settembre 1st, 2011 at 10:04 pm
Pubblicato su il reporter -Parole Nomadi – Sorriso
Vacanze finite, si torna a casa e quel sorriso che in viaggio eravamo capaci di regalare e regalarci, si trasforma rapidamente nello sguardo assassino dell’automobilista alla ricerca di un parcheggio, nel tono insofferente dei rapporti quotidiani, nelle imprecazioni per le nuove tasse che si addensano sulle nostre teste. Come sempre, e forse più di sempre a causa delle circostanze che non inducono proprio all’ottimismo, rientriamo nella pesantezza del nostro vivere quotidiano in attesa, o nella speranza, della boccata d’ossigeno di una nuova partenza.
Pure, quel che ci può aiutare in questi tempi incerti è proprio il sorriso. Non un patetico quanto inutile sorriso forzato, ma un sorriso consapevole, del tipo: “Se c’è rimedio perché te la prendi? E se non c’è rimedio perché te la prendi?”. Una filosofia di vita che non di rado incontriamo nei nostri viaggi, ma che tendiamo a etichettare come fatalismo. Viaggiando, scopriamo paesi “messi male”, dove la gente ha però conservato la voglia di ridere, e non mi riferisco all’abusato luogo comune delle “popolazioni sorridenti” di cui i depliant turistici abbondano. Intendo proprio un approccio più leggero e “sostenibile” alla pesantezza del vivere. Quando viaggiamo siamo anche noi più disposti al sorriso, un po’ perché siamo in vacanza, un po’ perché sorridere è un naturale strumento di “captatio benevolentiæ” in un ambiente nuovo. Ma se riusciamo a guardarci con gli occhi dell’altro e a sorridere, il viaggio è capace anche di regalarci un salutare cambio prospettiva che aiuta a dare ad ogni cosa il suo giusto peso. Si tratta di prendere le distanze da noi stessi e da quel che accade intorno, aggiungendo un pizzico di autoironia al nostro sguardo. Continua »
agosto 6th, 2010 at 7:30 am

- “Anna che scende il Nilo cercando l’Aleph” – Dedica di Stefano Faravelli
Pubblicato su il reporter – Cercare
Fin dai primi anni di scuola l’insegnante interroga, pone domande e si aspetta dagli allievi risposte che già conosce. I bambini, crescendo, perdono quel loro sguardo vergine sul mondo e quella curiosità infantile che li spinge a fare domande su tutto e semplicemente imparano a rispondere come viene loro richiesto. Superano gli esami e diventano adulti e cioè persone responsabili, che etimologicamente significa proprio persone in grado di dare risposte.
Continua »
gennaio 15th, 2010 at 8:30 am

Post scriptum al post… Avevo iniziato a scrivere questo post prima della partenza per il viaggio nel nord dell’Etiopia, da dove sono da poco rientrata, riflettendo sulla poesia “Valori” inviata agli amici come augurio per il nuovo anno. Una riflessione che il viaggio ha reso più sofferta e vera. Lì ho rivisto Tilahun, incontrato ragazzino quasi per caso sette anni fa e ora diventato uomo. Uomo perché capace di valori, quelli sani, quelli che nutrono i sogni e i sentimenti. Ho riflettuto sui nostri valori, quelli che sembrano capaci di esprimersi sempre e solo in numeri. Non sono mai stata forte in matematica. E ho capito che non sono fatti per me. Ancora una volta, si cambia. Anna
Pubblicato su il reporter - Valori
Lo spunto è una poesia di Erri de Luca che si intitola proprio “Valore”. Con la sua scrittura scarna e diretta, l’autore racconta quelli che lui considera valori. Cose semplici, minute e quotidiane: la neve, la fragola, la mosca, ogni forma di vita e la bellezza del mondo dal regno minerale alle stelle. E i gesti: risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, provare gratitudine senza ricordare di che, un sorriso involontario… E poi sapere dov’è il nord e qual è il nome del vento, il viaggio del vagabondo come la clausura della monaca… Ma, termina l’autore, “molti di questi valori non ho conosciuto”.
Continua »