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	<title>Commenti a: I libri, i viaggi, gli anni</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Di: A.M.</title>
		<link>http://acomeavventura.com/i-libri-i-viaggi-gli-anni/comment-page-1/#comment-7630</link>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto alcuni commenti all&#039;articolo pubblicati su il reporter.

gabriel il 22.05.2009 alle ore 12:31 pm scrive: 
“Attento”, disse. “Quella dei libri è tutta conoscenza di seconda mano, conoscenza presa in prestito. Non vale granché”. [...]
L’altra via, secondo il Vecchio, è quella dell’esperienza. L’esperienza fatta su se stessi. Il vero capire non avviene con la testa, ma col cuore. Si capisce davvero solo quello che si è provato, quello che si è sentito dentro di sé.
Tiziano Terzani

Anna Maria il 22.05.2009 alle ore 4:30 pm scrive: 
Davvero letture e viaggi non solo si sfiorano, ma anche si incrociano materialmente… si legge mentre si viaggia e si viaggia (con la mente e con il cuore) mentre si legge. La lettura può essere stimolo per mettersi in cammino, per cercare. Il viaggio può rappresentare l’input ad approfondire alcuni aspetti attraverso la lettura e l’ascolto dell’esperienza altrui. Penso che lettura e viaggio siano due esperienze complementari e necessarie ad uno sguardo più aperto e più attento sul mondo. Anna Maria

Anna Maspero il 22.05.2009 alle ore 11:11 pm scrive: 
Grazie Annamaria, grazie Gabriel, per i vostri pensieri.
Riflettevo sull’esperienza di prima mano di cui parla Terzani. E’ vero, il viaggio è esperienza (pensate anche ai verbi tedeschi fahren, viaggiare ed erfahren, fare esperienza e anche al latino viam agere da cui viene viaggio). Come deve essere esperito tutto ciò che riguarda i sensi. E i sentimenti. Ma la conoscenza la si può, la si deve ottenere anche attraverso strumenti diversi. Non ci è dato il tempo di sperimentare ogni cosa e il mondo del sapere è troppo vasto. Noi possiamo cercare nel nostro breve cammino di aggiungere il nostro mattone. D’altra parte Terzani di lavoro era giornalista e scrittore, quindi nella conoscenza di seconda mano ci credeva. E poi c’è un’altra cosa rispetto ai libri, a certi libri letti in particolari momenti. Danno maggior consapevolezza all’esperienza che si sta vivendo, danno voce a quei pensieri che talvolta non trovano le parole per esprimersi…

Luigi il 23.05.2009 alle ore 12:21 am scrive: 
Grazie Anna! Inutile dire -o ripetere- che possiedi un dono invidiabile: sai scrivere. Bene. E riesci così efficace nella tua limpida comunicazione. Ho appena terminato la lettura di “A come Avventura”. Confermo. Complimenti.
Un abbraccio.

antonio il 23.05.2009 alle ore 8:40 am scrive: 
Ecco il solito che per aver letto un libro di Terzani si impadronisce di una frase decontestualizzandola, impoverendo così il messaggio. Tiziano era uno che per mestiere, come ricorda l’arguta e splendida Anna Maspero, faceva il giornalista e lo scrittore. Quindi uno che l’esperienza vissuta la trasferiva poi sulla carta per regalarla ai lettori che attraverso le sue parole potevano viaggiare. Le due cose non sono in contraddizione: si compenetrano. Leggere è anche viaggiare. Brava Anna!

