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	<title>AcomeAvventura &#187; Etiopia</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Etiopia. Outsider a tempo determinato</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 13:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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&#160;
Etiopia. Saggio di un outsider a tempo determinato di Massimo Rossi
 Mimesis 2011 &#8211; € 24.00
Pubblicato su il reporter 
A Natale non sono andata in Africa. O forse sì. A Natale sono ritornata nel sud dell’Etiopia. Sono stata fra le tribù al confine con Sudan e Kenya, camminando sulle tracce della spedizione Bòttego del 1894, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Etiopia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5206" title="Etiopia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Etiopia-100x150.jpg" alt="" width="100" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Etiopia. Saggio di un outsider a tempo determinato di Massimo Rossi</strong></p>
<p><strong> </strong>Mimesis 2011 &#8211; € 24.00</p>
<p>Pubblicato su <em><a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/libri/etiopia-saggio-di-un-outsider-a-tempo-determinato" target="_blank">il reporter </a></em></p>
<p>A Natale non sono andata in Africa. O forse sì. A Natale sono ritornata nel sud dell’Etiopia. Sono stata fra le tribù al confine con Sudan e Kenya, camminando sulle tracce della spedizione Bòttego del 1894, navigando lungo il corso del basso fiume Omo, accompagnata da un viaggiatore di nome Massimo Rossi.</p>
<p>Può un libro sostituire un viaggio? Certo che no. Ma in qualche raro e felice caso un libro può diventare esso stesso un viaggio. A me è successo con “Etiopia &#8211; Saggio di un outsider a tempo determinato”, di Massimo Rossi da poco pubblicato per Mimesis. Un libro che consiglio a chi, in quel lembo d’Africa scoperto dal turismo da non molti anni, già c’è stato. Per lui sarà un interessantissimo ritorno. E a chi pensa di andarci. Per lui sarà una guida precisa, stimolante, ricca di approfondimenti e di rimandi a testi di esploratori del passato e di altri viaggiatori. E lo consiglio anche a chi ama viaggiare, ma già sa che lì non ci andrà mai perché non può o perché preferisce evitare l’afa, la malaria, le mosche tse tse, le notti in tenda… Per lui sarà l’occasione di conoscere anche quel fragile pezzo d’Africa, un mosaico di culture dove sopravvivono popolazioni rimaste a lungo isolate e integre.<span id="more-5205"></span></p>
<p>Per tutti questa lettura sarà comunque un prezioso momento di riflessione. Perché è un libro a cavallo fra il saggio e il racconto, capace di un continuo spostamento spazio-temporale fra ieri e oggi, dentro e fuori, vicino e lontano, simile e diverso, loro e noi… L’empatia di cui l’autore è profondamente dotato, gli permette di dialogare, e far dialogare anche i lettori, con le genti da lui incontrate lungo il cammino, di tessere corrispondenze fra i viaggiatori del presente e quelli del passato, farenji e tribali, visitatori e visitati (qualche volta anche in un non facile capovolgimento di ruoli), fra i turisti che cercano di uscire dalla “bolla ambientale” e gli antropologi che raccontano di questi incontri mancati…</p>
<p>Quella dell’incontro è una dimensione rara, mai scontata, ma ancora magicamente possibile come questo racconto dimostra, quando in un viaggio si è alla ricerca di somiglianze oltre che di differenze o peggio di facili esotismi, quando funziona l’alchimia di luoghi e persone, quando un viaggio è preparato, è vissuto senza snobismi da novelli Indiana Jones, è partecipato col cuore e sperimentato sulla pelle. L’incontro può avvenire quando si viaggia con la consapevolezza di essere semplici ospiti, una “tribù in transito” di quell’altrove sognato e desiderato, ma anche con la profonda coscienza di una comune appartenenza. Può avvenire quando si viaggia senza certezze da vendere, soltanto con un bagaglio di domande e chissà, al ritorno, qualche risposta.  Ma forse la domanda ultima per noi viaggiatori è sempre la stessa: “Cosa ci faccio io qui?” E bella è la risposta di Massimo Rossi, nella solitudine della sua tenda sotto il cielo d’Africa: “Sono felice di essere qui, a casa. Forse il mal d’Africa è questo”. Essere viaggiatori è sentirsi a casa nel mondo e in quell’angolo sperduto del mondo, anche se outsiders, anche se a tempo determinato.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fetiopia-outsider-a-tempo-determinato%2F&amp;title=Etiopia.%20Outsider%20a%20tempo%20determinato"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sapore di sale</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 06:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[R come Reportages]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Dancalia]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi &#8211; Sale
Per noi il sale è un prodotto indispensabile, ma comune e di fascia bassa. Inevitabile lo stupore nel vedere come in alcuni angoli sperduti di mondo il commercio del sale sia ancora alla base di intere economie.
