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	<title>Commenti a: Io, gli Altri</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Di: A.M.</title>
		<link>http://acomeavventura.com/io-gli-altri-2/comment-page-1/#comment-7633</link>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Commenti dall&#039;articolo pubblicato su il reporter
gabriel il 15.05.2009 alle ore 12:27 pm scrive: 
Ciao Anna,
il tuo articolo, profondissimo, mi ha colpito molto. In effetti il viaggio in solitaria, lontano dai modi di pensare e di fare ai quali siamo abituati, credo possa ottenere due effetti tra loro contrapposti: o distrugge, e allora non vedi l’ora di tornartene a casa al riparo nel tuo piccolo recinto di convenzioni, o crea. Può creare la consapevolezza che l’accettare le diversità, soprattutto quando a prima vista ci risultano irritanti e incomprensibili, significa dare a sè stessi la possibilità di crescere come persone e come parte di un’umanità che è alle volte terrificante, altre bellissima, ma mai scontata.
Grazie per il tuo articolo.

Anna Maspero il 17.05.2009 alle ore 10:18 pm scrive: 
Grazie Gabriele per il tuo commento. Forse in mezzo ai due opposti, fuga o accettazione (entrambi comunque presuppongono coinvolgimento), c’è anche un altro atteggiamento. Lo sguardo del turista che guarda e non tocca e torna esattamente uguale a come era partito, possibilmente un po’ più abbronzato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Commenti dall&#8217;articolo pubblicato su il reporter<br />
gabriel il 15.05.2009 alle ore 12:27 pm scrive:<br />
Ciao Anna,<br />
il tuo articolo, profondissimo, mi ha colpito molto. In effetti il viaggio in solitaria, lontano dai modi di pensare e di fare ai quali siamo abituati, credo possa ottenere due effetti tra loro contrapposti: o distrugge, e allora non vedi l’ora di tornartene a casa al riparo nel tuo piccolo recinto di convenzioni, o crea. Può creare la consapevolezza che l’accettare le diversità, soprattutto quando a prima vista ci risultano irritanti e incomprensibili, significa dare a sè stessi la possibilità di crescere come persone e come parte di un’umanità che è alle volte terrificante, altre bellissima, ma mai scontata.<br />
Grazie per il tuo articolo.</p>
<p>Anna Maspero il 17.05.2009 alle ore 10:18 pm scrive:<br />
Grazie Gabriele per il tuo commento. Forse in mezzo ai due opposti, fuga o accettazione (entrambi comunque presuppongono coinvolgimento), c’è anche un altro atteggiamento. Lo sguardo del turista che guarda e non tocca e torna esattamente uguale a come era partito, possibilmente un po’ più abbronzato.</p>
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