Bambini e genitori che dichiarano di essere zingari è la provocazione, un po’ ironica, un po’ preoccupata, che le ACLI e la Caritas di Como propongono a tutta la comunità lariana dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’opportunità di identificare (e così a suo dire di tutelare) i bambini appartenenti a un’etnia e solo a quella. L’impronta la mettono solo i figli degli zingari.
Ma allora, dicono alle ACLI, perché non estendere questa opportunità , quella di essere schedati, anche ai nostri figli? Loro si divertiranno e vivranno questa cosa come un bel gioco, noi genitori, che firmiamo il volantino, spiegheremo che c’è qualche bambino come loro che si diverte di meno. Due associazioni cattoliche comasche che, recentemente, hanno approfondito il tema della diversità , delle sue problematiche e della ricchezza che può portare, in un riuscito convegno alla Ca’ d’Industria, si rivolgono con questa iniziativa innanzitutto a tutte le altre organizzazioni sociali, sindacali e politiche del territorio perché si attivino per contrastare un pensiero e una politica che ritengono inaccettabili, in particolare se portati avanti dai massimi livelli di governo.
Gli interessati a partecipare a questa schedatura possono contattare le ACLI di Como da lunedì mattina in Via Brambilla 35, tel.0313312727. L’obiettivo è quello di avere un ritorno di adesioni entro giovedì 3 luglio, quando i responsabili delle associazioni promotrici porteranno le schede con le impronte dei bambini alle autorità competenti.
A.C.L.I. Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani – Sede di COMO
E-mail: organizzazione@aclicomo.it



