di Maria Angela Rossi
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Sbarcati a la Gare d’Orsai
In un’apparente primavera
Negli occhi le lacrime asciutte della notte
« Attention, s’il vous plaît, attention s’il vous plaît »
Seduti a guardare i palazzi veduti
Da Arthur e Manuel e Jimi e …
(Sdraiati hanno una vista migliore)
Uno stormo paziente che ci sospinge avanti
Per poco non tornavo più a galla
Immersi gli occhi come canne da pesca
Nelle curve nere di Rodin
Bancarelle di cartoline vecchie
Ingialliti i volti su baffi a manubrio
Sbiadite parole color seppia
Ristoranti (Zéro de conduite, in particolare)
A braccetto con il commissario
Le sere umide nei bistrot
Cammino accanto a te
Piccola sartina malata di tubercolosi
Donna borghese in ghingheri
Per chi ti offre camelie rose mimose
Tornando dall’Opera
Coi tuoi strascichi di seta
Correre sulle scale trasparenti
Fino in cima alla casa del godimento visivo
E scivolare giù fra calici di sauvignon
Dentro insalate condite in pallido sole d’aprile
In vetta ad una rete di gradini
Rimandi incrociati
La Défense
Un colpo di luce negli occhi
Sorpresa d’estasi al cuore
Non so dove lei andrà col suo respiro
Mi si annunciava in mosaici ammiccanti
E sono qui, ad occhi spalancati
Sul futuro



