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Di Olivia Piro, Presidente dell’Associazione Onlus IL SOLE Ong Onlus
Cari Amici, torno in Italia dopo due mesi trascorsi in Etiopia soprattutto per seguire le attività del progetto di cui siete sostenitori e che, come ben sapete, è uno dei progetti di maggior impatto sociale de IL SOLE. Desidero condividere con voi l’aggiornamento su quanto IL SOLE sta facendo grazie all’aiuto che, in questi anni, ci avete dato.
Il Centro per la riabilitazione di bambini vittime di violenza sessuale, aperto in Addis Abeba nel 2002, opera ormai a pieno ritmo ed è diventato un significativo punto di riferimento per la popolazione non solo della capitale ma anche delle zone rurali poichè alcuni casi attualmente in carico al centro sono arrivati dai villaggi delle campagne limitrofe, avendone appreso l’esistenza.I casi in carico alla struttura sono ad oggi 230 . Soltanto 180 ricevono però anche sostegno finanziario per la famiglia, essendo questa in condizioni socio economiche estremamente deprivate. Tutti ricevono assistenza medica, assistenza legale, psicoterapia riabilitativa e assistenza scolastica.
Nell’anno in corso 4 casi sono stati chiusi in quanto le ragazze, ormai maggiorenni, hanno chiesto di mantenere con il centro solo un contatto periodico per il monitoraggio della loro stabilità psicologica ed emotiva, ritenendosi capaci di autonomia finanziaria e desiderose di iniziare la propria vita in modo indipendente. Una di loro si è sposata e, con il marito, ha avviato una attività lavorativa.
Venti casi nuovi sono stati accettati, purtroppo l’età media dei bambini accolti è molto bassa: dai 2 agli 8 anni . In almeno tre casi l’abuso è stato perpetrato dal padre biologico.
Positiva è, in questi casi, la reazione delle madri che hanno tutte deciso di denunciare il compagno a costo di perdere qualunque tipo di sostegno economico per la famiglia.
I violentatori, quando identificati e denunciati, sono stati tutti arrestati e le sentenze a loro carico sono state dure, con condanne fino a dieci anni di carcere. Noi continuiamo a dibattere in merito al dubbio se il carcere prettamente puntivo, senza alcun tipo di tentativo di riabilitazione, prevenga la reiterazione del reato quando questi giovani uomini ( l’età media dei violentatori è tra i 18 ed i 35 anni) saranno rilasciati.
Sempre nell’anno in corso si è provveduto a trovare soluzioni abitative per una dozzina di casi, finanziandone temporaneamente l’affitto per circa sei mesi in modo da permettere alla famiglia di attivarsi e trovare la modalità per acquisire maggiore autonomia economica. In alcuni casi il cambio di residenza è stato reso necessario dalla presenza nello stesso quartiere del violentatore, rilasciato su cauzione in attesa del processo. Nella maggior parte dei casi, invece, si è trattato di situazioni di estrema povertà nelle quali le condizioni di vita della famiglia erano assolutamente inaccettabili sia dal punto di vista igienico che per la promiscuità e il degrado che le contraddistinguevano. E’ da evidenziare che, in questo momento, a seguito delle politiche dell’attuale governo, il Paese sta attraversando da un lato un momento di crescita economica orientata verso gli investimenti stranieri e lo sviluppo di alcune attività produttive interne che non favorisce però un’analoga crescita di politiche sociali rivolte alle fascie più basse della popolazione e accresce, in modo significativo e problematico, la spaccatura tra la fascia di popolazione benestante e quella estremamente povera. L’esorbitante aumento del costo della vita e dei prodotti che sono alla base dell’alimentazione quotidiana di tutti gli Etiopi, non sostenuto dall’adeguato aumento dei salari e addirittura peggiorato dall’aumento del tasso di disoccupazione, sta accrescendo notevolmente il numero, già peraltro elevato, delle famiglie che non riescono più a mantenersi e a sfamare i figli.
