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	<title>AcomeAvventura &#187; clandestini</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Nipote di clandestino</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[N come News]]></category>
		<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2193" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-2193" href="http://acomeavventura.com/nipote-di-clandestino/baule-del-nonno/"><img class="size-thumbnail wp-image-2193" title="Il baule con cui mio nonno è tornato dall'America" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/07/baule-del-nonno-150x104.jpg" alt="Il baule con cui mio nonno è tornato dall'America" width="150" height="104" /></a><p class="wp-caption-text">Il baule con cui mio nonno è tornato dall&#39;America</p></div>
<p>&#8220;Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.</p>
<p><span id="more-2192"></span></p>
<p>Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l&#8217;elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.&#8221;  ( Dalla relazione dell&#8217;Ispettorato per l&#8217;immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani, Ottobre 1912)</p>
<p>Mio nonno era uno di loro, un italiano che aveva fatto solo la terza elementare, un contadino emigrato, partito da Genova con un biglietto di terza classe e tornato in Italia dopo aver fatto fortuna. In paese lo chiamavano &#8220;Mericàn&#8221;&#8230;</p>
<p>Italia, nemmeno 100 anni dopo: &#8220;&#8230;con 157 voti a favore, 124 contrari e 3 astenuti l&#8217;Aula, nella seduta di giovedì 2 luglio, ha dato il via libera definitivo al ddl 733-B recante &#8220;Disposizioni in materia di sicurezza pubblica&#8221; sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia&#8230;&#8221;</p>
<p>Non ci sono soluzioni facili a un problema complesso e tragico come quello dell&#8217;emigrazione. Non possiamo però risolverlo semplicemente rimandando i clandestini al mittente, o meglio quelli sopravvissuti al viaggio per raggiungere le nostre agognate coste. Dopo aver letto e aver pianto leggendo <a title="Bilal" href="http://acomeavventura.com/viaggiare-lavorare-morire-da-clandestini/" target="_blank">Bilal</a> di Fabrizio Gatti non posso far finta di niente. Ma anche le poche righe della relazione dell&#8217;Ispettorato per l&#8217;immigrazione del Congresso americano sono un bel pugno allo stomaco per chi preferisce non ricordare.</p>
<p>A.M.</p>
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