Come nella mitica Timbuctu, dove un tempo il sale si scambiava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Dancalia-Carovana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4605" title="Dancalia-Carovana" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Dancalia-Carovana-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il rep</em>o<em>rter</em> &#8211; Parole Nomadi &#8211; <a title="Sale" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/s-come-sale" target="_blank">Sale</a></p>
<p>Per noi il sale è un prodotto indispensabile, ma comune e di fascia bassa. Inevitabile lo stupore nel vedere come in alcuni angoli sperduti di mondo il commercio del sale sia ancora alla base di intere economie.<br />
Come nella mitica Timbuctu, dove un tempo il sale si scambiava alla pari con la polvere d’oro e dove ancora oggi arrivano le carovane dei nomadi Berabich con i loro dromedari carichi di sale estratto nelle lontanissime cave di Taudenni.</p>
<p><span id="more-4604"></span>Oppure in Etiopia dove carovane ancora più numerose si arrampicano verso gli oltre duemila metri dell’altopiano, dopo essersi rifornite di sale nella depressione dancala: lì, a Dallol, sotto un sole opprimente, i cavatori estraggono il sale a mano con il solo aiuto di bastoni e zappe e poi lo ritagliano in lastre con rozze asce.<br />
Dall’altra parte del mondo, non più sotto il livello del mare, ma quasi 4.000 metri sopra, i salineros boliviani da secoli spaccano a colpi di piccone e raschiano la piatta e candida superficie del salar de Uyuni per ricavarne la “flor de sal”. Oggi ci sono i camion a raccoglierlo per distribuirlo ai mercati di tutto il paese, ma fino a non molti anni fa anche qui erano le carovane di asini e lama che scendevano dall’altopiano per barattarlo con i prodotti del tropico.<br />
Sono economie tradizionali e forme di commercio arcaiche destinate a scomparire nel giro di pochi anni. E non solo per l’arrivo di nuove tecnologie e mezzi di trasporto.<br />
Sotto la crosta della Piana del sale della Dancalia si nascondono ricchissimi giacimenti di potassio, un fertilizzante chimico prezioso soprattutto oggi che la popolazione mondiale aumenta e i terreni coltivabili diminuiscono. Così i tecnici cinesi sono al lavoro per asfaltare le antiche piste dei nomadi afar e gli ingegneri canadesi trivellano la crosta di sale per raggiungere i depositi di potassio.<br />
In Bolivia nell’acqua salmastra sotto il salar è invece imprigionata la più grande riserva mondiale di litio, l’oro del XXI secolo, un altro minerale strategico, componente essenziale per alimentare le batterie ecologiche delle auto elettriche.<br />
Questi deserti di sale persi nelle zone più povere e isolate del pianeta sembravano non avere alcun appeal per le multinazionali straniere, ma sono ora corteggiati da tutte le potenze industriali. Se i cinesi e i canadesi sono al lavoro in Dancalia, la Bolivia, che per secoli è stata depredata delle sue risorse d’argento e di stagno, vuole ora sostenere coi propri mezzi il processo di industrializzazione del litio. Ma per questo serve acqua, molta acqua sull’arido altopiano. E inevitabilmente, come già avviene per le miniere, i componenti chimici usati per l’estrazione e la lavorazione avveleneranno la terra… anche l’energia “pulita” ha un costo ambientale.<br />
<a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Dancalia-cavatori-di-sale-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4606" title="Dancalia-cavatori-di-sale-3" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Dancalia-cavatori-di-sale-3-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>In queste distese di sale sterili e preziose si scontrano speranze di governi, timori di associazioni ecologiste e appetiti di multinazionali. Nel mezzo la popolazione e l&#8217;ambiente. La speranza è che questa gente povera, abituata a coesistere da sempre in un equilibrio duro e precario con una natura avara, possa godere in futuro di condizioni di vita migliori. La certezza è che queste terre assolute ed estreme, straordinarie e affascinanti, questi paesaggi magici di fuoco e vulcani, di sole e di sale, di lagune e di geyser, sono destinati a cambiare e probabilmente a soccombere al nostro “progresso”.</p>
