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	<title>AcomeAvventura &#187; Erri de Luca</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Migranti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 06:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Predrag Matvejević]]></category>

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Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi &#8211; Migranti
“… Intorno la vastità del mare &#8230; dune a perdita d&#8217;occhio&#8230; per tetto le stelle…”: potrebbe essere il racconto di un nostro viaggio in barca a vela o nel deserto. Ma potrebbe essere anche il racconto dell’odissea tragica delle migliaia di migranti che percorrono stipati su camion [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/03/Mali-migranti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4660" title="Mali migranti" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/03/Mali-migranti-150x106.jpg" alt="" width="150" height="106" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; Parole Nomadi &#8211; <a title="Migranti" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/m-come-migranti" target="_blank">Migranti</a></p>
<p>“… Intorno la vastità del mare &#8230; dune a perdita d&#8217;occhio&#8230; per tetto le stelle…”: potrebbe essere il racconto di un nostro viaggio in barca a vela o nel deserto. Ma potrebbe essere anche il racconto dell’odissea tragica delle migliaia di migranti che percorrono stipati su camion le piste di sabbia del Sahara o sono trascinati dalle correnti dentro carrette del mare fino a un approdo incerto su un qualche brandello d’Europa proteso nell’azzurro del Mediterraneo. Due viaggi diversissimi e in direzioni opposte, due percorsi che si incrociano, ma che raramente si incontrano. Viaggiatori entrambi, noi per piacere loro per necessità, noi per distrarci loro per sopravvivere, noi turisti loro migranti, esuli, fuggiaschi, profughi, deportati, rifugiati, sfollati, respinti, fuoriusciti, espatriati, espulsi, clandestini, irregolari…</p>
<p><span id="more-4659"></span></p>
<p>I migranti sono milioni, fuggono da guerre e povertà, sono giovani, sono affamati e nessuno li potrà fermare. Inutile alzare muri, chiudere porte e respingere barconi. Loro viaggiano senza rete di protezione, senza assicurazioni e carte di credito, biglietti di ritorno e GPS. Forse sono i soli veri viaggiatori di oggi, i moderni Ulisse che come lui si chiamano “Nessuno”, perché spesso è loro negata anche un’identità, intesa come nome, personalità, appartenenza, rete di relazioni familiari e umane. Tutte cose per noi acquisite, ma che per loro non sono scontate. Come non lo erano per molti di quei trenta milioni di italiani emigrati all’estero, e in fondo è passato solo un secolo, poco più o poco meno.</p>
<p>Non c’è però solo quell’identità individuale loro negata, ce ne è anche un’altra collettiva, la sola con cui sembriamo capaci di definirli: romeni, albanesi, rom, marocchini&#8230; Un’identità che noi, come europei e come italiani, rivendichiamo davanti ai nuovi “barbari”, ma in cui poi siamo i primi a fare fatica a riconoscerci. Siamo tutti sempre più in movimento, sempre più connessi a una rete globale e le identità sono divenute fluide e permeabili, più sfumate e meno legate al territorio d’appartenenza. “L’identità non va confusa con singolarità, né particolarità”, raccontava in un’intervista Predrag Matvejević, autore del bellissimo “Breviario mediterraneo”, perché è solo nella pluralità e non nel pensiero unico che essa si può esprimere. Le culture da sempre si scontrano e poi si incontrano e si confondono. La stessa Europa affonda le sue radici nei mondi cosmopoliti della classicità greca e dell’impero romano, ha nelle sue vene sangue barbaro, arabo ed ebreo, si rifà ai valori del cristianesimo come dell’illuminismo e oggi può solo reinventarsi come società multietnica e multireligiosa. Questa è la sua forza e la sua ricchezza. A fronte di un mondo in rapido movimento, L’Europa deve difendere le proprie radici culturali e insieme darsi nuove regole, ma sempre rispettando quei valori di democrazia, tutela dei diritti umani, libertà, uguaglianza e convivenza che le sono propri. Come in un viaggio, mettiamo da parte paure, diffidenza, ostilità e indifferenza e armiamoci di curiosità, rispetto, solidarietà e umanità. Perché, sono sempre parole di Matvejević, “Quando la nazionalità diventa più importante dell&#8217;umanità, un paese ha finito di esistere”.</p>
<p>Per approfondire:<br />
• un libro di poesie: “<a title="De Luca" href="http://acomeavventura.com/solo-andata-la-voce-dei-migranti/" target="_blank">Solo andata</a>” di Erri De Luca, Feltrinelli<br />
