Guardando lo scempio del Golfo del Messico, un pensiero rivolto all’oceanomare, dove la vita ha avuto inizio. Almeno quel che sta succedendo possa servire da monito per farci trovare energie più sicure. Noi abbiamo perso la memoria del mare. O meglio, il mare è diventato per la maggior parte di noi sinonimo semplicemente di spiaggia e vacanze estive. Ma, scriveva Baudelaire, l’uomo libero cercherà sempre il mare…
Pubblicato su il reporter – Oceanomare
In tutte le lingue la parola “terra” è usata per definire sia la terraferma che l’intero pianeta, certo perché il genere umano ha scelto per abitare proprio le terre emerse. Ma per secoli l’occhio dell’uomo è stato rivolto al mare. “Navigare necesse est”, dicevano gli antichi: il mare era la loro autostrada, le navi spinte dalla forza dell’acqua e del vento solcavano gli oceani e scoprivano nuovi mondi, mentre ben più lungo e pericoloso era l’attraversamento dei continenti. Poi, grazie alla meccanizzazione dei trasporti, abbiamo iniziato a privilegiare i viaggi via terra e ora preferiamo volare per scavalcare gli oceani.



