Pubblicato su il reporter - Pellegrinaggio
Il pellegrinaggio nei luoghi sacri alle diverse religioni ha attraversato secoli, culture e civiltà senza mai cessare di attrarre schiere di fedeli. I suoi mille percorsi avvolgono la terra intera in una fitta rete di cammini verso montagne e sorgenti sacre, pietre miracolose e tombe di profeti, templi e città sante. In un mondo occidentale sempre più secolarizzato, il pellegrinaggio sembrava però destinato a estinguersi, sostituito da un pensiero laico o comunque da una ricerca più rivolta verso se stessi o spiritualità altre. Sull’onda del movimento hippy e della sua blanda imitazione new-age, “l’homo viator” della cristianità era stato sostituito dalle migliaia di giovani ispirati da Kerouac, Ginsberg e i Beatles, che negli anni sessanta e settanta percorsero l’Hippie Trail verso l’Oriente con i suoi centri buddhisti, gli ashram hindu e le comunità alternative. O anche da quei “pellegrini profani” che, spinti da una sorta di culto della personalità, optavano ieri come oggi per luoghi “sacri” legati a personaggi famosi, dal mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa a Graceland di Presley a Neverland di Jackson.