Anna Maspero il 23.05.2009 alle ore 10:35 am scrive: 
Terzani appartiene davvero un poco a ognuno di noi e in tante situazioni ci sembra “tradito”. Io ho sofferto l’averlo trasformato in una sorta di guru, lui, una persona così schiva da decidere, a un certo punto della sua vita, di lasciare tutto e vivere in Himalaya. Lungo quante strade mi ha accompagnato con i suoi libri da quel primo incontro negli stati della ormai ex URSS leggendo Buonanotte Signor Lenin… Con lui davvero scrittura e viaggio si mescolavano diventando una cosa sola, “compenetrandosi” come scrive Antonio. Certo la sua scrittura nasceva dal viaggio, ma quante letture ci stanno dietro. Alcune delle sue pagine più belle sono proprio sui libri “i migliori compagni di viaggio”.
Volevo ringraziarvi anche per i nuovi spunti che mi offrite. Leggendo il messaggio di Luigi (grazie! sono lusingata ovviamente, l’impegno c’è i risultati qualche volta) ho pensato sarebbe bello parlare della parola “dono” che può essere declinata in tanti modi diversi (souvenir compresi), dai talenti al dono-privilegio di poter viaggiare.
Per finire un altro spunto su conoscenza e esperienza, me l’ha richiamato la parola “cuore” di Gabriel e riprende il suo pensiero. Saint-Exupèry affermava che “Non si vede bene che col cuore” e aggiungeva: “Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco conoscenza”.

angela barlotti il 23.05.2009 alle ore 7:48 pm scrive: 
Grazie per avermi regalata questa opportunità Non so scrivere e per molti anni ho creduto di saper leggere; poi l’esperienza mi ha insegnato che leggere è davvero un’esperienza che non si può confondere con le masse. Leggo solo quello che sento; aspetto di essere chiamata dalle parole scritte. A volte i pensieri si ingabugliano e per riallinearli apro uno dei ‘mille e più libri’, uno a caso, spesso un libro di poesie, che cattura il mio occhio affamato… lì dentro trovo il capo x slegare i pensieri legati. Sembra una magia e non la saprei spiegare bene, forse è una magia, quella che mi aiuta a vivere, anche se di riflesso. Però sapere che ciò che provo è già stato provato e scritto mi fa sentire bene. Alla fine sorrido col libro in mano del quale magari non conosco neppure la fine, solo una piccola parte, quella che serviva al mio cuore. Daniel Pennac ‘I diritti imprescrittibili del lettore’.
Un abbraccio

Anna Maspero il 24.05.2009 alle ore 10:02 am scrive: 
Cara Angela… e tu non sapresti scrivere? D’ora in avanti quando non ho l’ispirazione ti chiamo! Bellissima la tua immagine dello slegare i pensieri ingarbugliati. Grazie per avercela regalata. Scrivendo faccio un po’ anch’io così. Butto lì idee accumulate e sedimentate nel tempo, poi incomincio a togliere, un po’ come fa uno scultore per estrarre una figura da un blocco di marmo.
Gli “scrittori” non sarebbero nulla se non ci fossero i lettori. Nella presentazione del mio blog ho trascritto le parole di Salinger :“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’ autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Invece a molti scrittori interessa solo pubblicare un libro dopo l’altro, anche se spesso lo fanno per forza d’inerzia e non hanno più nulla da dire. Io apprezzo soprattutto quegli scrittori, quei giornalisti che al primo posto mettono il rispetto e l’attenzione per il lettore. Al lettore uno scrittore chiede molto, che acquisti il suo libro prima di leggerlo e soprattutto che ci investa del tempo prezioso. “Il tempo per leggere è sempre tempo rubato” scriveva, se ben ricordo, proprio Pennac nel libro che citi, “Come un romanzo”. L’ho così amato che l’ho regalato a tanti miei colleghi di lettere che spesso allontanavano i ragazzi dai libri al posto di farglieli amare (anch’io insegnavo, ma inglese. Poi un giorno, prima che la routine mi togliesse la voglia di farlo, “ho girato pagina” e mi sono licenziata senza aspettare la pensione) .
I libri davvero aiutano a vivere. Grazie, Angela.

angela barlotti il 26.05.2009 alle ore 8:54 pm scrive: 
Anna, come sei carina con me!
Leggere è anche questo, trovare un’amica di ‘penna’ (tastiera forse oggi)
Conoscendo molti scrittori, ho compreso che pochi somigliano alle parole che scrivono e alle storie che raccontano…
TVB

