<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AcomeAvventura &#187; Salza</title>
	<atom:link href="http://acomeavventura.com/tag/salza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://acomeavventura.com</link>
	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 09:35:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>Outdoor. Pensare &#8211; agire &#8211; sopravvivere</title>
		<link>http://acomeavventura.com/outdoor-pensare-agire-sopravvivere/</link>
		<comments>http://acomeavventura.com/outdoor-pensare-agire-sopravvivere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 May 2010 08:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[L come Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla Palma]]></category>
		<category><![CDATA[Maolucci]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Salza]]></category>
		<category><![CDATA[Survival]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://acomeavventura.com/?p=3890</guid>
		<description><![CDATA[Outdoor. Pensare &#8211; agire &#8211; sopravvivere
Maolucci Enzo; Salza Alberto; Dalla Palma Michele
Hoepli &#8211; Anno 2010 &#8211; €. 24,90
Pubblicato su il reporter
A guardarlo sembra un manuale: “Outdoor”, sottotitolo “pensare &#8211; agire &#8211; sopravvivere”. In allegato un piccolo prontuario di sopravvivenza. Confesso che il “survival”, quello dove il piacere e la fatica che fanno parte del viaggio si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/05/Outdoor.jpg"></a><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/05/Outdoor.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3891" title="Outdoor" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/05/Outdoor-100x150.jpg" alt="" width="100" height="150" /></a>Outdoor. Pensare &#8211; agire &#8211; sopravvivere<br />
Maolucci Enzo; Salza Alberto; Dalla Palma Michele<br />
Hoepli &#8211; Anno 2010 &#8211; €. 24,90</p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Outdoor" href="http://www.ilreporter.com/libri/outdoor-pensare-agire-sopravvivere" target="_blank">il reporter</a></em></p>
<p>A guardarlo sembra un manuale: “Outdoor”, sottotitolo “pensare &#8211; agire &#8211; sopravvivere”. In allegato un piccolo prontuario di sopravvivenza. Confesso che il “survival”, quello dove il piacere e la fatica che fanno parte del viaggio si trasformano in via crucis, non è il mio genere.</p>
<p><span id="more-3890"></span>Stavo per riporre il volume nello scaffale della libreria, quando l’occhio mi è caduto sui nomi degli autori, veri professionisti del settore. Avendo letto e apprezzato altri loro articoli e libri, decido per l’acquisto. La domenica seguente inizio a leggerlo. Seguo l’invito del titolo e mi sistemo su un’amaca sotto un albero, “outdoor” appunto e cioè all’aria aperta. Certo, sono consapevole che la mia è un’interpretazione piuttosto personale, visto che fra gli appassionati del genere quella di stare in posizione orizzontale per un’intera giornata non sembra essere la pratica più diffusa. Però l’amaca è compresa nell’attrezzatura consigliata e capire è il primo passo per fare, come appunto recita il sottotitolo “pensare e agire”. Inizio dunque a pensare e non abbandono il mio albero e soprattutto il mio libro fino a sera, fino all’ultima riga, pagina 237, biografie degli autori comprese.<br />
Non avrei mai detto che quello che a prima vista aveva tutto l’aspetto di un manuale, potesse catturare così a lungo la mia attenzione. Gli utilissimi suggerimenti per tutte le variegate attività outdoor, sono inframmezzati da belle immagini e da pagine di riflessione sul viaggio, la natura, le culture altre. Il tutto è alleggerito dai “taccuini” e cioè dal racconto delle avventure degli autori, fra il fantozziano e lo straordinario. Una lettura davvero godibilissima e per nulla noiosa.<br />
Visto comunque che era mia intenzione godermi questa prima domenica di sole pedalando in brughiera, posso affermare che, almeno per il momento e per me, lo scopo del libro non è stato raggiunto… Adesso però sono pronta. Almeno psicologicamente. Il resto seguirà, forse.<br />
Ma cos’è l&#8217;Outdoor? La parola, ormai di uso comune, è troppo semplice per racchiudere non solo la serie di variegate pratiche ricreative, sportive e salutistiche raccolte sotto questo nome, ma soprattutto un modo di pensare e di essere.<br />
Outdoor è l’umano che incontra la natura, non per sfidarla o per sfidare i propri limiti, ma per conoscerla e conoscersi. C’è una componente di gioco, voglia di libertà e di avventura, c’è passione e desiderio di un ambiente naturale incontaminato. Molte delle sue pratiche nascono da strategie di sopravvivenza di popolazioni sperdute e in fondo da quel desiderio di andare e di superare i propri orizzonti che ha guidato la nostra specie nella sua evoluzione. E così la pratica outdoor diventa viaggio nella natura, quella lontana e quella fuori casa.<br />
Outdoor, un manuale che spiega, ma che prima del come o del dove si chiede il perché. E la risposta è l’amore per ciò che sta là fuori.<br />
A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Foutdoor-pensare-agire-sopravvivere%2F&amp;title=Outdoor.%20Pensare%20%26%238211%3B%20agire%20%26%238211%3B%20sopravvivere"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://acomeavventura.com/outdoor-pensare-agire-sopravvivere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Africa, la nostra e la loro</title>
