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	<title>AcomeAvventura &#187; Olivia Piro</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>D come Donne</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 06:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[S come Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Meriani]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter - Parole Nomadi -Donne
Il 25 novembre del 1961 le sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, furono assassinate perché si opponevano al regime dittatoriale del loro Paese. La loro storia è diventata un simbolo e in loro ricordo la data di oggi, 25 novembre, è stata scelta come “Giornata Internazionale per l’Eliminazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/futuro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5153" title="futuro" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/futuro-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <a title="parole nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/d-come-donne" target="_blank"><em>il reporter</em> </a>- Parole Nomadi -Donne</p>
<p>Il 25 novembre del 1961 le sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, furono assassinate perché si opponevano al regime dittatoriale del loro Paese. La loro storia è diventata un simbolo e in loro ricordo la data di oggi, 25 novembre, è stata scelta come “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne”.Il 10 dicembre scorso, giornata mondiale dei diritti umani, è stato consegnato il Nobel per la Pace alla liberiana Ellen Johnson Sirleaf, prima presidente donna di uno stato africano, alla sua compatriota Leymah Gbowee, attivista pacifista, e a Tawakkul Karman, pasionaria yemenita per i diritti civili. Due paesi i loro che conoscono la violenza: la Liberia ha visto una guerra civile lunga 14 anni che ha fatto centomila morti e lo Yemen vive una profonda conflittualità politica e sociale. Il Nobel è stato assegnato a queste tre donne proprio &#8220;per la loro lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace&#8221;. Entrambi questi fatti parlano di donne, di pace e di nonviolenza: tre parole che naturalmente “viaggiano” insieme. Perché le donne da sempre sono impegnate per la pace e contro la violenza per la loro stessa intrinseca natura che le porta a creare e donare la vita e quindi ad amarla e a rispettarla.<span id="more-5148"></span></p>
<p>Conosco donne con gli stessi valori e capaci di grande forza. Molte di loro le ho incontrate nei miei viaggi. Donne semplici e piene di dignità, donne abituate a fare i conti con la quotidiana sfida della sopravvivenza, donne capaci di farcela anche da sole, donne che si prendono cura del mondo, donne che sanno guardare avanti in un tempo in cui in molti volgiamo nostalgicamente lo sguardo al passato o consumiamo il presente incapaci di futuro. E’ guardando al loro esempio di forza e coraggio, di sacrifico e dignità, che possiamo ritrovare fiducia nel futuro. E magari piantare anche noi degli alberi, come faceva la kenyota Wangari Maathai, la “signora degli alberi” premio Nobel per la Pace 2004 spentasi due mesi fa. Lei con le donne del suo movimento, il Green Belt Movement, aveva piantato più di venti milioni di alberi in Africa. Perché credeva nella vita e, come scrive il poeta turco Nazim Hikmet, “la vita non è uno scherzo… prendila sul serio ma sul serio a tal punto che a settant&#8217;anni, ad esempio, pianterai degli ulivi non perché restino ai tuoi figli ma perché non crederai alla morte pur temendola, e la vita peserà di più sulla bilancia.”</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/Olivia-e-Anna.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5154" title="Olivia-e-Anna" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/Olivia-e-Anna-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>Consigli di lettura: Chiara Meriani “Donne in viaggio”, The Little Pink Book – Astraea Editrice 2011.</p>
<p>Dedico quest’articolo all’amica Olivia Molteni Piro, madre di figli dalla pelle di tante sfumature diverse, nonna, appassionata d’Africa, ma soprattutto una donna con un cuore grande. Leggete la bella <a title="MAG" href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/Olivia-Piro.pdf" target="_blank">pagina</a> da lei scritta su MAG, il magazine de “La Provincia” di Como di novembre, dove parla proprio del “coraggio di inventare l’avvenire”. E diamole una mano per portare a compimento il sogno ormai diventato realtà del Centro di maternità a <a title="Bilogo" href="http://www.progettobilogo.blogspot.com/" target="_blank">Bilogo</a>, in Burkina Faso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fd-come-donne%2F&amp;title=D%20come%20Donne"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Volontourism</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[N come News e Newsletter]]></category>
