settembre 1st, 2009 at 9:52 pm

Mongolia, agosto 09 : viaggio nel grande spazio vuoto

 

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Qualche foto di alcuni momenti che questo viaggio ci ha regalato. Con un grazie ai miei compagni di viaggio perché, come scrive Severgnini, “Le vacanze sono come le fotografie. Possiamo dire che non sono venute bene; ma, in fondo, ci somigliano sempre siamo noi responsabili di quanto accade”… e le nostre fotografie sono bellissime, anzi, STUPENDE!

….questa steppa stesa sotto l’aereo, senza altra novità che non la ripetizione, senza altro spettacolo che non siano dimensioni. Glabra di uno strato fertile così poco profondo da non crescere alberi o cespugli; indocile, indomata dai secoli, dove la storia non ha attecchito e non residua neppure un rudere scalcinato. Certo questa tabula rasa non e agevole per noi, sopraffatti dai sedimenti; noi cui dagli Etruschi in poi ogni geometra si è sentito in dovere di dire la sua. E tramandarcela. Qua il vento non è gentile con le rovine, ridotte a sabbia e briciole di sassi, liberando questa terra dall’incombere di un passato evidente cui rendere conto. Sgombra la vista, uomini e bestie in perenne adolescenza antica, anziani nei cromosomi, DNA ricco, stratificato, imbastardito e forte dal tempo e dai chilometri e dalla corrente di quella grande onda di conquista… (Da “Mongolia in retromarcia” di Massimo Zamboni)

A.M.

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