• un reportage: “<a title="Gatti" href="http://acomeavventura.com/viaggiare-lavorare-morire-da-clandestini/" target="_blank">Bilal</a>” di Fabrizio Gatti, Rizzoli<br />
• un saggio: “Eccessi di culture” di Marco Aime, Einaudi</p>
<p>Guarda il <a title="Doc" href="http://www.galileonet.it/blog_posts/4d6bea7772b7ab4e51000039" target="_blank">trailer</a> del documentario &#8220;Come un uomo sulla terra&#8221;.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fmigranti%2F&amp;title=Migranti"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Elemosine e dignità</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 06:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Dancalia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter- Parole Nomadi &#8211; Elemosina
Lascio la Dancalia, la torrida depressione salata nell’oriente del l’Etiopia che solo da poco si è aperta al turismo, e risalgo la scarpata per raggiungere l’aria sottile e frizzante dell’altopiano. Mi ricollego all’itinerario della rotta storica, che invece è ormai da anni inserito in molti circuiti turistici. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Self-esteem.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4556" title="Self-esteem" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/01/Self-esteem-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em>- Parole Nomadi &#8211; <a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/e-come-elemosina" target="_blank">Elemosina</a></p>
<p>Lascio la Dancalia, la torrida depressione salata nell’oriente del l’Etiopia che solo da poco si è aperta al turismo, e risalgo la scarpata per raggiungere l’aria sottile e frizzante dell’altopiano. Mi ricollego all’itinerario della rotta storica, che invece è ormai da anni inserito in molti circuiti turistici. E’ sufficiente accostare a bordo strada per scattare una foto allo splendido scenario di vallate e terrazzamenti che mi si apre davanti perché frotte di bambini mi corrano incontro tendendo le mani. “You, you”, “ferengi”, “birr”, “give me pen”: le richieste di elemosina, sporadiche in Dancalia, qui si fanno assillanti. Inevitabile riflettere sull’impatto del turismo. Inevitabile sentirsi sempre comunque a disagio, qualsiasi comportamento si adotti.<span id="more-4555"></span></p>
<p>I bambini mendicano una penna, una maglietta, una bottiglia, dei soldi. Una cosa qualunque, anche se inutile. E se ci si azzarda a regalare qualcosa, scoppia una breve lotta per accaparrarsi l’oggetto del desiderio, con l’inevitabile prevalere del più forte. Qui la richiesta di denaro non è come nel sud del paese il compenso ormai “istituzionalizzato” per poter scattare una foto, un atteggiamento giustificabile visto che da vendere hanno solo i propri corpi dipinti, scarificati, adornati e trasformati in opere d’arte e che noi siamo lì proprio per vederli. Qui non c’è scambio, questi bambini non chiedono una ricompensa per un servizio prestato e la loro non assomiglia neppure alla richiesta d’elemosina da parte di un mendicante. L’elemosina, che si chiami carità, come nella tradizione cristiana, o “zakat”, uno dei pilastri dell’islam, è una pratica comune a tutte le maggiori religioni per ridistribuire la ricchezza. Ma in quel caso rientra in un ambito tradizionale e socialmente accettato, come succede per i mendicanti in India. Qui, come avviene in molti paesi poveri toccati dal turismo, la richiesta d’elemosina si trasforma in un atteggiamento diffuso, una richiesta assillante rivolta ai soli “ferengi”, gli stranieri di passaggio. Un’elemosina che di fatto consolida i rapporti di disparità, forse toglie qualche senso di colpa a noi che la diamo, certo fa perdere in dignità a chi la chiede senza risolvere la loro povertà.</p>
<p>Non c’è una regola di comportamento che possa andar bene ovunque. Nella stessa Etiopia a nord, sud e a est ci sono situazioni e atteggiamenti diversi da parte della popolazione locale e sta alla sensibilità di ogni viaggiatore scegliere come comportarsi. Mi tornano però alla mente le parole scritte su un cartello all’ingresso di un tempio in Nepal e le getto sul tavolo, come spunto di riflessione: “Save our selfesteem, don’t encourage begging”, “aiutaci a mantenere la nostra autostima, non incoraggiare l’elemosina”. Un concetto che non dovremmo mai dimenticare quando avviciniamo una persona povera, sia bambino del terzo mondo sia un immigrato nel primo mondo.</p>
<p>Riflessione a margine: forse in quanto a dignità e autostima, anche noi in Italia abbiamo molto da imparare.</p>