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Pubblicato su il reporter &#8211; Volontourism
C’è il turismo tradizionale. C’è quello responsabile. E c’è quello solidale. Non la solidarietà di professione di missionari e operatori umanitari (i cosiddetti espatriati o “expats”), ma quella che con un neologismo è stata definita “volontourism”, che cerca cioè di coniugare il turismo al volontariato. Si tratta di turisti insoddisfatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/07/Londra.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4173" title="Londra" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/07/Londra-150x105.jpg" alt="" width="150" height="105" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; <a title="Voluntourism" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/volontourism" target="_blank">Volontourism</a></p>
<p>C’è il turismo tradizionale. C’è quello responsabile. E c’è quello solidale. Non la solidarietà di professione di missionari e operatori umanitari (i cosiddetti espatriati o “expats”), ma quella che con un neologismo è stata definita “volontourism”, che cerca cioè di coniugare il turismo al volontariato. Si tratta di turisti insoddisfatti dei “soliti viaggi” (e sono sempre di più), che decidono di impegnare le proprie ferie per lavorare sul campo con delle ONG.</p>
<p><span id="more-4172"></span></p>
<p>Un turismo che non si traduce in consumo del paese, che non si limita all’incontro e alla conoscenza, ma sa trasformarsi in esperienza di vita, contaminazione con la realtà del luogo e interazione con la gente che lì vive. Perché fermarsi in uno stesso luogo consente relazioni umane meno superficiali ed occasionali rispetto a chi transita seguendo un itinerario. Difficile chiamarle vacanze. E certo la motivazione principale non è più neppure il viaggio, che diventa invece lo strumento per raggiungere uno scopo: cambiare il mondo in meglio. Poca cosa, obietterà qualcuno, visto che si tratta in genere di soggiorni brevi; ma sono presenze comunque inserite all’interno di progetti di più lunga durata. E poi di sicuro è un modo di viaggiare che cambia chi lo pratica, permettendogli di vivere un’esperienza diversa in regioni fuori dalle rotte del turismo tradizionale e anche di avventura, a contatto con l’ambiente naturale e culturale del paese. Spesso si tratta di paesi con conflitti interni, logisticamente difficili o devastati da recenti cataclismi naturali, luoghi dove la quotidianità assomiglia molto a quella che per noi è l’eccezionalità di un’area dopo un terremoto. Servono disponibilità, socievolezza, spirito d’adattamento e forse soprattutto ascolto. Perché anche quella che a noi, in base ai nostri parametri, può non sembrare vita, lo è. Se vogliamo essere di qualche aiuto dobbiamo rinunciare alla nostra visione, o meglio alla nostra presunzione occidentale, fatta di senso pratico ed efficienza ed entrare invece in un mondo dove oltre e forse più che il raggiungimento del risultato, hanno importanza simboli, valori e relazioni.</p>
<p>Due libri per riflettere: “Pappagalli Verdi”, di Gino Strada, Feltrinelli 1999, che non ha bisogno di presentazione. E i racconti profondamente vissuti di una donna impegnata sul fronte della difesa dei minori in Africa e Asia: Olivia Molteni Piro, “Non spaventarti Federico”, Infinito Edizioni 2009</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fvolontourism%2F&amp;title=Volontourism"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Non spaventarti Federico</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 17:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[L come Letture]]></category>
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		<description><![CDATA[Non spaventarti Federico
Di Olivia Piro &#8211; Infinito edizioni 2009, €.13.00
Pensavo di avere sufficienti anticorpi perché la semplice lettura del rosario di storie che compongono questo libro non mi emozionasse poi più di tanto. Non mi riconosco particolari istinti materni, ho alle spalle diversi viaggi in Etiopia, in India e in altri paesi del sud del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-2010" href="http://acomeavventura.com/non-spaventarti-federico/federico-di-olivia-piro/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2010" title="federico-di-olivia-piro" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/06/federico-di-olivia-piro-104x150.jpg" alt="federico-di-olivia-piro" width="104" height="150" /></a>Non spaventarti Federico</strong></p>