Italo Pattarini il 27.05.2009 alle ore 4:05 pm scrive: 
Mi basta l’assaggio di “L come Leggere” per capire che aria tira…. Anna, fammi la cortesia (sono imbranatissimo sul PC), guidami alla lettura di quanto hai scritto e scrivi. Grazie. Ciao.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto alcuni commenti all&#8217;articolo pubblicati su il reporter.</p>
<p>gabriel il 22.05.2009 alle ore 12:31 pm scrive:<br />
“Attento”, disse. “Quella dei libri è tutta conoscenza di seconda mano, conoscenza presa in prestito. Non vale granché”. [...]<br />
L’altra via, secondo il Vecchio, è quella dell’esperienza. L’esperienza fatta su se stessi. Il vero capire non avviene con la testa, ma col cuore. Si capisce davvero solo quello che si è provato, quello che si è sentito dentro di sé.<br />
Tiziano Terzani</p>
<p>Anna Maria il 22.05.2009 alle ore 4:30 pm scrive:<br />
Davvero letture e viaggi non solo si sfiorano, ma anche si incrociano materialmente… si legge mentre si viaggia e si viaggia (con la mente e con il cuore) mentre si legge. La lettura può essere stimolo per mettersi in cammino, per cercare. Il viaggio può rappresentare l’input ad approfondire alcuni aspetti attraverso la lettura e l’ascolto dell’esperienza altrui. Penso che lettura e viaggio siano due esperienze complementari e necessarie ad uno sguardo più aperto e più attento sul mondo. Anna Maria</p>
<p>Anna Maspero il 22.05.2009 alle ore 11:11 pm scrive:<br />
Grazie Annamaria, grazie Gabriel, per i vostri pensieri.<br />
Riflettevo sull’esperienza di prima mano di cui parla Terzani. E’ vero, il viaggio è esperienza (pensate anche ai verbi tedeschi fahren, viaggiare ed erfahren, fare esperienza e anche al latino viam agere da cui viene viaggio). Come deve essere esperito tutto ciò che riguarda i sensi. E i sentimenti. Ma la conoscenza la si può, la si deve ottenere anche attraverso strumenti diversi. Non ci è dato il tempo di sperimentare ogni cosa e il mondo del sapere è troppo vasto. Noi possiamo cercare nel nostro breve cammino di aggiungere il nostro mattone. D’altra parte Terzani di lavoro era giornalista e scrittore, quindi nella conoscenza di seconda mano ci credeva. E poi c’è un’altra cosa rispetto ai libri, a certi libri letti in particolari momenti. Danno maggior consapevolezza all’esperienza che si sta vivendo, danno voce a quei pensieri che talvolta non trovano le parole per esprimersi…</p>
<p>Luigi il 23.05.2009 alle ore 12:21 am scrive:<br />
Grazie Anna! Inutile dire -o ripetere- che possiedi un dono invidiabile: sai scrivere. Bene. E riesci così efficace nella tua limpida comunicazione. Ho appena terminato la lettura di “A come Avventura”. Confermo. Complimenti.<br />
Un abbraccio.</p>
<p>antonio il 23.05.2009 alle ore 8:40 am scrive:<br />
Ecco il solito che per aver letto un libro di Terzani si impadronisce di una frase decontestualizzandola, impoverendo così il messaggio. Tiziano era uno che per mestiere, come ricorda l’arguta e splendida Anna Maspero, faceva il giornalista e lo scrittore. Quindi uno che l’esperienza vissuta la trasferiva poi sulla carta per regalarla ai lettori che attraverso le sue parole potevano viaggiare. Le due cose non sono in contraddizione: si compenetrano. Leggere è anche viaggiare. Brava Anna!</p>
<p>Anna Maspero il 23.05.2009 alle ore 10:35 am scrive:<br />
Terzani appartiene davvero un poco a ognuno di noi e in tante situazioni ci sembra “tradito”. Io ho sofferto l’averlo trasformato in una sorta di guru, lui, una persona così schiva da decidere, a un certo punto della sua vita, di lasciare tutto e vivere in Himalaya. Lungo quante strade mi ha accompagnato con i suoi libri da quel primo incontro negli stati della ormai ex URSS leggendo Buonanotte Signor Lenin… Con lui davvero scrittura e viaggio si mescolavano diventando una cosa sola, “compenetrandosi” come scrive Antonio. Certo la sua scrittura nasceva dal viaggio, ma quante letture ci stanno dietro. Alcune delle sue pagine più belle sono proprio sui libri “i migliori compagni di viaggio”.<br />
