per trasformarli in qualcosa di artificiale, una sorta di immaginario globalizzato già confezionato in un pacchetto tutto compreso dove &#8220;l&#8217;ignoto&#8221; che andremo a incontrare è descritto in dettaglio. Dobbiamo allora smettere di sognare? Rinunciare al sogno, equivale a uccidere il viaggio, perché l&#8217;attesa ne è parte essenziale. Ma anche rimanerne prigionieri significa alimentare illusioni e aspettative che si tradurranno in probabili delusioni. Di nuovo e come sempre, la risposta è nelle parole di un poeta. E&#8217; sufficiente rileggere &#8220;Le Voyage&#8221;. Baudelaire prima invita al racconto e al sogno: &#8220;Strabilianti viaggiatori&#8230; / fate scorrere sui nostri spiriti, tesi come tele, / i vostri ricordi incorniciati d&#8217;orizzonti. / Diteci, che avete visto?&#8221;. Poi rivela che l&#8217;altrove raccontato è un inganno, che la scoperta è un&#8217;illusione e partire o restare è indifferente: &#8220;Dai viaggi che amara conoscenza si ricava! / Il mondo monotono e meschino ci mostra, / ieri e oggi, domani e sempre, l&#8217;immagine nostra: / un&#8217;oasi d&#8217;orrore in un deserto di noia! / Partire? restare? Se puoi restare, resta; / parti, se devi.&#8221; Pure, il sogno è necessario per andare avanti e per non perdersi. E anche una certa dose di utopia aiuta a reagire a un&#8217;esistenza dove gli ideali non sembrano più avere spazio. Non sbagliano coloro che ogni tanto scelgono di mettersi alle spalle i problemi della quotidianità e di partire. Con consapevolezza, certo. Prima chiudendo gli occhi per sognare, poi riaprendoli per viaggiare e per confrontare i sogni con la realtà di un mondo spesso diverso da quello immaginato. E anche da come vorremmo che fosse. Perché, come scrive Saramago, l&#8217;isola sconosciuta, l&#8217;isola felice esiste, ma solo nella nostra mente, &#8220;è un luogo mobile che appare e scompare sulla carta della fantasia ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi&#8221;. Bello poterci approdare, senza però rimanerne prigionieri. Il viaggio è una valigia vuota: alla partenza la riempiamo di sogni, idee e desideri, poi durante il viaggio dobbiamo abbandonare aspettative e certezze per far posto agli spunti, agli incontri e alle immagini che la strada ci offre. Accettando il mondo per come è, senza autosuggestioni e finzioni, anche quando tradisce i nostri sogni.</p>
<p>A.M.</p>
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