<p>Di Olivia Piro &#8211; Infinito edizioni 2009, €.13.00</p>
<p>Pensavo di avere sufficienti anticorpi perché la semplice lettura del rosario di storie che compongono questo libro non mi emozionasse poi più di tanto. Non mi riconosco particolari istinti materni, ho alle spalle diversi viaggi in Etiopia, in India e in altri paesi del sud del mondo e già conoscevo i progetti di solidarietà cui si accenna nel libro. E invece &#8220;Non spaventarti Federico&#8221; mi ha commossa, turbata, sconvolta, arricchita, cambiata&#8230;</p>
<p><span id="more-2009"></span></p>
<p>E&#8217; un libro delicato e spudorato, pieno di sensibilità e di coraggio, di fragilità e di forza. Olivia Piro sa raccontare con<a rel="attachment wp-att-2011" href="http://acomeavventura.com/non-spaventarti-federico/copia-di-ilsole_tavrot_12/"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2011" title="Bambine etiopi - Mostra di Foto di Gin Angri" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/06/copia-di-ilsole_tavrot_12-150x105.jpg" alt="Bambine etiopi - Mostra di Foto di Gin Angri" width="150" height="105" /></a> onestà e semplicità non solo l&#8217;amore e i buoni sentimenti, ma anche la paura, il rigetto e il rifiuto. Non è facile accettare che gli equilibri personali e della propria famiglia vengano ogni volta rimessi in discussione da un elemento estraneo, un altro figlio che entra nella tua vita e ne diventa parte per sempre. Per tua scelta certo, ma qualche volta anche perché sei tu a essere scelta e non puoi sottrarti. Olivia è una madre e una nonna fuori dagli schemi, ma non è ne santa ne missionaria, è semplicemente una vera, umanissima donna. Ho letto &#8220;Non spaventarti Federico&#8221; d&#8217;un fiato in un solo giorno, senza riuscire a staccarmene, ma il racconto dura nove mesi. E&#8217; il tempo necessario a Federico per crescere nella pancia di Elisabetta, figlia di Olivia. E quello necessario alla sua futura nonna per raccontargli della strana famiglia in cui lui ha deciso di venire al mondo. Una famiglia dove gioie e sofferenze sono sempre straordinarie, esasperate. Una famiglia allargata, ma non per divorzi e figli di secondo letto, come ormai capita spesso. Allargata invece a tutti quei bambini e a quegli adolescenti dalle tante sfumature di colore della pelle incontrati lungo la strada. E quando dico strada intendo proprio strada, non è un eufemismo. Qualche volta anche riportati e disperatamente lasciati sulla strada, fra i rifiuti dove avevano scelto di morire. Perché non sempre le storie sono a lieto fine. Il libro non è un romanzo, ma è il racconto di una vita vera, di tante vite, quelle che Olivia ha vissuto (quante?), quelle che ha incontrato (tante, tantissime) e a cui ha offerto la possibilità di un amore che non avevano avuto. Se qualcuno non sa cosa fare della propria vita, se ha perso la rotta, se si sente naufragare nei <a rel="attachment wp-att-2017" href="http://acomeavventura.com/non-spaventarti-federico/presentazione-bibliocomo/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2017" title="presentazione-bibliocomo" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/06/presentazione-bibliocomo-150x104.jpg" alt="presentazione-bibliocomo" width="150" height="104" /></a>propri problemi, la lettura di queste pagine può offrirgli un senso, regalargli uno sguardo diverso sulla vita. E forse può iniziare a sognare con Olivia. Il suo sogno, quello che lei dice essere l&#8217;ultima sfida, è una promessa fatta alla gente del villaggio di Bilogo in Burkina Fasu, un paese poverissimo dell&#8217;Africa occidentale: la costruzione di un centro sanitario e di una maternità. L&#8217;acquisto del libro è un mattone per aiutare a realizzarlo. Il progetto si chiama come il villaggio ed è raccontato nelle ultime pagine del libro o a questo <a title="Bilogo" href="http://www.progettobilogo.blogspot.com/" target="_blank">link</a>. Proviamo allora a sognare con lei, perché il suo non sia più solo un sogno.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fnon-spaventarti-federico%2F&amp;title=Non%20spaventarti%20Federico"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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