
Sto scegliendo le fotografie per un nuovo Album “I miei gruppi” da pubblicare su questo blog (per vederlo clicca qui), e mi scorrono davanti agli occhi emozioni, ricordi e volti dei miei compagni di tanti anni di viaggi.
Quanti sogni abbiamo condiviso, in quanti paesi ci siamo affacciati con curiosità ed entusiasmo, ma anche con un po’ di timore e incertezza!
Viaggiare in gruppo, e coordinare un gruppo, è ogni volta una scommessa.Ogni nuovo gruppo è come un paese nuovo, da scoprire. Non sempre è sufficiente l’esperienza e la buona volontà perché il viaggio possa dirsi riuscito. E un viaggio è riuscito quando i rapporti funzionano, al di là dell’interesse per ciò che si vede e dello svolgimento o meno dell’itinerario. Nell’album della gallery mancano alcuni gruppi perché non sono più riuscita a ritrovarne le foto (se qualche compagno di quei viaggi mi legge e ne avesse una da inviarmi, lo prego di farlo!). In un solo caso ho però volutamente scelto di non pubblicare la foto di gruppo e di sostituirla con un’immagine. Perché il ‘gruppo’, non c’è mai stato, c’è stata solo conflittualità più o meno latente, nonostante un viaggio semplice, non problematico e organizzativamente ‘riuscito’. Spesso, proprio dove non ci sono problemi veri, si tende a polemizzare su cose insignificanti, mentre i viaggi più impegnativi, in parte già operano una selezione all’origine, in parte fanno emergere da ciascuno le energie migliori.
Scrive Severgnini: “Le vacanze sono come le fotografie. Possiamo dire che non sono venute bene; ma, in fondo, ci somigliano sempre. Siamo noi responsabili di quanto accade”. Lo stesso possiamo dire dei gruppi. Dipende da noi, da tutti noi. Non è sempre facile, in un viaggio si è spesso sottoposti a situazioni di stress e fatica e ci si ritrova 24 ore su 24 con persone che fino al giorno prima erano perfetti sconosciuti. Ma proprio questa condivisione offre occasioni di conoscenza degli altri e di noi stessi che raramente abbiamo nella quotidianità.
Quando prevale lo sconforto (e è successo!), mi guardo indietro e penso che comunque ne è valsa la pena. Penso che viaggiare in gruppo mi ha arricchito tantissimo, di esperienze e di amicizie.
Da A come Avventura: “Vorrei spendere una parola a favore dei viaggi di gruppo, bersaglio favorito di tutti gli antituristi sedicenti viaggiatori. Il viaggio è un’esperienza personale, ma non necessariamente una prova individuale in cui dimostrare le proprie doti di autonomia. La scelta fra viaggio solitario o di gruppo dipende dal paese e dal percorso, oltre che dai gusti e dalle possibilità di ciascuno. Entrambe le scelte comportano vantaggi e svantaggi. Muoversi da soli è più faticoso, ma in cambio permette una maggiore libertà, aiuta a conoscersi e spinge a relazionarsi all’esterno. Il gruppo da un lato offre sicurezza, dall’altro richiede reciproca tolleranza. Soprattutto non è necessariamente sinonimo di isolamento dalla realtà del luogo se si mantengono curiosità e autonomia. Inoltre, abituati come siamo a una società dove si vive isolati nella folla e da estranei nello stesso caseggiato, il viaggio in gruppo può far nascere rapporti veri e non necessariamente effimeri, può far riscoprire valori come condivisione, solidarietà e confronto. Può trasformarsi in un’avventura umana dentro l’avventura del viaggio”.
Arrivederci a tutti, spero di incontrarvi ancora lungo le strade del mondo.
A.M.