A circa 15 madri o sorelle di piccole vittime di abuso sessuale è stato concesso un prestito per avviare attività lavorative di piccolo commercio, preparazione e vendita del pane locale, ricamo di tovaglie e copriletti, confezione di abiti tradizionali. Trattasi di donne particolarmente attive, con abilità già acquisite e capaci di gestire il lavoro, la famiglia e l’educazione dei figli con attenzione. Una di loro ha aperto una piccola cafeteria ed, in pochi mesi, ha già restituito quasi interamente l’importo ricevuto ed accantonato una cifra significativa per la gestione dell’attività futura. Ovviamente queste “piccole imprenditrici” vengono regolarmente monitorate dal personale del centro e l’impegno alla restituzione del prestito è tassativo anche se, a restituzione avvenuta, IL SOLE provvederà a vincolare tale somma su un libretto bancario a nome della bambina vittima di violenza presente in famiglia , quale risparmio per il suo futuro. Questa opportunità offerta alle madri ci ha permesso di togliere dalla strada tre di loro che si prostituivano per mantenere la famiglia dopo l’abbandono del marito, i cui bambini erano altamente a rischio di ripetute violenze sessuali.
Fortunatamente il numero dei casi di sieropositività delle vittime di stupro in carico al centro è limitato ad una decina. Più numerose sono le madri delle vittime che risultano HIV positive a seguito della richiesta da parte del centro di sottoporre tutta la famiglia al test. Grazie alla convenzione stipulata con un centro sanitario specializzato in Addis Abeba finanziato da un’Ong americana, i test vengono eseguiti gratuitamente, ed anche il controllo del livello di attività del virus nel sangue viene gratuitamente monitorato in modo da poter provvedere tempestivamente alla somministrazione di farmaci antiretrovirali nei casi in cui ciò si renda necessario. Tutto il processo è accompagnato dal sostegno psicologico da parte degli operatori del centro e da un’adeguata informativa relativa all’uso di questi farmaci, agli effetti collaterali e alla fondamentale regolarità nella loro assunzione. Si lavora inoltre sulla consapevolezza delle madri ammalate e sulle modalità di prevenzione alla trasmissione del virus.
Continua, presso il centro, l’accoglienza temporanea di casi di bambini che non possono rientrare nella famiglia di origine a causa di situazioni a rischio o estremamente conflittuali. Tale accoglienza, limitata ad un periodo massimo di un mese, offre la possibilità di fornire psicoterapia più regolare e frequente ai bambini presenti ed individuare la migliore possibile soluzione alternativa alla famiglia d’origine.
Attualmente presso il centro sono ospitati tre casi ( un ragazzo di 16 anni, una bambina sordo muta di 12, una bambina di 10 ed una giovane madre di 18 anni al quarto mese di gravidanza con la sua bimba di tre anni violentata meno di un mese fa).
Alla fine dello scorso anno è stata aperta una casa famiglia per bambini abusati orfani o per i quali non è stato possibile trovare una soluzione familiare alternativa. Attualmente la casa accoglie due giovani ragazze madri con i figli di tre anni, due bambine di 8 anni, un maschietto di 6 anni e, una madre con una bambina di cinque anni autistica e cerebrolesa, anch’essa violentata
Continua con regolarità l’aggiornamento , la formazione e il sostegno degli operatori del centro ad opera del Dottor Alvise Orlandini, psichiatra e vice presidente de IL SOLE, con competenze mirate nel settore del recupero del trauma da violenza sessuale. Attualmente tre psicologi e un coordinatore dei laboratori di teatro e musica operano a tempo pieno coadiuvati da una psichiatra part time . E’ prevista entro il mese di ottobre l’assunzione di un quarto psicologo e di un assistente sociale per garantire la qualità dei servizi offerti ai bambini e alle loro famiglie soprattutto dal punto di vista della psicoterapia. Un legale part time sarà inoltre presente presso il centro per offrire assistenza alle famiglie delle vittime.
Una visita in famiglia e una visita scolastica da parte degli operatori del centro per ciascun bambino è stata prevista nell’anno in corso per meglio valutare le condizioni di vita della famiglia e per avere un resoconto attendibile delle performances scolastiche di ciascun caso. Il rendimento scolastico è infatti un indicatore significativo per quanto riguarda l’eventuale disagio legato alla discriminazione e alla stigmatizzazione imposta dalla violenza sessuale sulle vittime. Purtroppo le visite hanno subito un rallentamento dovuto al cattivo funzionamento del veicolo a disposizione degli operatori, che ha richiesto parecchi interventi di riparazione presso l’officina meccanica. Si prevede però, entro la fine dell’anno di svolgere tutte le visite necessarie.
Con cadenza trimestrale è avvenuto l’incontro delle unità esterne (polizia, ospedali, dipartimenti istituzionali, associazione donne avvocato, associazione psicologi etiopi, dipartimento sociologia università di Addis Abeba, Ong locali partner) per mantenere vivo il coordinamento di rete avviato con l’implementazione del progetto. Il confronto tra organismi diversi preposti alla tutela dei minori abusati offre la possibilità di individuare nuove strategie operative e migliorare la qualità degli interventi.
