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	<title>Commenti a: Il silenzio è sempre colpevole</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Di: Patrizia</title>
		<link>http://acomeavventura.com/il-silenzio-e-sempre-colpevole/comment-page-1/#comment-888</link>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>L’alba ha risvegliato il luogo dove vivo in un tripudio di canti e luce intensa. Il vento che ha soffiato tutta la notte ha spazzato il cielo dalle nubi ed ora l’orizzonte che vedo dalla finestra è libero di mostrare la magnificenza della catena alpina.
Ma in questo giorno che segna l’inizio della primavera, mentre i fiori riempiono l’aria di profumo, la mia anima gioisce di questo e allo stesso tempo non riesce a scrollarsi dalla sensazione opprimente di tristezza per ciò cha accade in Tibet. Proprio poco fa ho avuto la conferma che non si hanno assolutamente notizie né attraverso le vie normali, né per vie traverse, degli amici tibetani che vivono a Lhasa, niente, assolutamente niente. Ancora una volta, piano piano per non dare dell’occhio, il  mondo si nasconderà e l’umanità avrà perso un’altra occasione per non usare due pesi e due misure a seconda di cosa conviene. Certo, molti di noi si chiedono cosa fare, e io non ho una risposta a questo che possa valere per tutti. Ognuno dentro di sé lo sa, e il voler fare qualcosa contro le ingiustizie che schiacciano altri esseri umani, il nostro ambiente, la nostra Terra, va al di là del Tibet, o del Darfur o delle decine di altri luoghi in cui i soprusi sono all’ordine del giorno. Qualcosa può essere fatto anche nella quotidianità, non avendo paura di parlare, trovando la forza di andare contro o semplicemente mettendo da parte per qualche minuto le nostre cose per qualcuno che ha bisogno di essere ascoltato o di ricevere un abbraccio. 
La primavera è simbolo di nuova vita e anche il prendersi il tempo per guardare un fiore che sbuca tra le foglie pensando all’incredibile meraviglia di cui siamo testimoni è un regalo che non costa nulla e che forse ci siamo dimenticati è a nostra disposizione. 
Che la vostra primavera sia ricca di profumi.
Vi abbraccio forte.
Tashi delek.
Patrizia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’alba ha risvegliato il luogo dove vivo in un tripudio di canti e luce intensa. Il vento che ha soffiato tutta la notte ha spazzato il cielo dalle nubi ed ora l’orizzonte che vedo dalla finestra è libero di mostrare la magnificenza della catena alpina.<br />
Ma in questo giorno che segna l’inizio della primavera, mentre i fiori riempiono l’aria di profumo, la mia anima gioisce di questo e allo stesso tempo non riesce a scrollarsi dalla sensazione opprimente di tristezza per ciò cha accade in Tibet. Proprio poco fa ho avuto la conferma che non si hanno assolutamente notizie né attraverso le vie normali, né per vie traverse, degli amici tibetani che vivono a Lhasa, niente, assolutamente niente. Ancora una volta, piano piano per non dare dell’occhio, il  mondo si nasconderà e l’umanità avrà perso un’altra occasione per non usare due pesi e due misure a seconda di cosa conviene. Certo, molti di noi si chiedono cosa fare, e io non ho una risposta a questo che possa valere per tutti. Ognuno dentro di sé lo sa, e il voler fare qualcosa contro le ingiustizie che schiacciano altri esseri umani, il nostro ambiente, la nostra Terra, va al di là del Tibet, o del Darfur o delle decine di altri luoghi in cui i soprusi sono all’ordine del giorno. Qualcosa può essere fatto anche nella quotidianità, non avendo paura di parlare, trovando la forza di andare contro o semplicemente mettendo da parte per qualche minuto le nostre cose per qualcuno che ha bisogno di essere ascoltato o di ricevere un abbraccio.<br />
La primavera è simbolo di nuova vita e anche il prendersi il tempo per guardare un fiore che sbuca tra le foglie pensando all’incredibile meraviglia di cui siamo testimoni è un regalo che non costa nulla e che forse ci siamo dimenticati è a nostra disposizione.<br />
Che la vostra primavera sia ricca di profumi.<br />
Vi abbraccio forte.<br />
Tashi delek.<br />
Patrizia</p>
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		<title>Di: ale</title>
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		<dc:creator>ale</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo i nostri governi non faranno niente x la causa tibetana...la cina è ormai una potenza economica (e non solo) che detta legge...e fa troppo comodo ai nostri &quot;grandi&quot; che ci governano.

