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	<title>AcomeAvventura &#187; Josè Saramago</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Addio a un Maestro</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 06:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Saramago]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Portogallo]]></category>

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&#8220;Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: &#8220;Non c&#8217;è altro da vedere&#8221;, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l&#8217;inizio di un altro. Bisogna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/06/Escher-notte-giorno.jpg"></a></p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/06/Escher-notte-giorno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4019" title="Escher notte-giorno" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/06/Escher-notte-giorno.jpg" alt="" width="770" height="200" /></a></p>
<p>&#8220;Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: &#8220;Non c&#8217;è altro da vedere&#8221;, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l&#8217;inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quello che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l&#8217;ombra che non c&#8217;era. Bisogna ri­tornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre&#8221;.</p>
<p>Con questa  citazione tratta da <em>Viaggio in Portogallo </em>vorrei ricordare José Saramago, maestro di scrittura e di vita che credeva nella forza degli ideali. Il suo viaggio non è finito, ma si prolunga &#8220;in memoria, in ricordo, in narrazione&#8221; e  rimarrà per sempre nelle parole che ha saputo regalarci.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Faddio-a-un-maestro%2F&amp;title=Addio%20a%20un%20Maestro"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>A caccia di souvenir, fra autenticità, riproduzione ed evocazione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Duccio Canestrini]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Santambrogio]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Saramago]]></category>
		<category><![CDATA[Muri Mani]]></category>
		<category><![CDATA[Souvenir]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Wislawa Szymborska]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter -Souvenir
Il Natale si avvicina, è tempo di regali. E per chi parte è tempo di souvenir, croce e delizia dei viaggi, per qualcuno addirittura la ragione stessa del viaggiare. Una smania di acquisto spesso contagiosa e irrazionale che trasforma il paese visitato in un gigantesco emporio. Tanti i fattori in campo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Marocco-151.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3251" title="Marocco (15)" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Marocco-151-150x104.jpg" alt="Marocco (15)" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/s-come-souvenir" target="_blank"><em>il reporter</em> </a>-Souvenir</p>
<p>Il Natale si avvicina, è tempo di regali<strong>. </strong>E per chi parte è tempo di souvenir, croce e delizia dei viaggi, per qualcuno addirittura la ragione stessa del viaggiare. Una smania di acquisto spesso contagiosa e irrazionale che trasforma il paese visitato in un gigantesco emporio. Tanti i fattori in campo: il desiderio di avere un oggetto che testimoni il viaggio fatto, il gusto della contrattazione, il piacere di tornare con un regalo per chi è rimasto a casa, la sensazione di fare un affare (e i venditori sono abilissimi mercanti e fini psicologi).</p>
<p><span id="more-3244"></span></p>
<p>Alla fine quel che rimane sono oggetti spesso inutili, ingombranti e qualche volta pacchiani che, fuori dal loro contesto, perdono inevitabilmente bellezza, significato e capacità evocativa. Un esempio sono le maschere <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Marocco-142.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3249" title="Marocco (14)" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Marocco-142-150x104.jpg" alt="Marocco (14)" width="150" height="104" /></a>rituali: appese ai muri delle nostre case assomigliano a feticci tristi, mentre indossate da danzatori dogon o bhutanesi sono la rappresentazione stessa dell’antenato o del demone. A titolo di provocazione, la rivista Colors ha lanciato la proposta di portarsi a casa come<strong> </strong>souvenir una lattina di coca-cola raccattata per strada, certo più autentica anche se meno “tipica” di un oggetto ricordo. Difficile comunque rinunciare al souvenir. I consigli per gli acquisti sono i soliti. Mercanteggiare &#8211; è parte del piacere dell’acquisto per venditore e acquirente &#8211; ma ricordarsi che esiste un’etica anche nello sconto. Fare acquisti presso cooperative o da artigiani locali. Non rinunciare a comperare un oggetto se davvero ci piace, altrimenti si rischia di trascorrere il resto della vacanza rimpiangendolo. Al contrario non farsi prendere da facili entusiasmi, perché gli stessi oggetti riproposti in serie su ogni bancarella vengono presto a noia. Pensiamoci, quante volte l’oggetto del desiderio, una volta posseduto, ha cessato di piacerci? Scrive Saramago con grande acutezza: “Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere deve essere il peggior modo di piacere”.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Marocco-14.jpg"></a><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Ladakh.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3252" title="Ladakh" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Ladakh-150x104.jpg" alt="Ladakh" width="150" height="104" /></a>Invece di dilungarmi sull’analisi di questi meccanismi noti e spesso compulsivi, vorrei raccontare una storia. Quella di un artista, Enzo Santambrogio, che si era innamorato delle pietre Mani, quelle pietre votive su cui i fedeli incidono dei mantra o delle figure del Buddha e che formano interi muri ai lati dei sentieri himalayani, accompagnando il pellegrino e invitandolo alla preghiera. Pietre così belle che è forte per il viaggiatore la tentazione di portarsene a casa una come souvenir. Un gesto di appropriazione della bellezza che purtroppo per secoli è stato ritenuto quasi un diritto da parte del viaggiatore occidentale, in parte per un senso di superiorità, in parte perché l’idea del possesso è connaturata alla nostra cultura. Oggi anche nei paesi più poveri c’è maggior attenzione<a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Ladakh-ricalco-Santambrogio.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3253" title="Ricalco-Santambrogio" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Ladakh-ricalco-Santambrogio-150x104.jpg" alt="Ricalco-Santambrogio" width="150" height="104" /></a> verso la conservazione del proprio patrimonio culturale, artistico e spirituale così come c’è maggior rispetto da parte del viaggiatore, che di norma si limita a catturare con una foto l’oggetto del desiderio e ad acquistarne delle riproduzioni. Ma non sempre una foto può restituire la bellezza e la forza dell’oggetto e tantomeno lo possono dei surrogati sempre più spesso prodotti industrialmente altrove. Quell’artista ha pensato di avvolgere le pietre Mani in un foglio di carta di riso e ricalcarne il rilievo scolpito con grafite, ottenendo splendide riproduzioni su carta, in qualche modo simili a delle sindoni per potenza e capacità evocativa. Una storia utile per riflettere sul nostro atteggiamento spesso predatorio quando siamo in viaggio e per capire che non è necessario possedere l’originale, ma che anche una sua rappresentazione, che in questo caso non è una semplice imitazione, può rievocarne la magia e la bellezza.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Io-mi-ricordo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3245" title="Io-mi-ricordo" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Io-mi-ricordo-150x105.jpg" alt="Io-mi-ricordo" width="150" height="105" /></a>Chissà, forse, viaggio dopo viaggio, troveremo quel distacco fatto di leggerezza che fa dire alla poetessa Wislawa Szymborska: “Tutto è mio, niente mi appartiene / nessuna proprietà per la memoria, e mio finché guardo… (…) / Benvenuto e addio in un solo sguardo”.</p>
<p>Consiglio di lettura: Duccio Canestrini, Trofei di viaggio. Per un’antropologia dei souvenir, Editore Bollati Boringhieri</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fa-caccia-di-souvenir-fra-autenticita-riproduzione-ed-evocazione%2F&amp;title=A%20caccia%20di%20souvenir%2C%20fra%20autenticit%C3%A0%2C%20riproduzione%20ed%20evocazione"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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