		<link>http://acomeavventura.com/africa-la-nostra-e-la-loro/</link>
		<comments>http://acomeavventura.com/africa-la-nostra-e-la-loro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Kapuscinski]]></category>
		<category><![CDATA[Salza]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://acomeavventura.com/?p=3470</guid>
		<description><![CDATA[
Pubblicato su il reporter -  Africa
Viaggiare sì, ma dove. Spesso pecchiamo di eccessiva superficialità nella scelta delle nostre mete, sedotti da un immaginario costruito a misura di turista, ma che ha poco a che fare con il paese reale. Iniziamo il nostro giro del mondo partendo dall’Africa, un continente che da sempre esercita un grande fascino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/02/Etiopia-Omo-Hamer.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3471" title="Etiopia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/02/Etiopia-Omo-Hamer-150x105.jpg" alt="Etiopia" width="150" height="105" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Africa" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/a-come-africa" target="_blank">il reporter</a></em> -  Africa</p>
<p>Viaggiare sì, ma dove. Spesso pecchiamo di eccessiva superficialità nella scelta delle nostre mete, sedotti da un immaginario costruito a misura di turista, ma che ha poco a che fare con il paese reale. Iniziamo il nostro giro del mondo partendo dall’Africa, un continente che da sempre esercita un grande fascino su esploratori e viaggiatori.</p>
<p><span id="more-3470"></span>“L’Africa è vasta, una massa terrestre e non una nazione. Non esiste una sola Africa. Da cima a fondo esistono tante Afriche tra di loro distinte” scrive Eddy L. Harris. La sua essenza è la varietà di culture e paesaggi, popoli e lingue, riti e miti. Impossibile darne un’unica definizione. Ma al di là di queste diversità, esistono due Afriche, la nostra e la loro. Raramente si incontrano, un po’ come in Libia le carovane di fuoristrada dei turisti sfiorano le rotte dei migranti senza vedersi. Karen Blixen parlava della “mia Africa” e lo stesso possiamo dire per molti appassionati di viaggio. Per loro l’Africa è l’avventura in fuoristrada sulle piste dei parchi o dei deserti, l’incontro con le antiche culture dei villaggi dogon o con le superstiti etnie “primitive”. Attraversandola spesso non percepiamo la grande povertà che circonda quella che gli antropologi definiscono la “bolla ambientale” in cui viaggia il visitatore. Ma la verità è che la “loro Africa”, quella di chi ci vive, ha il primato della miseria, conta &#8211; secondo i dati del Forum sociale Mondiale di Nairobi del 2007 &#8211; 34 dei 50 paesi meno sviluppati, 35 milioni di sieropositivi e malati di AIDS su 40 milioni nel mondo e 1/3 della sua popolazione soffre la fame. Denutrizione, mortalità infantile, carenza di scuole e ospedali, guerre efferate, bambini-soldato, slums, megalopoli spaventose, perdita d’identità, criminalità, emigrazione, disastri ambientali&#8230;<br />
Il “mal d’Africa” è una medaglia con due facce. Se l’Africa è anche questa e se è vero che decine di canali televisivi tematici ci raccontano tutto degli animali selvaggi, che l’incontro con le ultime etnie si riduce a esotismo a buon mercato, che le tradizioni sono state folclorizzate isolandole dal loro contesto rituale, che tecnologia e navigatori satellitari hanno tolto all’avventura il suo sapore, allora perché il continente nero continua a sedurre i viaggiatori? Complicato rispondere, perché l’Africa più di ogni altro paese è un’esperienza fisica, da vivere sulla pelle e difficile da esprimere a parole. L’Africa risveglia i sensi, si espone impudica e seducente, non ha fretta, cammina, aspetta, si adatta. Ha non una, ma tante storie, un po’ come i suoi oggetti che hanno molte vite, riciclo dopo riciclo. Mescola saggezza e magia, umanità e divinità. Lì si incontrano una voglia di vivere e una felicità quasi incomprensibili in base ai nostri parametri di benessere. Ma in luoghi dove manca l’essenziale e ci si arrangia con poco più di un dollaro al giorno, forse si è felici semplicemente di sopravvivere. D’altra parte la logica africana non è la nostra. E la nostra non è la loro. Un antropologo mi raccontava che i suoi amici maliani erano rimasti sconvolti dal fatto che noi occidentali ci mettiamo a dieta per dimagrire e che abbandoniamo i nostri anziani negli ospizi. Un’ovvietà che apre una voragine fra due culture. Certo, anche in Africa, come in tutto il resto del mondo, i cambiamenti sono violenti e dirompenti e la globalizzazione mescola e confonde “autentico” e “contaminazioni”. Forse però gli africani riescono più di altri popoli a far convivere tradizione e modernità, vecchio e nuovo. Forse il segreto dell’Africa è che ha qualcosa di speciale, qualcosa per cui trovo una sola parola adatta, anima.</p>
<p>Per approfondire: Ryszard Kapuscinski, “Ebano” di Feltrinelli e Alberto Salza, “<a title="Salza" href="http://acomeavventura.com/salza-niente-ovvero-per-chi-suona-lo-sciacquone/" target="_blank">Niente. Come si vive quando manca tutto</a>” di Sperling &amp; Kupfer.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fafrica-la-nostra-e-la-loro%2F&amp;title=Africa%2C%20la%20nostra%20e%20la%20loro"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://acomeavventura.com/africa-la-nostra-e-la-loro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

