aprile 21st, 2012 at 8:00 am

India, nella terra degli Dei

Ritorna Viaggio intorno al Viaggio a Cantù :

Venerdì 20 aprile 2012 ore 21.00 presso L’ISTITUTO COMPRENSIVO P. TIBALDI, VIA MANZONI 19

India, nella terra degli Dei, Racconti di Pierpaolo Di Nardo – Immagini di Pierpaolo Di Nardo e Giuliano Casagrande – Video di Pierluca Rossi ed Enrica Rabacchi

 

Ed ecco un paio di foto della bellissima e intensa serata! Grazie a tutti!

Fiumi sacri dell’India del Nord, deserti e Maharaja del Rajasthan, spazi silenziosi e profondi del Ladakh, quiete tropicale del Kerala, spiritualità dei templi indù del Tamil Nadu e del Karnataka si mescolano per dare vita a un’idea di India infinita: paese dai mille contrasti dove antico e nuovo, bello e brutto, ricco e povero coesistono e mostrano una via possibile, una via ricca di insegnamenti e di speranze per un domani ancora tutto da fare. India: viaggio nel paese dove è ancora tutto da inventare. I racconti di Pierpaolo Di Nardo saranno accompagnati dalle fotografie di vari autori (tra cui Giuliano Casagrande) e dal video girato da Pierluca Rossi ed Enrica Rabacchi in occasione del grande Khumb Mela del 2001 cui parteciparono milioni di pellegrini indù. Pierpaolo Di Nardo è autore delle Guide “India del Nord” e “India del Sud” per la Casa Editrice Polaris. Per approfondire www.maldindia.it. Giuliano Casagrande ha vissuto a lungo nel Subcontinente indiano. Pierluca Rossi ed Enrica Rabacchi sono i responsabili di S.A.Immagini, Casa di Produzione Televisiva che fa del viaggio il soggetto principale. Durante la serata verrà proiettato il loro video sul Khumb Mela di Allahabad, la grande festa induista che si  celebra ogni dodici anni. Per approfondire: www.saimmagini.com.ra tutto da inventare.

Organizzato dall’Associazione Albatros Cantù  - Con il Patrocinio del Comune di Cantù

PER INFORMAZIONI E PER ESSERE INSERITI NELLA MAILING LIST info@albatroscantu.it – www.albatroscantu.it – Anna 3473676162

 

 

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marzo 20th, 2012 at 9:49 pm

Agonia delle popolazioni tribali nel cuore dell’India

Ripubblico un post scritto nel 2010 relativo alle popolazioni tribali dell’Orissa. Il rapimento dei due italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo non può non toccarci. La speranza e l’augurio è che possano uscirne presto e illesi. I due italiani che andavano soli e a piedi nei villaggi, non possono essere certo accusati di fare turismo invasivo. Per come sono descritti da chi li conosce, si hanno tutte le ragioni per credere che siano anche assolutamente rispettosi delle popolazioni tribali. L’unica loro colpa può essere l’essersi spinti in aree a rischio, anche se fino ad ora non c’erano stati rapimenti di stranieri.

Dal post sottostante, dove riporto le parole di un amico indiano profondo conoscitore di questa regione e della sua gente, emerge come i naxaliti, con la scusa di difenderle, di fatto usino le popolazioni tribali per combattere la loro guerra contro il governo indiano. Lo stesso stanno facendo con i gli italiani rapiti.

Il turismo però non è sempre innocente. E molti di noi vivono un senso di disagio quando, armati di macchina fotografica, scelgono come soggetti le popolazioni tribali. Proviamo a riflettere. Poi ognuno si comporti in base alla propria etica, a una sola condizione: il rispetto dell’altro.

Lettera di un amico indiano a commento dell’articolo di Arundhati Roy su Internazionale 851/2010

Per chi volesse leggere l’articolo è disponibile la versione in inglese di Outlook India

Dear Anna,
l’articolo di Arundhati Roy è scritto bene, l’ho letto e riletto e conservato. Questo argomento come sai mi sta profondamente a cuore. Ho trascorso trent’anni fra i tribali e ho una casa di fango fra i parajas, non lontano da dove lei è stata. Amo i tribali, conosco la loro realtà e da loro ho appreso i valori della vita.
Il testo è di Arundhati è buono, fino ad un certo punto anche vero rispetto ai problemi affrontati dai tribali dopo l’indipendenza: il complesso di superiorità intellettuale dei burocrati hindu e il disinteresse della macchina governativa. Lei ha però cercato di romanticizzare i maoisti senza scavare fino in fondo. L’agonia dei tribali e la loro miseria sono sfruttate dai leader maoisti hindu, spingendoli a prendere le armi e a uccidere.

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ottobre 14th, 2011 at 7:30 am

La sua India


Paola Pedrini, La mia India – Pensieri in viaggio,  Polaris  2011, Collana Per le vie del mondo

Pubblicato su il reporter

Pensieri non banali su un paese, l’India, su cui si è scritto tutto e di tutto, ma che, nella sua inconoscibilità profonda e nella sua contradditoria complessità, è ancora capace di regalare nuove scoperte anche a lettori seriali e viaggiatori compulsivi. Paola Pedrini, giornalista e copywriter freelance, viaggia in India, tenendo “aperte le porte, le strade e la mente”. Viaggia con umiltà e curiosità, assetata di incontri ed emozioni. Ma prima di tutto viaggia dentro se stessa in un Oriente che è anche una dimensione interiore.

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agosto 6th, 2010 at 7:30 am

Caccia al Tesoro

“Anna che scende il Nilo cercando l’Aleph” – Dedica di Stefano Faravelli

Pubblicato su il reporterCercare

Fin dai primi anni di scuola l’insegnante interroga, pone domande e si aspetta dagli allievi risposte che già conosce. I bambini, crescendo, perdono quel loro sguardo vergine sul mondo e quella curiosità infantile che li spinge a fare domande su tutto e semplicemente imparano a rispondere come viene loro richiesto. Superano gli esami e diventano adulti e cioè persone responsabili, che etimologicamente significa proprio persone in grado di dare risposte.

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marzo 19th, 2010 at 8:30 am

Oriente, fra tradizione e globalizzazione

India-Namastè Pubblicato su il reporterAsia

Dell’Asia, dell’Oriente e dell’India, la sua anima pulsante, tutto è già stato detto e scritto. Difficile aggiungere senso o non cadere in un facile esotismo. Più che fare delle riflessioni, cercherò di trasmettere sensazioni, o meglio “esperienze”, come scriveva Moravia a proposito dell’India. Perché se per parlare d’Europa è bene fare un passo indietro, per raccontare l’Oriente bisogna entrarci, farne esperienza appunto, lasciandoci andare al ritmo della vita, spogliandoci delle nostre sovrastrutture mentali, accettandone le contraddizioni ed evitando di giudicare in base ai consueti parametri di efficienza e razionalità. Altrimenti meglio rimanere in Occidente o nelle isole d’Occidente sparse in giro per il globo.

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