<p>18 febbraio, giornata dedicata al risparmio d’energia: questa volta nessun consiglio di lettura. Semplicemente spegniamo la luce…</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fsapore-di-sale%2F&amp;title=Sapore%20di%20sale"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Elemosine e dignità</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 06:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter- Parole Nomadi &#8211; Elemosina
Lascio la Dancalia, la torrida depressione salata nell’oriente del l’Etiopia che solo da poco si è aperta al turismo, e risalgo la scarpata per raggiungere l’aria sottile e frizzante dell’altopiano. Mi ricollego all’itinerario della rotta storica, che invece è ormai da anni inserito in molti circuiti turistici. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Self-esteem.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4556" title="Self-esteem" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Self-esteem-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em>- Parole Nomadi &#8211; <a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/e-come-elemosina" target="_blank">Elemosina</a></p>
<p>Lascio la Dancalia, la torrida depressione salata nell’oriente del l’Etiopia che solo da poco si è aperta al turismo, e risalgo la scarpata per raggiungere l’aria sottile e frizzante dell’altopiano. Mi ricollego all’itinerario della rotta storica, che invece è ormai da anni inserito in molti circuiti turistici. E’ sufficiente accostare a bordo strada per scattare una foto allo splendido scenario di vallate e terrazzamenti che mi si apre davanti perché frotte di bambini mi corrano incontro tendendo le mani. “You, you”, “ferengi”, “birr”, “give me pen”: le richieste di elemosina, sporadiche in Dancalia, qui si fanno assillanti. Inevitabile riflettere sull’impatto del turismo. Inevitabile sentirsi sempre comunque a disagio, qualsiasi comportamento si adotti.<span id="more-4555"></span></p>
<p>I bambini mendicano una penna, una maglietta, una bottiglia, dei soldi. Una cosa qualunque, anche se inutile. E se ci si azzarda a regalare qualcosa, scoppia una breve lotta per accaparrarsi l’oggetto del desiderio, con l’inevitabile prevalere del più forte. Qui la richiesta di denaro non è come nel sud del paese il compenso ormai “istituzionalizzato” per poter scattare una foto, un atteggiamento giustificabile visto che da vendere hanno solo i propri corpi dipinti, scarificati, adornati e trasformati in opere d’arte e che noi siamo lì proprio per vederli. Qui non c’è scambio, questi bambini non chiedono una ricompensa per un servizio prestato e la loro non assomiglia neppure alla richiesta d’elemosina da parte di un mendicante. L’elemosina, che si chiami carità, come nella tradizione cristiana, o “zakat”, uno dei pilastri dell’islam, è una pratica comune a tutte le maggiori religioni per ridistribuire la ricchezza. Ma in quel caso rientra in un ambito tradizionale e socialmente accettato, come succede per i mendicanti in India. Qui, come avviene in molti paesi poveri toccati dal turismo, la richiesta d’elemosina si trasforma in un atteggiamento diffuso, una richiesta assillante rivolta ai soli “ferengi”, gli stranieri di passaggio. Un’elemosina che di fatto consolida i rapporti di disparità, forse toglie qualche senso di colpa a noi che la diamo, certo fa perdere in dignità a chi la chiede senza risolvere la loro povertà.</p>
<p>Non c’è una regola di comportamento che possa andar bene ovunque. Nella stessa Etiopia a nord, sud e a est ci sono situazioni e atteggiamenti diversi da parte della popolazione locale e sta alla sensibilità di ogni viaggiatore scegliere come comportarsi. Mi tornano però alla mente le parole scritte su un cartello all’ingresso di un tempio in Nepal e le getto sul tavolo, come spunto di riflessione: “Save our selfesteem, don’t encourage begging”, “aiutaci a mantenere la nostra autostima, non incoraggiare l’elemosina”. Un concetto che non dovremmo mai dimenticare quando avviciniamo una persona povera, sia bambino del terzo mondo sia un immigrato nel primo mondo.</p>