<p><em>Lettura consigliata: due volumi dove povertà fa rima con dignità. </em><em>“Dignity”: un volume fotografico realizzato da Dana Gluckstein per il mezzo secolo di attività di Amnesty International, con i volti di popolazioni dai più remoti angoli del pianeta, PowerHouse books/USA. Pubblicato in Italia: “Le Rivolte inestirpabili” di Erri De Luca e Danilo De Marco, Forum editore.</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Felemosine-e-dignita%2F&amp;title=Elemosine%20e%20dignit%C3%A0"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Speranze inestirpabili</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 17:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Le rivolte inestirpabili
di Erri De Luca (testo) e Danilo De Marco (foto)
Forum edizioni 2010, €.14,50
Pubblicato su il reporter
Erri De Luca e Danilo De Marco. Loro due, figli di una generazione che ha imparato la geografia per vie politiche, quando punti remoti come il Vietnam o l’Angola diventavano centrali. Loro due, un napoletano e un friulano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/11/Erri-de-Luca.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4422" title="Le rivolte inestirpabili" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/11/Erri-de-Luca-105x150.png" alt="" width="105" height="150" /></a></p>
<p>Le rivolte inestirpabili<br />
di Erri De Luca (testo) e Danilo De Marco (foto)<br />
Forum edizioni 2010, €.14,50<br />
Pubblicato su <em><a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/libri/le-rivolte-inestirpabili" target="_blank">il reporter</a></em></p>
<p>Erri De Luca e Danilo De Marco. Loro due, figli di una generazione che ha imparato la geografia per vie politiche, quando punti remoti come il Vietnam o l’Angola diventavano centrali. Loro due, un napoletano e un friulano incontratisi nella Sarajevo ancora segnata dalla guerra fratricida. Loro due, nati nel nord del mondo e ormai non più giovani, ma che continuano a fare il tifo per il sud. Loro due incrociano in questo libro le parole dell’uno e le foto dell’altro, per raccontare in diciassette testi e in cento immagini la gente che vive e resiste nei luoghi più diversi del terzo e quarto mondo. Un mondo di vinti che vinti non sono perché hanno la speranza, quella profonda  che noi abbiamo perso, quella stessa speranza irrinunciabile e inestirpabile che ancora non molto tempo fa dava ai nostri emigranti la forza di partire.</p>
<p><span id="more-4421"></span></p>
<p>Danilo De Marco, un fotografo che non è “inviato” da nessuno, che viaggia con il solo biglietto di andata, che si perde fra la gente, fa amicizia e riporta indietro foto che non sono immagini ma che sono già storie. Storie che nelle parole di De Luca diventano epopee.<br />
Un libro in bianco e nero. Foto in bianco e nero che vengono da lontano e ti guardano dritto negli occhi. Parole nere incise sul foglio bianco che vengono da dentro, ti scavano le orecchie e ti entrano dritte in testa.<br />
Un libro scritto quasi come risarcimento “dei gridi, mancati o strozzati o buttati fuori con forza ma da nessuno uditi”. Un libro che non parla di viaggio ma di periferie del mondo, “ammesso che questo nostro budellino tiepido di Occidente sia centro di qualcosa”.<br />
Alla fine un intero capitolo è però dedicato proprio al viaggio, perché, scrive Erri De Luca, “è tempo di viaggiare”, anche se lui umilmente si definisce un “non viaggiatore” pur amando camminare la terra per abbracciarla con lo sguardo dall’alto delle montagne. Un libro che in realtà fa sentire noi lettori e appassionati di viaggio, dei non-fotografi e dei non-viaggiatori.<br />
<em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fsperanze-inestirpabili%2F&amp;title=Speranze%20inestirpabili"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Considero valore&#8230;</title>
		<link>http://acomeavventura.com/considero-valore/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 06:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
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		<description><![CDATA[
Pubblicato su il reporter -Valori 2
Navigando in internet mi sono imbattuta nel blog Camminarelento de La Boscaglia, un’associazione di turismo responsabile. Vi era riportata la poesia di Erri de Luca “Valore” citata nel mio post della settimana scorsa. Seguivano i commenti inviati da molti lettori che raccontavano il significato che per loro ha la parola valore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Si-viaggiare-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3289" title="Si, viaggiare" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Si-viaggiare-1-150x105.jpg" alt="Si, viaggiare" width="150" height="105" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/v-come-valori-2" target="_blank">il reporter</a> -Valori 2</em></p>