Volevo ringraziarvi anche per i nuovi spunti che mi offrite. Leggendo il messaggio di Luigi (grazie! sono lusingata ovviamente, l’impegno c’è i risultati qualche volta) ho pensato sarebbe bello parlare della parola “dono” che può essere declinata in tanti modi diversi (souvenir compresi), dai talenti al dono-privilegio di poter viaggiare.<br />
Per finire un altro spunto su conoscenza e esperienza, me l’ha richiamato la parola “cuore” di Gabriel e riprende il suo pensiero. Saint-Exupèry affermava che “Non si vede bene che col cuore” e aggiungeva: “Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco conoscenza”.</p>
<p>angela barlotti il 23.05.2009 alle ore 7:48 pm scrive:<br />
Grazie per avermi regalata questa opportunità Non so scrivere e per molti anni ho creduto di saper leggere; poi l’esperienza mi ha insegnato che leggere è davvero un’esperienza che non si può confondere con le masse. Leggo solo quello che sento; aspetto di essere chiamata dalle parole scritte. A volte i pensieri si ingabugliano e per riallinearli apro uno dei ‘mille e più libri’, uno a caso, spesso un libro di poesie, che cattura il mio occhio affamato… lì dentro trovo il capo x slegare i pensieri legati. Sembra una magia e non la saprei spiegare bene, forse è una magia, quella che mi aiuta a vivere, anche se di riflesso. Però sapere che ciò che provo è già stato provato e scritto mi fa sentire bene. Alla fine sorrido col libro in mano del quale magari non conosco neppure la fine, solo una piccola parte, quella che serviva al mio cuore. Daniel Pennac ‘I diritti imprescrittibili del lettore’.<br />
Un abbraccio</p>
<p>Anna Maspero il 24.05.2009 alle ore 10:02 am scrive:<br />
Cara Angela… e tu non sapresti scrivere? D’ora in avanti quando non ho l’ispirazione ti chiamo! Bellissima la tua immagine dello slegare i pensieri ingarbugliati. Grazie per avercela regalata. Scrivendo faccio un po’ anch’io così. Butto lì idee accumulate e sedimentate nel tempo, poi incomincio a togliere, un po’ come fa uno scultore per estrarre una figura da un blocco di marmo.<br />
Gli “scrittori” non sarebbero nulla se non ci fossero i lettori. Nella presentazione del mio blog ho trascritto le parole di Salinger :“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’ autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Invece a molti scrittori interessa solo pubblicare un libro dopo l’altro, anche se spesso lo fanno per forza d’inerzia e non hanno più nulla da dire. Io apprezzo soprattutto quegli scrittori, quei giornalisti che al primo posto mettono il rispetto e l’attenzione per il lettore. Al lettore uno scrittore chiede molto, che acquisti il suo libro prima di leggerlo e soprattutto che ci investa del tempo prezioso. “Il tempo per leggere è sempre tempo rubato” scriveva, se ben ricordo, proprio Pennac nel libro che citi, “Come un romanzo”. L’ho così amato che l’ho regalato a tanti miei colleghi di lettere che spesso allontanavano i ragazzi dai libri al posto di farglieli amare (anch’io insegnavo, ma inglese. Poi un giorno, prima che la routine mi togliesse la voglia di farlo, “ho girato pagina” e mi sono licenziata senza aspettare la pensione) .<br />
I libri davvero aiutano a vivere. Grazie, Angela.</p>
<p>angela barlotti il 26.05.2009 alle ore 8:54 pm scrive:<br />
Anna, come sei carina con me!<br />
Leggere è anche questo, trovare un’amica di ‘penna’ (tastiera forse oggi)<br />
Conoscendo molti scrittori, ho compreso che pochi somigliano alle parole che scrivono e alle storie che raccontano…<br />
TVB</p>
<p>Italo Pattarini il 27.05.2009 alle ore 4:05 pm scrive:<br />
Mi basta l’assaggio di “L come Leggere” per capire che aria tira…. Anna, fammi la cortesia (sono imbranatissimo sul PC), guidami alla lettura di quanto hai scritto e scrivi. Grazie. Ciao.</p>
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