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	<title>AcomeAvventura &#187; V come Viaggiare</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Crisi, cambiamento e opportunità</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
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		<category><![CDATA[Tiziano Terzani]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter - Parole Nomadi &#8211; Cambiamento
Undici settembre, crisi economica, caro petrolio, nuovi conflitti più o meno dichiarati e nuove barriere che dividono popoli e culture. Di pochi giorni fa la notizia di due altri muri intorno a Israele lungo il confine con il Libano e con l’Egitto… E poi le “rivoluzioni” nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/05/Happiness.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5425" title="Happiness" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/05/Happiness.jpg" alt="" width="256" height="320" /></a>Pubblicato su <em>il reporter </em>- Parole Nomadi &#8211; <a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/c-come-cambiamento" target="_blank">Cambiamento</a></p>
<p>Undici settembre, crisi economica, caro petrolio, nuovi conflitti più o meno dichiarati e nuove barriere che dividono popoli e culture. Di pochi giorni fa la notizia di due altri muri intorno a Israele lungo il confine con il Libano e con l’Egitto… E poi le “rivoluzioni” nel nord Africa, movimenti libertari che rischiano di trasformarsi in nuove e diverse prigioni, come la storia recente dell’Iran insegna.</p>
<p>Tutti fattori che hanno profondamente segnato la storia del mondo e dell’Occidente in questo primo decennio del secondo millennio. E che, parlando di viaggi, hanno impresso una battuta d’arresto alla marcia apparentemente inarrestabile del turismo. Oltre ad avere cancellato dalle nostre possibili mete tante destinazioni oggi off-limits o altamente sconsigliate perché pericolose, la crisi economica ci costringe a tagli sui bisogni non necessari, e quindi anche su vacanze e viaggi. In realtà a livello mondiale la battuta d’arresto del turismo è più apparente che reale perché i numeri globali ci dicono che la flessione in Occidente è stata compensata dal suo aumento nei paesi emergenti. Nei paesi occidentali stiamo assistendo soprattutto a un cambio di modalità: si riduce il budget di spesa, privilegiando mete più vicine, soggiorni più brevi e pacchetti low cost o last minute, forse anche perché il viaggio è ormai da molti percepito come un diritto consolidato più che un bene superfluo.<span id="more-5424"></span></p>
<p>Ci sono però altri e potenti cambiamenti che stanno avendo un impatto forte sul turismo, cambiamenti senza possibilità di ritorno. Sono soprattutto due: il rapidissimo avanzamento della società globale, con mescolanze e contaminazioni tra culture e migrazioni mondiali, e la rivoluzione tecnologico-informatica nei campi dei trasporti e della comunicazione. Se &#8220;i viaggi non sono più quelli di una volta&#8221;, i rimpianti e gli amarcord sono però inutili. Indietro non si torna. Meglio cercare di vederne gli aspetti positivi e trasformare anche gli elementi negativi in opportunità. Proprio come quando in viaggio un imprevisto si rivela invece essere un&#8217;occasione. Come? Forse la risposta migliore ce la dà un grande viaggiatore, Tiziano Terzani. Riapriamo il suo libro “Un indovino mi disse”, alla prima pagina: “Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile. La mia, per esempio, aveva tutta l&#8217;aria di essere una maledizione. ‘Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell&#8217;anno non volare. Non volare mai’, m&#8217;aveva detto un indovino. (…) L&#8217;anno 1993 è finito per essere uno dei più straordinari che io abbia passato: avrei dovuto morirci e son rinato. Quella che pareva una maledizione s&#8217;è dimostrata una vera benedizione”. Ricordo quando Terzani, già malato, decise nel 2002 di lasciare il suo volontario esilio in Himalaya, perché, come scrisse in una mail, “Osama Bin Laden smoked me out of my cave”. Tornò in Pakistan e Afghanistan e poi iniziò a percorrere l’Italia in lungo e in largo, non per spingere il suo libro “Lettere contro la guerra”, ma per dirci che sulle ceneri delle Torri Gemelle si poteva costruire una nuova pace, invece di dissotterrare l’ascia di guerra. Un’opportunità che il mondo e l’Occidente non hanno voluto o saputo cogliere.</p>
<p>I cambiamenti possono trasformarsi in nuove opportunità. Prendiamoci una pausa di riflessione e cerchiamo di guardare oltre l’orizzonte grigio delle notizie quotidiane. Aprire e percorrere nuove strade è sempre stato un viaggio in solitaria, di esploratori e pionieri. E di sognatori… Come ha scritto Edgar Allan Poe, “Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna di notte”.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>Da rileggere: “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani.</p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fcrisi-cambiamento-e-opportunita%2F&amp;title=Crisi%2C%20cambiamento%20e%20opportunit%C3%A0"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Donne al volante</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 10:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Donne Al Volante &#8211; Transafrica, di Mariella Carimini e Silvia Gottardi, Casa Editrice Polaris - 2012 -ISBN 978-88-6059-082-4
