aprile 1st, 2011 at 8:30 am
Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi- Razzismo
Per risolvere la questione del razzismo sarebbe sufficiente quanto scritto nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e diversi, ma uguali in dignità e diritti”. Non serve altro: siamo persone, diverse, ma con gli stessi diritti, diritti che anzi andrebbero ampliati a tutti gli esseri senzienti. Eppure, se la scienza nega il concetto stesso di razza riconoscendo che fra uomo e uomo come fra specie e specie vi è un continuum genetico, il razzismo gode invece di buona salute, e anche a casa nostra. Non bastano le dichiarazioni per cancellarlo: in qualsiasi momento può riemergere dall’inconscio per diventare teoria e pratica quotidiana quando non legge di stato. Forse perché la paura del diverso appartiene alla natura stessa dell’uomo e la divisione del mondo tra noi e l’altro percorre la storia intera.
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marzo 11th, 2011 at 8:30 am

Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi – Migranti
“… Intorno la vastità del mare … dune a perdita d’occhio… per tetto le stelle…”: potrebbe essere il racconto di un nostro viaggio in barca a vela o nel deserto. Ma potrebbe essere anche il racconto dell’odissea tragica delle migliaia di migranti che percorrono stipati su camion le piste di sabbia del Sahara o sono trascinati dalle correnti dentro carrette del mare fino a un approdo incerto su un qualche brandello d’Europa proteso nell’azzurro del Mediterraneo. Due viaggi diversissimi e in direzioni opposte, due percorsi che si incrociano, ma che raramente si incontrano. Viaggiatori entrambi, noi per piacere loro per necessità, noi per distrarci loro per sopravvivere, noi turisti loro migranti, esuli, fuggiaschi, profughi, deportati, rifugiati, sfollati, respinti, fuoriusciti, espatriati, espulsi, clandestini, irregolari…
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dicembre 17th, 2010 at 8:30 am
Il dono di Natale per gli amici vicini e lontani, reali e virtuali è questo nuovo anno di ”Parole Nomadi”, pubblicate su il reporter settimana dopo settimana, parola dopo parola, frammento dopo frammento. Grazie a chi ha trovato il tempo di leggere, di riflettere, di commentare. E auguri a tutti gli amici, viaggiatori e sognatori, nomadi e stanziali. Anna
Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi – Dono
“Natale non è Natale senza regali”: un messaggio perfetta espressione della nostra società dei consumi, che rifugge la spiritualità e allontana la tristezza con acquisti compulsivi. Ma il regalo natalizio, o con un termine molto più denso di significato, il dono – dalla radice “dare” – è solo il moderno simulacro di un gesto profondamente simbolico e significativo che appartiene a tutte le società umane fin dalle loro origini e che non di rado ci capita di riscoprire e anche di sperimentare nei nostri viaggi, dal semplice dono di ospitalità ai più complessi rituali in occasioni speciali. Continua »
agosto 6th, 2010 at 7:30 am

- “Anna che scende il Nilo cercando l’Aleph” – Dedica di Stefano Faravelli
Pubblicato su il reporter – Cercare
Fin dai primi anni di scuola l’insegnante interroga, pone domande e si aspetta dagli allievi risposte che già conosce. I bambini, crescendo, perdono quel loro sguardo vergine sul mondo e quella curiosità infantile che li spinge a fare domande su tutto e semplicemente imparano a rispondere come viene loro richiesto. Superano gli esami e diventano adulti e cioè persone responsabili, che etimologicamente significa proprio persone in grado di dare risposte.
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maggio 1st, 2010 at 8:30 am

Foto selezionata da Repubblica per il Concorso Passaggi
Pubblicato su il reporter – P come Passaggi
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Passaggio aereo in mano, mi imbarco dal Terminal 1 di Malpensa nella nebbia di una mattina d’autunno. Il cielo terso del Marocco mi accoglie dopo un breve volo, la temperatura è mite e intorno c’è un sentore di primavera. Ancora tre ore di autobus e mi appare Essaouira, l’antica Mogador, protesa sull’oceano ma avvolta da una luce mediterranea, difesa dai bastioni della Skala ma aperta ai venti e al mondo.
Un anziano si avvicina con un carretto per trasportare il mio bagaglio dentro il dedalo di viuzze della medina. Attraversiamo un’antica porta che interrompe le possenti mura di terra color ocra. “Come si chiama?”, gli chiedo per iniziare a orientarmi. “La Petite Bab” mi risponde. Il riad dove dormirò nei prossimi giorni è lì accanto e questa porta diventerà il mio passaggio abituale.
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