Un giorno di molti anni fa a Capo Comorin, l’estrema punta meridionale dell’India, un luogo sacro dove si incontrano gli oceani, un santone mi disse di non smettere mai di cercare, perché trovare per me significava morire.
Borges racconta che appoggiando l’orecchio a una colonna nella moschea di ‘Amr, al Cairo, si sente il brusio dell’Universo intero. Perché lì è racchiuso l’Universo, un Aleph appunto, un “occhio di Dio in questo mondo”.
“L’Aleph?” ripetei. “Sì, il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli.” (Da : L’Aleph, J.L.Borges)
Vedi il frammento del video di Stefano Faravelli nella Moschea di ‘Amr





Cercare implica umiltà e capacità di cambiare il nostro punto di “visione” che, ai più esigenti, prende tutta la vita.
forse non si trova quello che si cerca perchè non c’è nulla da trovare se non il cercare stesso.Un po come in “Notturno indiano” di tabucchi!
D’accordo con te cercare, scoprire, provare…è essere vivi, continuare a essere vivi. Ma credo che molti di noi hanno smesso da tempo di cercare e sono morti ma ancora non lo sanno!
quanto è difficile continuare ad essere coerenti e cercare in un mondo dove sono tutti arrivati. almeno credono, e se ne vantano pure………!!!!