ottobre 21st, 2009 at 7:51 am

Frammenti dal Canada

 Da Pino Lovo e Lidia Villa

Io-mi-ricordoMercoledì 21 ottobre – Montreal – Passo e chiudo

La neve cade a larghe falde, bagnata, pesante, su un’asfalto lucido di pioggia. Sono le ultime ore che trascorriamo a Montreal, dove siamo arrivati quattro mesi fa, scoprendo una città vivace, movimentata dal festival del Jazz, nelle calde serate estive. Ora il cerchio si è chiuso. Tutto sembra dirci: è ora, tornate a casa! Anche il nostro ombrello superstite ha ceduto dopo aver lottato fino all’ultimo contro il vento che spingeva la pioggia e poi la neve, in ogni angolo. Oggi ho la risposta a una domanda che mi sono posto più volte in passato. Quando potrò viaggiare per mesi e non per settimane, ne sarò stanco? Sarò contento di tornare a casa? Come sospettavo, la risposta è no. Bruce Chatwin diceva che la condizione naturale dell’uomo è il nomadismo. Personalmente mi sento più vivo quando sono in movimento, sempre curioso di scoprire cosa ci sia dietro la prossima collina, di capire qualcosa di più del mondo che mi circonda, d’imparare. Mi considero un’apprendista permanente, un nomade potenziale con il vantaggio inestimabile di una compagna che lo fa sentire a casa, ovunque. Ringrazio la cara amica Anna Maspero che ha generosamente ospitato le mie riflessioni sul suo blog, e quanti (due, tre?) hanno avuto la pazienza di leggermi. Qui Montreal, passo e chiudo.

Continua »

Share