dicembre 13th, 2008 at 12:15 am

Ciao Moussa

“… mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni…”

Oggi ha saputo che a soli 33 anni Moussa se ne è andato. Vorrei ricordarlo a tutti i viaggiatori con le parole che gli avevo dedicato sul mio libro.

 

Molti dei paesi che ho visitato hanno nei miei ricordi il volto di coloro che mi hanno accompagnato alla loro scoperta. Cercando dei luoghi ho trovato persone. Con alcune l’incontro si è trasformato nel tempo in amicizia, con altre ci siamo solo sfiorati, ma il loro volto è l’immagine del paese che mi porto nel cuore. … Nella remota regione di Homborì in Mali, Moussa, alpinista e poeta che ci ha fatto da guida per il trekking: tutti lo chiamano Giovanni Pascoli per il suo italiano perfetto e un poco antiquato, appreso da autodidatta leggendo i nostri scrittori dell’Ottocento. Partendo gli ho lasciato la mia amata t-shirt con stampato l’Infinito di Leopardi: era troppo adatta a quel ragazzo trentenne che, al di là delle sue magnifiche montagne, immagina e sogna il grande mondo e con tanta passione ne studia le lingue per poterlo in qualche modo avvicinare.”

Anna

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4
  • 1

    Cara Laura, l’ho saputo anch’io recentemente. Aveva avuto un incidente d’auto ed era rimasto paralizzato. Un destino terribile per chiunque ma ancora di più per lui che si arrampicava con tanta agilità sulle montagne…

    A.M. on gennaio 14th, 2009
  • 2

    Cosa è successo a Moussa? Leggo solo ora che se ne è andato…….puoi dirmi qualcosa di più? Grazie Laura

    laura on gennaio 14th, 2009
  • 3

    [...] Un Augurio di Bellezza e Leggerezza, dove esamino il vero senso della parola bellezza e leggerezza, Ciao Moussa, l’addio alla guida Moussa che mi ha fatto scoprire il Mali. Moussa sapeva l’Italiano [...]

     

  • 4

    Anch’io ho avuto modo di conoscere personalmente Giovanni Pascoli. Una brava e gentile “guida” che durante il nostro viaggio in Mali ci spiegò il suo paese. Era una giornata caldissima, facemmo un breve trek sulle “Mani di Fatima” e ricordo lui come una persona colta, curiosa, stonava con l’ambiente che lo circondava. Si vedeva che qui si sentiva “stretto” e che avrebbe voluto vedere e imparare tanto, cosa che sfortunatamente la vita non gli ha permesso. Speriamo che i libri italiani non vengano sperduti come sabbia al vento, ma un nuovo Giovanni Pascoli possa crescere in questa terra bellissima.
    fab

    Fabrizio on dicembre 22nd, 2008

 

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