giugno 11th, 2010 at 9:01 pm
Preferisco le parole ai numeri. Ma certe volte i numeri servono più delle parole.
Anna

Over 24,000 children die every day around the world. That is equivalent to:
1 child dying every 3.6 seconds
16-17 children dying every minute
A 2010 Haiti earthquake occurring almost every 9-10 days
A 2004 Asian Tsunami occurring almost every 10 days
An Iraq-scale death toll every 16–40 days
Just under 9 million children dying every year
Some 79 million children dying between 2000 and 2007
The silent killers are poverty, hunger, easily preventable diseases and illnesses, and other related causes. In spite of the scale of this daily/ongoing catastrophe, it rarely manages to achieve, much less sustain, prime-time, headline coverage.
Da www.globalissues.org – Anup Shah
luglio 17th, 2009 at 8:30 am

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I paesi più poveri sono la destinazione privilegiata di molti dei nostri viaggi. Qualcuno ci va attratto dal minor costo della vita per potersi concedere qualche lusso altrimenti fuori budget. Altri sono mossi dal desiderio di trovare il sole in inverno o di lasciarsi alle spalle per un paio di settimane stress e città congestionate.
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luglio 13th, 2009 at 1:06 pm
Alberto Salza – Niente. Come si vive quando manca tutto. Antropologia della povertà estrema – Sperling & Kupfer – 2009 – € 18,00
Pubblicato su il reporter
Al libro “Niente” di Salza avrei messo come sottotitolo una frase del libro stesso: “Per chi suona lo sciacquone?”. E in copertina un disegno tipo questo. Perché alla base della sua teoria c’è proprio la metafora di un gabinetto (modello occidentale, il che non è un caso). La tazza del water è il mondo: chi sta in alto respira aria pulita e guarda verso il cielo, chi sta nella strettoia centrale cerca di galleggiare sulla schiuma, chi sta sotto la curva del sifone, nonostante gli sforzi, può solo finire espulso in un mare di escrementi.
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