<p>Navigando in internet mi sono imbattuta nel blog <a title="Camminarelento" href="http://www.camminarelento.it/post01.asp?id=149" target="_blank">Camminarelento</a> de La Boscaglia, un’associazione di turismo responsabile. Vi era riportata la poesia di Erri de Luca “Valore” citata nel mio post della settimana scorsa. Seguivano i commenti inviati da molti lettori che raccontavano il significato che per loro ha la parola valore. Provo a continuare la loro bellissima riflessione a più voci, riferendomi  soprattutto a quei valori che ho incontrato o riscoperto viaggiando. E’ solo uno spunto perché ognuno possa proseguire per conto proprio, magari inviando un suo commento e condividendo i propri valori con noi tutti. A qualcuno potrà sembrare un inventario sdolcinato di cose buone, ma il cinismo non è nell’elenco di ciò che considero un valore.<br />
Considero valore viaggiare, ma soprattutto disporre della libertà di poterlo fare&#8230;</p>
<p><span id="more-3288"></span>Considero valore un saluto e un abbraccio alla partenza e al ritorno da un viaggio.<br />
Considero valore l’accoglienza, quella che non chiede nulla in cambio.<br />
Considero valore la condivisione e la generosità.<br />
Considero valore la solidarietà.<br />
Considero valore la gentilezza e ringraziare, sempre.<br />
Considero valore l’attenzione per gli altri.<br />
Considero valore l’amicizia, anche quella effimera che dura il tempo di un viaggio.<br />
Considero valore l’amore, in tutte le sue possibili declinazioni.<br />
Considero valore godere anche dell’attesa, non solo della realizzazione dei propri desideri.<br />
Considero valore farsi bastare almeno in viaggio l’indispensabile.<br />
Considero valore accettare gli imprevisti e pensare che possono trasformarsi in opportunità.<br />
Considero valore perdere ogni tanto la strada, cambiare rotta, errare.<br />
Considero valore saper rallentare.<br />
Considero valore perdersi a guardare le nuvole in cielo o il mare increspato o la superficie dorata delle dune.<br />
Considero valore avere tempo.<br />
Considero valore farmi accompagnare in viaggio dai libri di scrittori e di altri viaggiatori.<br />
Considero valore fermarsi a parlare.<br />
Considero valore saper ascoltare.<br />
Considero valore il silenzio.<br />
Considero valore l’umiltà.<br />
Considero valore sapersi commuovere ed emozionare, piangere e ridere.<br />
Considero valore saper godere della bellezza della natura e delle opere dell’uomo.<br />
Considero valore i riti giornalieri, la normalità della vita.<br />
Considero valore amare le cose semplici, il sole sulla pelle, l’odore di terra bagnata o di erba tagliata, uno sguardo, un sorriso, dei bambini che giocano insieme.<br />
Considero valore la ricchezza della diversità.<br />
Considero valore i valori, sostantivo plurale, e il rispetto per quelli diversi dai miei.<br />
Considero valore l&#8217;essere umano e ogni essere animato e inanimato.<br />
Considero valore…</p>
<p>Per continuare a leggere: “Il Piccolo Principe” di A. De Saint Exupéry, una bellissima favola capace di trasmettere valori profondi.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fconsidero-valore%2F&amp;title=Considero%20valore%26%238230%3B"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Molti di questi valori (non) ho conosciuto</title>
		<link>http://acomeavventura.com/molti-di-questi-valori-non-ho-conosciuto/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 06:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Erri de Luca]]></category>
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		<description><![CDATA[
Post scriptum al post… Avevo iniziato a scrivere questo post prima della partenza per il viaggio nel nord dell&#8217;Etiopia, da dove sono da poco rientrata, riflettendo sulla poesia &#8220;Valori&#8221; inviata agli amici come augurio per il nuovo anno. Una riflessione che il viaggio ha reso più sofferta e vera.  Lì ho rivisto Tilahun, incontrato ragazzino quasi per caso sette anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Bhutan-bambino.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3283" title="Sorriso e melone" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/12/Bhutan-bambino-150x105.jpg" alt="Sorriso e melone" width="150" height="105" /></a></p>
<p><em>Post scriptum al post… A</em><em>vevo iniziato a scrivere questo post prima della partenza per il viaggio nel nord dell&#8217;Etiopia, da dove sono da poco rientrata, riflettendo sulla poesia &#8220;Valori&#8221; inviata agli amici come augurio per il nuovo anno. Una riflessione che il viaggio ha reso più sofferta e vera. </em><em> Lì ho rivisto </em><a title="Tilahun" href="http://acomeavventura.com/give-them-a-chance/" target="_blank"><em>Tilahun</em></a><em>, incontrato ragazzino quasi per caso sette anni fa e ora diventato uomo. Uomo perché capace di valori, quelli sani, quelli che nutrono i sogni e i sentimenti. Ho riflettuto sui nostri valori, quelli che sembrano capaci di esprimersi sempre e solo in numeri. Non sono mai stata forte in matematica. E ho capito che non sono fatti per me. </em><em>Ancora una volta, si cambia. </em><em>Anna</em></p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Valori" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/v-come-valori-1" target="_blank">il reporter </a>-</em> Valori</p>
