aprile 8th, 2011 at 8:30 am

Identità: parola singolare o plurale?

Pubblicato su il reporter – Parole Nomadi- Identità

Secondo Claude Lévi Strauss l’etnocentrismo è un atteggiamento comune all’occidente come a moltissimi gruppi umani del passato e del presente. Se non degenera in xenofobia, è utile per difendere i propri valori e la propria identità culturale e ancor di più oggi, quando la modernizzazione cancella tradizioni e riti tramandati da secoli o li trasforma in stereotipi cristallizzati e svuotati di significato. Oggi è difficile parlare di tradizione e di modernità come di due opposti, perché i due termini spesso coesistono: antenne satellitari, internet e cellulari sono sempre più diffusi anche fra popolazioni fino a ieri isolate. Il processo di globalizzazione uniforma cibi e abbigliamento, influenza modi di pensare e di relazionarsi, diffondendo le stesse idee e le stesse mode nei paesi ricchi come in quelli poveri, nei ceti più abbienti come in quelli più modesti. D’altra parte, né la nostra voglia di esotismo, né al contrario il desiderio di difendere l’integrità altrui, dovrebbero interferire con il diritto di ciascun popolo o individuo di scegliersi il proprio modello di felicità e di benessere.  Continua »

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giugno 4th, 2010 at 10:11 am

Io mi ricordo

Pubblicato su il reporter  – Memoria

Scrivevo in un post precedente che, anche se oggi è facile reperire informazioni sui luoghi che incontriamo viaggiando, è solo attraverso l’esperienza che possiamo interiorizzarle e trasformarle in una conoscenza davvero nostra. Però ripensandoci credo che neppure l’esperienza sia sufficiente.
E’ necessario uno spazio di riflessione e una fase di rielaborazione individuale affinché il viaggio possa fissarsi nella nostra memoria oltre a lasciarci una traccia sensoriale di colori, suoni, sapori, odori e percezioni. Perché più della capacità di pensare e di sentire, forse l’essenza del nostro essere è proprio la memoria di ciò che abbiamo pensato e sentito. Come scriveva Norberto Bobbio, “tu sei… i ricordi che hai conservato e non hai lasciato cancellare, e di cui tu sei rimasto il solo custode”. La nostra memoria personale è un pozzo cui possiamo sempre attingere, un giardino segreto dove perderci, un viaggio dentro noi stessi e il nostro vissuto che sta a noi rendere il più appassionante possibile.

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