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	<title>AcomeAvventura &#187; Laterza</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Il Molise non è la Patagonia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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Pubblicato su il reporter
Antonio Pascale:  Non è per cattiveria, confessioni di un viaggiatore pigro, Laterza, 2006 &#8211; €.9,00
Un libro che appartiene alla tendenza sempre più diffusa del racconto di viaggio vicino a casa, in luoghi domestici e amati, dove la scoperta è fatta da dettagli minimi, sottili cambiamenti di luci, attenzione più agli stati d’animo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/06/Pascale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3986" title="Pascale" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/06/Pascale-112x150.jpg" alt="" width="112" height="150" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em><a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/libri/non-e-per-cattiveria" target="_blank">il reporter</a></em></p>
<p>Antonio Pascale:  Non è per cattiveria, confessioni di un viaggiatore pigro, Laterza, 2006 &#8211; €.9,00</p>
<p>Un libro che appartiene alla tendenza sempre più diffusa del racconto di viaggio vicino a casa, in luoghi domestici e amati, dove la scoperta è fatta da dettagli minimi, sottili cambiamenti di luci, attenzione più agli stati d’animo e agli umori che alle avventure insolite.<br />
L’autore, Antonio Pascale, ex viaggiatore professionista, di quelli che soffrono di partenza compulsiva a intervalli più o meno regolari, scopre la bellezza del ritorno nei luoghi conosciuti e amati, senza traguardi o mete da raggiungere, senza obblighi di visita a monumenti, ma con il solo scopo di regalarsi una pausa di bellezza.</p>
<p><span id="more-3985"></span></p>
<p>L’autore sembra voler fuggire le mode, ma forse anche per distinguersi dagli altri viaggiatori che inseguono mete lontane. Alla fine sembra soffrire di troppe idiosincrasie e sviluppare intolleranza verso modalità di conoscere il mondo diverse dalle proprie. Così vede con una buona dose di antipatia i viaggiatori professionisti e professionali, chi si trascina il trolley con tutto il necessario o cammina curvo sotto un pesante zaino, chi indica il cammino, chi compila guide, chi vuole convertire gli altri al viaggio, chi detta legge su ciò che si deve o non si deve fare, chi si muove troppo o troppo in fretta, chi vuole conquistare la vetta o la meta. Ormai il viaggio vicino a casa, della serie “il Molise è meglio della Patagonia e costa pure meno” è un nuovo trend, una nuova filosofia, una nuova religione con i suoi adepti e i suoi tabù. Ancora una volta siamo nelle categorie del &#8220;o &#8211; o&#8221; e non &#8220;e &#8211; e&#8221;, cioè modalità di viaggio diverse viste come opposte e non come complementari. Quando invece, semplicemente, la Patagonia non è il Molise e il Molise non è la Patagonia, entrambi meritano però un viaggio e comunque ogni viaggiatore deve trovare la propria dimensione”. In conclusione e nonostante le mode: un libro stimolante, intelligente, ben scritto. Da leggere. Prossima tappa: il Molise.</p>
<p>A.M.</p>
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