Nei mesi di febbraio e luglio 2007 hanno avuto luogo due missioni ad Addis Abeba degli operatori italiani de IL SOLE ( Jacopo Boschini per il teatro, Luca Schiavo per la musica, Ebe Fumagalli per l’arte e Gin Angri per la fotografia), finalizzate al monitoraggio e all’aggiornamento formativo dei laboratori di teatro, musica, arte e fotografia, avviati lo scorso anno nell’ambito del progetto. Tali laboratori sono stati ideati e implementati appositamente per fornire agli operatori etiopi del centro nuove tecniche di riabilitazione con le quali compiere, insieme ai bambini beneficiari, percorsi di recupero dallo stress post traumatico da violenza sessuale. Sono diventati per i bambini, oltre ogni aspettativa, momenti importanti di aggregazione e confronto, occasioni per individuare e manifestare talenti innati, situazioni nell’ambito delle quali rivalutare il proprio corpo e rafforzare la propria autostima. Circa un centinaio di bambini di tutte le età vi hanno partecipato con regolarità anche durante i fine settimana di lavoro previsti senza la presenza degli operatori italiani considerandoli appuntamenti imprescindibili e divertendosi nel realizzare, insieme al coordinatore locale, i programmi proposti. A conclusione delle tre settimane di missione di luglio, è stato messo in scena presso il Teatro del Comune di Addis Abeba, lo spettacolo IL MAGO DI OZ , su sceneggiatura di Jacopo Boschini e dei bambini stessi, con accompagnamento musicale di strumenti vari a cura di Luca Schiavo e dei bambini stessi, con i costume realizzati dai bambini del laboratorio di arte. E’ stato anche possibile esporre una piccola mostra fotografica nel foyer del teatro con foto scattate dalle ragazze partecipanti al laboratorio di fotografia curato da Gin Angri che hanno documentato il lavoro svolto durante i laboratori artistici. Per il prossimo anno è inoltre prevista la realizzazione di un libro fotografico nel quale le ragazze si rappresentano, raccontandosi e proponendo immagini delle loro famiglie, le loro case e l’ambiente nel quale vivono.
Gli operatori di strada, formati nell’ambito del progetto, si sono rivelati particolarmente utili nell’individuazione di casi che, senza il loro operato, resterebbero nascosti. Gli incontri di sensibilizzazione nelle comunità, da loro gestiti , si rivelano utilissimi strumenti di prevenzione dell’abuso sessuale sui minori, soprattutto perchè organizzati nelle cosiddette “zone calde” della città, dove è presente un alto numero di bambini di strada e dove i casi di violenza sessuale riportati dalla polizia, sono in numero maggiore.
Che altro aggiungere, cari amici, se non che IL SOLE ha firmato proprio in questi giorni un accordo con l’Ong locale Ifso e con il Ministero di Giustizia Etiope, impegnandosi a finanziare il progetto anche per i prossimi tre anni. Non è nè facile nè indolore continuare a gestire un progetto di questo tipo perchè i bambini che ne sono beneficiari sono veramente speciali e particolari ed è praticamente impossibile mantenere da loro un distacco sia fisico che emotivo. Costruire un pozzo e vederne sgorgare l’acqua per migliaia di persone è un’emozione forte ma altro è assistere alla rinascita fisica e psicologica di un bambino sessualmente abusato . Per questo motivo non ci fermeremo e continueremo a trasformare i nostri sforzi in azioni concrete per restituire a queste creature una vita dignitosa ma soprattutto per combattere questa piaga sociale che toglie ai bambini d’ Etiopia sogni e speranze nel futuro.
Sappiamo che non ci lascerete soli.
Con stima e gratitudine. Cordiali saluti.
Olivia Piro, IL Sole Ong Onlus



Ciao Olivia,
dalla segnalazione di Anna sono entrata nel suo sito ed ho letto della vostra attività in Etiopia. Fare un commento sugli avvenimenti ed abusi che hai desctitto è superfluo perchè lo sdegno si rinnova ogni qualvolta si presta orecchio a questi fatti che non conoscono confini, colori e condizioni sociali. E’ sconfortante pensare alla pochezza evolutiva dell’uomo, ma al contrario è bello sapere che tante persone, e sempre più, si prestino in aiuto a queste innocenze brutalmente infrante.
Queste poche righe vogliono essere di sostegno ed apprezzamento per il vostro lavoro che perseguite con tanta volontà.
Ti auguro ogni bene,
ciao Gianna