http://www.asianews.it/index.php?l=en&amp;art=11805&amp;size=A</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo i nostri governi non faranno niente x la causa tibetana&#8230;la cina è ormai una potenza economica (e non solo) che detta legge&#8230;e fa troppo comodo ai nostri &#8220;grandi&#8221; che ci governano.</p>
<p><a href="http://www.asianews.it/index.php?l=en&#038;art=11805&#038;size=A" rel="nofollow">http://www.asianews.it/index.php?l=en&#038;art=11805&#038;size=A</a></p>
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		<title>Di: Roberto C.</title>
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		<dc:creator>Roberto C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie x la bella serata sullo Yemen, spiegato molto bene dai protagonisti; hai fatto bene a sollevare il problema Tibetano; spero che si organizzino presto manifestazioni contro il governo cinese.
Roberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie x la bella serata sullo Yemen, spiegato molto bene dai protagonisti; hai fatto bene a sollevare il problema Tibetano; spero che si organizzino presto manifestazioni contro il governo cinese.<br />
Roberto</p>
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		<title>Di: Patrizia Broggi</title>
		<link>http://acomeavventura.com/il-silenzio-e-sempre-colpevole/comment-page-1/#comment-884</link>
		<dc:creator>Patrizia Broggi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Anna, vivo questi giorni seguendo ciò che succede in Tibet con angoscia per la violenza e il sopruso che continua da anni, con dolore perchè mi ferisce la consapevolezza che in breve tempo tutta la reazione che sembra coinvolgere ora molta gente si affievolirà fino a scomparire, con tristezza perchè riesco solo a immaginare cosa stanno vivendo i miei amici tibetani che in Tibet vivono, mia sorella nel monastero di Rongbuk, i bimbi che attraverso l&#039;amico medico Namka vengono curati all&#039;ospedale di Tshome, Tse, Tinam, Pauang e tanti altri che col loro lavoro hanno cercato di sollevare le sorti dei loro fratelli e che potrebbero essere tra le immagini di cui la polizia si sta servendo per i rastrellamenti. Che urlo mi nasce nel profondo!!!!!!
Sai cara Anna, scrivi di avere avuto quasi rimorso per non aver trovato tempo alla serata di venerdì per dire qualcosa sul Tibet. Anch&#039;io proiettavo un mio viaggio in Laos quella sera, e parlare del Tibet è stata la prima cosa che ho fatto, ma non credo questo faccia differenza tra te e me. Entrambe, e così tutte le persone che ti hanno letta e che forse stanno leggendo anche me, sanno che possiamo essere degli osservatori privilegiati con la nostra possibilità di viaggiare e poi di raccontare, e questo è ciò che conta.
Come sai sono una grande appassionata di montagna, e in questi giorni ho ovviamente seguito anche le vicende alpinistiche che riguardano la sacra Chomolangma, l&#039;Everest. Non potrà essere salita da Nord, e la Cina ha praticamente imposto anche al Nepal di chiudere la salita dal 1 al 10 maggio. Niente gente, niente testimoni. Quando sono stata in Tibet lo scorso giugno avrei potuto scommettere qualunque cosa che sarebbe successo. Per giorni gli alpinisti si sono solo preoccupati della &quot;tragedia&quot; di non poter salire quel mucchio bellissimo di sassi e ghiaccio da cui forse presto anche le Divinità se ne andranno, e pur capendo cosa costa, in ogni senso, una spedizione proprio sinceramente non li capivo. Ora, per fortuna, qualcuno inizia a pensare e scrive che forse la &quot;tragedia&quot; degli alpinisti è l&#039;unica possibilità affinchè un tibetano possa far sentire la propria voce...
Mentre i fiori sbocciano nella nostra ormai profumata primavera, il sangue scorre in altri luoghi solo perchè alcuni uomini pensano di essere in un &quot;giusto&quot; da imporre.
Facciamo sentire anche noi la nostra voce pensando che è solo il caso che non ci ha fatto nascere là... 