<p>Riflessione a margine: forse in quanto a dignità e autostima, anche noi in Italia abbiamo molto da imparare.</p>
<p><em>Lettura consigliata: due volumi dove povertà fa rima con dignità. </em><em>“Dignity”: un volume fotografico realizzato da Dana Gluckstein per il mezzo secolo di attività di Amnesty International, con i volti di popolazioni dai più remoti angoli del pianeta, PowerHouse books/USA. Pubblicato in Italia: “Le Rivolte inestirpabili” di Erri De Luca e Danilo De Marco, Forum editore.</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Felemosine-e-dignita%2F&amp;title=Elemosine%20e%20dignit%C3%A0"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Di ritorno dalla Dancalia</title>
		<link>http://acomeavventura.com/di-ritorno-dalla-dancalia/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 19:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[M come Moleskine]]></category>
		<category><![CDATA[Dancalia]]></category>
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		<description><![CDATA[“La Dancalia è uno dei luoghi più fragili e potenti della Terra. Qui si assiste alla creazione della crosta terrestre, si ha la prova visiva della deriva dei continenti…”: gli articoli di Andrea Semplici mi avevano fatto sognare questo viaggio. E la Dancalia ha mantenuto le sue promesse. Terra estrema per chi ci vive, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4502" title="Dancalia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia.jpg" alt="" width="430" height="300" /></a>“La Dancalia è uno dei luoghi più fragili e potenti della Terra. Qui si assiste alla creazione della crosta terrestre, si ha la prova visiva della deriva dei continenti…”: gli articoli di Andrea Semplici mi avevano fatto sognare questo viaggio. E la Dancalia ha mantenuto le sue promesse. Terra estrema per chi ci vive, ma non più così inospitale come nel passato per chi sceglie di visitarla, La Dancalia ora si concede al viaggiatore senza dover pagare in cambio un altro prezzo in termini di fatica e rischio. Sono ormai lontani i tempi dei sequestri di persona, la popolazione Afar è gentile nonostante la pessima fama di cui gode, i tratti di pista dura sono ormai limitati e le semplici capanne in cui si trascorre la notte rendono superflua la tenda. Un viaggio che richiede ancora un certo spirito d’adattamento, ma che in cambio regala paesaggi primordiali, luoghi fiabeschi e irreali.</p>
<p>Eravamo in tanti questa fine 2010 in Dancalia, molti gli italiani. Probabilmente gli articoli comparsi su varie riviste negli ultimi mesi avevano spinto come me anche molti altri a visitare un luogo fino a non molto tempo fa off-limits e oggi ancora integro ma in rapido cambiamento. L’impressione però era che tutti noi, piccoli uomini, ci muovessimo con rispetto per la gente che da sempre abita queste terre estreme e per una natura così straordinaria e affascinante, fatta di sole e sale, fuoco e vulcani.</p>
<p>Ora sono di nuovo a casa,  ma con negli occhi un altro  frammento di quel bellissimo mosaico che è l&#8217;Etiopia.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Per un approfondimento su quanto sta avvenendo in questo non più così remoto angolo di mondo clicca <a title="Andrea Semplici" href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/pdf-dancalia-potassio-2.pdf" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Nella foto qui sopra “cammino sulle acque” del lago Assale, un lago mobile che si sposta con i monsoni sulla pianura perfettamente liscia, un lago che bisogna cercare perché non si sa dove sia, ma poi come un miraggio appare, ed è reale. Un po’ come l’isola del tesoro che non è riportata in nessuna mappa, ma che esiste: è un’isola interiore, è l’Itaca di Kavafis capace di regalarci il viaggio, augurandoci “che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze”.</p>