<p>Lo spunto è una poesia di Erri de Luca che si intitola proprio “Valore”. Con la sua scrittura scarna e diretta, l’autore racconta quelli che lui considera valori. Cose semplici, minute e quotidiane: la neve, la fragola, la mosca, ogni forma di vita e la bellezza del mondo dal regno minerale alle stelle. E i gesti: risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, provare gratitudine senza ricordare di che, un sorriso involontario… E poi sapere dov&#8217;è il nord e qual è il nome del vento, il viaggio del vagabondo come la clausura della monaca… Ma, termina l’autore, “molti di questi valori non ho conosciuto”.</p>
<p><span id="more-3282"></span></p>
<p>Mi sono allora chiesta quando mi è capitato di sperimentare valori come questi, in cui anch’io mi riconosco. E mi sono venuti in mente soprattutto attimi e situazioni di viaggio. Perché? Una risposta è la frase di Ibn Battuta, il Marco Polo del mondo arabo: “Chi non viaggia non conosce il valore degli uomini”. E’ però un’affermazione che soltanto i patiti di viaggio possono sottoscrivere, anche se sembra essere ancora più appropriata oggi, visto che solo in alcuni angoli di mondo ritroviamo valori che ci appartenevano, ma che abbiamo perduto nel passaggio dalla società agricola a quella urbana, industriale e tecnologica. Un’altra parziale risposta è che la società occidentale, che pure ha portato all’elaborazione di un codice di altissimo valore etico, riassunto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, si dibatte ora in una profonda crisi alla cui base è non solo un modello economico che ha rivelato i propri limiti, ma soprattutto una certa confusione, altrimenti detta mancanza di valori. Abbiamo infatti capito che i nostri valori non sono i soli e che, sempre che siano i migliori, non sono comunque universalmente applicabili. Così ci rinchiudiamo nelle nostre fragili certezze, aggrappandoci alla difesa di un’immagine sbiadita e di simboli ormai svuotati di senso. Anche per la parola stessa “valore”, da sempre portatrice di un duplice significato numerico ed etico, oggi inevitabilmente prevale il primo in una società dove tutto viene ridotto al rango di merce valutata in base al suo prezzo. Così come frequentemente succede anche per il prodotto viaggio. Aveva proprio ragione l’amato Oscar Wilde quando, più di un secolo fa, scriveva: “Oggi si conosce il prezzo di tutto e il valore di niente”.</p>
<p>Ma alla mia domanda iniziale sul perché il viaggio è spesso capace di farci ritrovare valori veri, c’è un’altra possibile risposta ed è quella che più mi piace, perché capace di speranza. In viaggio, quando è vero viaggio, anche se siamo solo di passaggio, siamo permeabili e aperti a esperienze nuove, disponibili all&#8217;incontro con il diverso e all&#8217;osservazione anche delle cose più semplici, spesso nemmeno notate nella routine quotidiana. Ed è proprio attraverso il confronto con l’altro e l’attenzione alle piccole cose che si definiscono identità e si riscoprono valori. Questo non significa fare propri i valori altrui. Al contrario significa riscoprire la propria tradizione e cultura per esserne non portatori come pretendevano di fare crociati e conquistadores di nuovi mondi, ma testimoni. Significa superare i pregiudizi e gli stereotipi che ci portiamo dietro. E anche quelli di cui siamo vittime, visto che l’immagine della nostra società veicolata dall’informazione globalizzata è quella offerta dal mondo di finzione delle soap operas, dai disvalori dei fatti di cronaca e non ultimo anche da un turismo non sempre rispettoso di luoghi e culture.</p>
<p>Non voler conquistare né essere conquistati dunque, semplicemente cercare di fungere da tramite fra culture diverse, così come lo sono stati i nostri emigranti e dovrebbero esserlo gli immigrati di oggi nei paesi di adozione. E scoprire dietro alle differenze come dietro alle contaminazioni della globalizzazione, gli stessi valori profondi di una condizione umana comune al di là dello spazio, del tempo e delle appartenenze.</p>
<p>Per continuare la riflessione: Tuavii di Tiavea,<em> Papalagi</em>, Stampa Alternativa. Lo sguardo dell’altro sui nostri valori.</p>
<p>Video &#8220;<a title="Valore" href="http://www.youtube.com/watch?v=1y-BC1uJxUc" target="_blank">Valore</a>&#8221; di Erri de Luca  </p>
<p>A.M.</p>
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