Tashi delek
Patrizia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Anna, vivo questi giorni seguendo ciò che succede in Tibet con angoscia per la violenza e il sopruso che continua da anni, con dolore perchè mi ferisce la consapevolezza che in breve tempo tutta la reazione che sembra coinvolgere ora molta gente si affievolirà fino a scomparire, con tristezza perchè riesco solo a immaginare cosa stanno vivendo i miei amici tibetani che in Tibet vivono, mia sorella nel monastero di Rongbuk, i bimbi che attraverso l&#8217;amico medico Namka vengono curati all&#8217;ospedale di Tshome, Tse, Tinam, Pauang e tanti altri che col loro lavoro hanno cercato di sollevare le sorti dei loro fratelli e che potrebbero essere tra le immagini di cui la polizia si sta servendo per i rastrellamenti. Che urlo mi nasce nel profondo!!!!!!<br />
Sai cara Anna, scrivi di avere avuto quasi rimorso per non aver trovato tempo alla serata di venerdì per dire qualcosa sul Tibet. Anch&#8217;io proiettavo un mio viaggio in Laos quella sera, e parlare del Tibet è stata la prima cosa che ho fatto, ma non credo questo faccia differenza tra te e me. Entrambe, e così tutte le persone che ti hanno letta e che forse stanno leggendo anche me, sanno che possiamo essere degli osservatori privilegiati con la nostra possibilità di viaggiare e poi di raccontare, e questo è ciò che conta.<br />
Come sai sono una grande appassionata di montagna, e in questi giorni ho ovviamente seguito anche le vicende alpinistiche che riguardano la sacra Chomolangma, l&#8217;Everest. Non potrà essere salita da Nord, e la Cina ha praticamente imposto anche al Nepal di chiudere la salita dal 1 al 10 maggio. Niente gente, niente testimoni. Quando sono stata in Tibet lo scorso giugno avrei potuto scommettere qualunque cosa che sarebbe successo. Per giorni gli alpinisti si sono solo preoccupati della &#8220;tragedia&#8221; di non poter salire quel mucchio bellissimo di sassi e ghiaccio da cui forse presto anche le Divinità se ne andranno, e pur capendo cosa costa, in ogni senso, una spedizione proprio sinceramente non li capivo. Ora, per fortuna, qualcuno inizia a pensare e scrive che forse la &#8220;tragedia&#8221; degli alpinisti è l&#8217;unica possibilità affinchè un tibetano possa far sentire la propria voce&#8230;<br />
Mentre i fiori sbocciano nella nostra ormai profumata primavera, il sangue scorre in altri luoghi solo perchè alcuni uomini pensano di essere in un &#8220;giusto&#8221; da imporre.<br />
Facciamo sentire anche noi la nostra voce pensando che è solo il caso che non ci ha fatto nascere là&#8230;<br />
Tashi delek<br />
Patrizia</p>
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		<title>Di: Anna Maspero</title>
		<link>http://acomeavventura.com/il-silenzio-e-sempre-colpevole/comment-page-1/#comment-883</link>
		<dc:creator>Anna Maspero</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Ale, le tue parole sono vere, anche perché frutto di una conoscenza diretta e profonda del paese. Penso che il Tibet abbia a suo favore, oltre a una &#039;religione&#039; che ci ispira più simpatia di quella musulmana, anche la tragedia della diaspora, che ha però contribuito a diffonderne la cultura. 
A proposito delle altre minoranze musulmane in Cina, alle serate a Cantù avevamo ascoltato la testimonianza illuminante di Ilaria Maria Sala, autrice del libro “Il Dio dell’Asia” (ho scritto la recensione nella categoria LETTURE), ma in effetti è una realtà in genere trascurata dai media. Anch&#039;io credo che sia stata la Cina a far uscire il Tibet da una situazione di teocrazia medievale, ma il prezzo pagato e che si sta pagando è troppo alto. E probabilmente sarebbe avvenuto lo stesso (vedi Bhutan, pur con le sue contraddizioni).
Come tu dici ragioni economiche e media direzionano molto il nostro pensiero e inevitabilmente seguiamo le mode. Ma, se altre zone più povere e meno &#039;interessanti&#039; non fanno notizia, non dobbiamo per questo ignorare quel che succede nel Tibet. Purtroppo quel che prevale è il senso di impotenza…
Anna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Ale, le tue parole sono vere, anche perché frutto di una conoscenza diretta e profonda del paese. Penso che il Tibet abbia a suo favore, oltre a una &#8216;religione&#8217; che ci ispira più simpatia di quella musulmana, anche la tragedia della diaspora, che ha però contribuito a diffonderne la cultura.<br />
A proposito delle altre minoranze musulmane in Cina, alle serate a Cantù avevamo ascoltato la testimonianza illuminante di Ilaria Maria Sala, autrice del libro “Il Dio dell’Asia” (ho scritto la recensione nella categoria LETTURE), ma in effetti è una realtà in genere trascurata dai media. Anch&#8217;io credo che sia stata la Cina a far uscire il Tibet da una situazione di teocrazia medievale, ma il prezzo pagato e che si sta pagando è troppo alto. E probabilmente sarebbe avvenuto lo stesso (vedi Bhutan, pur con le sue contraddizioni).<br />
Come tu dici ragioni economiche e media direzionano molto il nostro pensiero e inevitabilmente seguiamo le mode. Ma, se altre zone più povere e meno &#8216;interessanti&#8217; non fanno notizia, non dobbiamo per questo ignorare quel che succede nel Tibet. Purtroppo quel che prevale è il senso di impotenza…<br />
Anna</p>
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