<p>Guarda qualche altra foto&#8230; E per vedere una più ampia galleria vai al sito di <a title="Pensotti" href="http://www.stefanopensotti.com/galleries/00_materiali/Dancalia300.pdf" target="_blank">Stefano Pensotti</a></p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Afar-con-gregge.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4507" title="Dancalia-Afar-con-gregge" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Afar-con-gregge-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Afar.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4508" title="Dancalia-Afar" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Afar-150x104.jpg" alt="" width="149" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Donna-Afar.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4514" title="Dancalia-Donna-Afar" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Donna-Afar-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-bambina-afar-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4509" title="Dancalia-bambina-afar-2" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-bambina-afar-2-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-bambina-Afar.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4510" title="Dancalia-bambina-Afar" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-bambina-Afar-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Bambina-a-scuola.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4511" title="Dancalia-Bambina-a-scuola" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Bambina-a-scuola-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-scuola.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4519" title="Dancalia-scuola" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-scuola-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-cavatori-di-sale-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4512" title="Dancalia-cavatori-di-sale-2" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-cavatori-di-sale-2-150x104.jpg" alt="" width="151" height="103" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Dallol.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4515" title="Dancalia-Dallol" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Dallol-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-carovane-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4521" title="Dancalia-carovane-2" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-carovane-2-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Carovana.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4513" title="Dancalia-Carovana" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Carovana-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-carovane-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4523" title="Dancalia-carovane-3" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-carovane-3-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Erta-Ale-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4516" title="Dancalia Erta Ale 2" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Erta-Ale-2-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Erta-Ale.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-4517" title="Dancalia-Erta-Ale" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Dancalia-Erta-Ale-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a></p>
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		<title>Con-Tatto</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 06:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter - Contatto
Poche settimane fa ero in viaggio fra le chiese dell’altopiano etiope durante la celebrazione delle festività del Natale ortodosso. Un Natale profondamente vissuto, con migliaia di pellegrini riuniti nei cortili delle chiese e raccolti in preghiera, un Natale molto diverso dal nostro impregnato di consumismo&#8230;.

