<a href=”http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2006/11/zanskar-patrizia.jpg”><img class=”alignleft size-thumbnail wp-image-965″ title=”zanskar-patrizia” src=”http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2006/11/zanskar-patrizia-150×104.jpg” alt=”" width=”150″ height=”104″ /></a>31 ottobre 2008
Solo un miracolo avrebbe poturo trasformare quell’idea in realta’. Enrico e Gnaro verso il Baruntse. Poco lontano il Makalu. Molti molti anni fa un piccolo progetto in piccole scuole. Norbu Aba, dall’aria saggia viveva lassu’. Poi anni di inesistente contatto, progetto sospeso per molte ragioni. Davide li’ qualche anno fa disse che Norbu stava bene. Ok penso, magari un portatore puo’ passare dalla valle de
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Baruntse a quella del Makalu, cercarlo, trovarlo. Affido questa cosa agli amici che vanno la’ per salire la montagna. Do’ loro una foto di Norbu Aba e una mia e di Tona per, nel caso del miracolo, fargli sapere da chi arriva il messaggio. Nulla da fare. Non si riesce, non si puo’. Passano i giorni. Vado a Jumla, torno. Mi chiamano il mattino prima di lasciare di nuovo Kathmandu. Caso, coincidenza. Cos’altro? Un uomo mi cerca, appuntamento a mezzogiorno all’Hotel Malla. Va bene, vado, conosco molta gente qui ormai e il Malla e’ un punto di incontro. Arrivo, entro, un ragazzo della reception mi indica a sinistra. Una birra, una cena e il miracolo. Li’ seduto Norbu Aba. Non posso crederci. Davvero. Davvero. Ci guardiamo per un istante stupiti. Poi ci abbracciamo, entrambi profondamente commossi. Lui e’ bellissimo, lo sguardo profondo sempre uguale. Un provvidenziale amico nepalese arriva e mi aiuta a parlare con lui. Le piccole scuole avranno un nuovo aiuto. Noi abbiamo un nuovo appuntamento.
Ora vi scrivo da Namche Bazar, valle del Khumbu, regno degli Sherpa. Sto preparando con AmaLa la terza cosa di questo viaggio. Si’ ci sara’ la terza puntata.
Tashi delek.
Patrizia
30 ottobre 2008
Mi avevano detto che Jumla era fuori dal mondo. Kathmandu. Il primo volo. Decolli. La catena himalayana splendida si innalza alla tua sinistra. Macchapuchare, Annapurna Sud, Annapurna I, Daulaghiri, altre e altre ancora. Poi una svolta verso sud. Atterri. India pura. Caldo caldo. Zanzare zanzare. Una notte di passaggio. Va bene, aspetto domani. Nuovo volo. Forse si’ forse no. Nepali time! Via, si vola, a nord decisi. La pianura lavorata come se fosse un quadro da guardare lascia di colpo il posto alla foresta. Le colline si fanno piu’ erte, le sfioriamo, e dico a chi e’ con me: forse possiamo vedere da qui un leopardo delle nevi. D’improvviso guardo avanti ed ecco le montagne. Una bianca corona che circonda la valle dove finalmente appare Jumla. Campi di riso rosso, che cresce solo qui. Alberi di mele. Noci. Duemilacinquecento metri colmi di bellezza. Aspettiamo. Qualcuno deve venire a prenderci. Mi guardano tutti. Solo l’unica occidentale. Poi laggiu’, oltre la tipica porta, la polvere diviene visibile. Due ragazze portano uno stendardo, Sushil mi dice che c’e’ scritto Saraswati School. Sono qui per noi. Centoventun bambini. Sei insegnanti. Il capo della comunita’. Altra gente. Ad uno ad uno, e dico tutti, mi mettono al collo un malla di fiori, non riesco quasi a respirare. Le tika rosse sulla mia fronte non hanno piu’ spazio per altre ancora. Ridiamo, poi via tutti insieme, attraversiamo i villaggi, ci serve quasi un’ora per arrivare a Mitcha, dove la scuola e’ stata costruita. Fuori dal tempo. il cielo e’ blu, l’aria tersa, le montagne risplendono, l’anima gioisce. Ognuno dice qualcosa, non capisco le parole ma Sushil traduce, la gente e’ la sua, l’amicizia ci ha legato dal primo sguardo. Non riescono a dire il mio nome. Bene, datemi un nome nepali. Detto fatto. Patrizia Prema. I bimbi ridono, io anche. Parliamo del presente. Le donne sono toste, si muovono eleganti, lavorano nei campi, non mollano un istante la speranza nel domani. La preside e’ una donna. Sorriso stupendo. Si’, ora parliamo del futuro. Le ore corrono una dopo l’altra come quando sono nel nostro mondo, ma l’atmosfera non e’ la stessa. I problemi sono molti e molti di questi molti sono grossi. Chissa’. Piano piano. Tre giorni di incontri, di cibo condiviso, di necessita’ di contatto reciproco. Poi l’aereo del ritorno verso il caldo caldo, zanzare zanzare. Ha solo cinque ore di ritardo. Loro sono li’ con me ad aspettarlo. E’ buffo penso di nuovo. Non c’e’ la strada che arriva qui, a piedi ci vogliono sette giorni, ma c’e’ un aeroporto e il celluare ha segnale pieno. Si decolla. Ciao Jumla, alla prossima, sicuro! Il buio ci aspetta a Nepalgungi, e un nuovo aereo. Kathmandu. Caos. Molti amici sono pero’ tornati dalle montagne. Una birra, una cena e un miracolo. Ma questo alla prossima puntata.
Namaste’.
Patrizia
15 ottobre 2008
Carissimi amici, quanto tempo che non scrivo a tutti!
Non è che non avessi cose da raccontare o foto da mostrarvi… i profumi della passata primavera, un meraviglioso trekking nello Zanskar, i colori dell’autunno… ma è andata così…
Ora il tempo di una nuova partenza è arrivato, e allora stavolta eccomi qui! Giovedì salirò su un aereo che mi porterà a Kathmandu per la… ho perso il conto, diciasettesima, diciottesima volta…
Sarò sola, andrò per un possibile nuovo progetto di Eco Himal stavolta a sud della catena Himalayana, perché là , a nord, sul grande altopiano tibetano la situazione continua ad essere difficile. Passate le olimpiadi, passata l’attenzione del mondo, i problemi continuano, le notizie non arrivano…
Una scuola mi aspetta, una zona del Nepal occidentale di cui si sa poco, che sarà difficile raggiungere, le incognite…chissà . Poi una valle di amici, quella dell’Everest, se qualcuno di voi passerà da Namche Bazar a novembre magari mi troverà a servire spaghetti nel Thamserku lodge! Anche da quelle parti un piccolo progetto, in un monastero femminile dove l’essenziale rappresenta già il superfluo… Anche qui chissà …
Tante idee insomma, tanti progetti, i risultati vedremo, vi racconterò!
Avrei voglia di vedervi tutti, ma il tempo scorre veloce, ognuno ha molti impegni e se molti impegni li moltiplichiamo per quanti siete…. Che numero gigantesco si forma!!!!!!!!!
Però vi penso, e in questo pensiero sta l’abbraccio che lascio qui ora per ognuno di voi…
A presto! Patrizia
(Patrizia Broggi – <a href=”http://www.ilnodoinfinito.net” target=”_blank”>www.ilnodoinfinito.net</a>)