… sono al monastero di Na’akuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/Etiopia-pellegrini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3429" title="pellegrini a Lalibela, Etiopia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/Etiopia-pellegrini-150x104.jpg" alt="pellegrini a Lalibela, Etiopia" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su<em> <a title="Con-Tatto" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/c-come-con-tatto" target="_blank">il reporter</a></em><a title="Con-Tatto" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/c-come-con-tatto" target="_blank"> </a>- Contatto</p>
<p>Poche settimane fa ero in viaggio fra le chiese dell’altopiano etiope durante la celebrazione delle festività del Natale ortodosso. Un Natale profondamente vissuto, con migliaia di pellegrini riuniti nei cortili delle chiese e raccolti in preghiera, un Natale molto diverso dal nostro impregnato di consumismo&#8230;.</p>
<p><span id="more-3423"></span><br />
… sono al monastero di Na’akuto La’ab e osservo i pellegrini inginocchiarsi ai piedi del sacerdote che con una croce non solo li benedice, ma li tocca in varie parti del corpo. Un contatto fisico che già da solo mi sembra avere poteri taumaturgici, almeno per quella gente profondamente credente. Poi avviene un piccolo incidente. Accanto a me una turista per distrazione batte violentemente il capo contro il ramo di un albero, accorre un sacerdote in suo aiuto, ma prima ancora che possa avvicinarsi, lei lo guarda e gli grida: “non toccarmi”. Lui si allontana senza pronunciare parola…<br />
Una scena che continua a tornarmi in mente. Forse è un invito a riflettere. Ripenso alle migliaia di corpi pigiati all’inverosimile l’uno accanto all’altro dentro il cortile di Bet Maryam la notte di Natale. Ripenso ai pellegrini che si stringono ancora di più, sfidando qualsiasi legge fisica, per farmi posto alle cerimonie. Ripenso alle mani che mi toccano, mi trattengono perché io non cada dallo spalto della chiesa, alto diversi metri. E ai bambini che nei mercati cercano la mia mano. Alla gente che si saluta abbracciandosi tre volte e non limitandosi come noi all’abituale stretta di mano che mantiene le distanze. Ripenso a un ragazzo di <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/Tilahun-2010.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3425" title="Tilahun" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/Tilahun-2010-150x104.jpg" alt="Tilahun" width="150" height="104" /></a>nome Tilahun, cui mi lega una profonda affezione, che reincontrandomi dopo diversi anni continua ad abbracciarmi con una gioia semplice e pura.<br />
Emozioni e sensazioni di “pelle”. Ma c’è anche una spiegazione più razionale per i diversi comportamenti. Un’interessante scienza dal nome strano, prossemica, studia proprio il variare delle distanze nelle diverse culture. Intorno a noi ci sono una serie di bolle virtuali che delimitano la distanza intima, quella personale per l&#8217;interazione fra amici, quella sociale fra conoscenti e quella per le pubbliche relazioni. Sembra essere un’eredità ancestrale derivata dagli animali che reagiscono con aggressività o paura alla vicinanza dell&#8217;altro, in quanto limitazione del proprio spazio vitale.<br />
E’ importante viaggiando conoscere anche queste regole non scritte, osservare come si comportano le persone e cercare di adeguarsi per evitare situazioni di disagio o anche offensive. Ma al di là della variabilità di queste distanze a seconda della cultura di appartenenza, perché sentirci minacciati se qualcuno ci tocca? Si è allargata così tanto la nostra bolla virtuale?<br />
Viviamo in spazi urbani sempre più ristretti, ci ammassiamo dentro metropolitane, nelle discoteche o sulle spiagge, ma poi evitiamo qualsiasi contatto. Il sesso non è più tabù, ma lo è diventato invece il contatto fisico al di fuori del rapporto sessuale. Curiosiamo nella vita delle persone attraverso i social network, esterniamo fatti personali su stampa e televisione, ma nel quotidiano siamo sempre più diffidenti e ci costruiamo intorno muri virtuali e reali per proteggere la nostra privacy. E in nome della privacy, nuovo moderno feticcio, ci rendiamo la vita infinitamente più complicata. In realtà stiamo solo proteggendo la nostra solitudine.<br />
Forse il viaggio in luoghi affollati d’umanità e non solo di gente, ci può far perdere qualche paura e far ritrovare il piacere del con-tatto, quello di pelle, diverso dai tanti contatti virtuali che affollano le nostre rubriche mail.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/008-Fiesta-Bolivia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3424" title="in Bolivia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/01/008-Fiesta-Bolivia-150x105.jpg" alt="in Bolivia" width="150" height="105" /></a></p>
<p>Consiglio due libri scritti da viaggiatori che non temono di si mescolarsi alla gente su treni, corriere e taxi-brousse : Gianni Celati “Avventure in Africa” e Maruja Torres “Amor America, Un viaggio sentimentale in America Latina”, entrambi di Feltrinelli.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fcon-tatto%2F&amp;title=Con-Tatto"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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