Pubblicato su il reporter 

“Le due cose importanti che ho imparato sono che ognuno ha la forza che ammette a se stesso di avere e che la parte più difficile è fare il primo passo, prendere la prima decisione&#8230; Avevo scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Cop_DonneAlVolantecop.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5411" title="Cop_DonneAlVolantecop" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Cop_DonneAlVolantecop-102x150.jpg" alt="" width="102" height="150" /></a>Donne Al Volante &#8211; Transafrica, di Mariella Carimini e Silvia Gottardi, Casa Editrice Polaris - 2012 -ISBN 978-88-6059-082-4</p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Donne al volante" href="http://www.ilreporter.com/libri/donne-al-volante-transafrica" target="_blank">il reporter</a> </em></p>
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<p>“Le due cose importanti che ho imparato sono che ognuno ha la forza che ammette a se stesso di avere e che la parte più difficile è fare il primo passo, prendere la prima decisione&#8230; Avevo scoperto in me una capacità e una forza che non avevo immaginato possibili&#8230; Avevo capito la libertà e la sicurezza. Essere liberi significa imparare, mettersi continuamente alla prova, scommettere. E non è affatto un gioco sicuro. Avevo imparato a usare le mie paure come scalini per procedere in avanti, e non come ostacoli”. Sono parole di<em> </em>Robyn Davidson, reduce da un’attraversata in solitaria del deserto australiano. Sembrano scritte per Mariella Carimini e Silvia Gottardi, le due Thelma e Louise italiane, protagoniste del viaggio in fuoristrada dall’Italia al Sudafrica da cui è nato questo libro, un diario di viaggio ricco di consigli, box di approfondimento, schede per ogni paese attraversato e tantissime foto. Nel 2010 la prima sfida: un raid benefico lungo i 14.000 chilometri del Mongol Rally da Milano a Ulaan Baatar, poi questa Transafrica e presto il ritorno in Asia, da Milano a Tokyo, sempre coniugando avventura e solidarietà. Sì, perché ad attenderle al termine del loro viaggio in Africa c’erano le 50 mamas della Casa del Sorriso Cesvi, vittime di violenza e malate di AIDS: a loro sono andati i 24.000 euro raccolti con la missione di “donne al volante”.<span id="more-5410"></span></p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Donne-al-volante.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5412" title="Donne-al-volante" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Donne-al-volante-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>Un’avventura di due mesi da Milano a Cape Town, 16.000 km a bordo di un vecchio Land Rover Discovery ridipinto di rosa e sopranominato “Gazzamobile”, che per loro diventa compagna di viaggio, casa e complice di questa straordinaria avventura. Un viaggio “sporco e ruvido, a tratti molto faticoso e scomodo”, fra deserti, savane e giungle senza supporto meccanico né navigatore, affrontato con l&#8217;incoscienza del viaggiatore e con quella sensibilità tutta femminile che non è fatta solo di meccanica e motori, ma anche di cuore, curiosità e voglia di mettersi in gioco. Mariella e Silvia sono una coppia rosa e vincente, due “donne al volante” giovani, coraggiose, toste e amiche per la pelle. Una bionda e l’altra bruna, con in comune la voglia di avventura, una volontà e un fisico temprati dallo sport professionista, ma soprattutto uno spirito curioso e libero. Due donne-donne che non si spaventano né si arrendono davanti alle difficoltà e ai tanti contrattempi, ma affrontano con allegria scippi, guasti, fatica, notti in tenda sul ciglio della strada, pasti a base di scatolette mentre si guida, giorni senza poter fare una doccia, contrattazioni su qualsiasi cosa, interminabili attese alle dogane, alzatacce alla mattina, forature e inevitabili tensioni. Sempre sicure che dietro a ogni imprevisto si nasconde anche un’opportunità, un incontro, una soluzione, sempre ottimiste e sorridenti. Il segreto? Una frase magica: “no problem!”, come dicono gli africani…</p>
<p>Seguitele Mariella e Silvia sul  loro <a title="Donne al volante" href="http://www.donnealvolante.com/" target="_blank">blog</a>!</p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fdonne-al-volante%2F&amp;title=Donne%20al%20volante"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La colpa di essere turista</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 09:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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Pubblicato su il reporter &#8211; parole Nomadi &#8211; R come Responsabilità 3
“Abbiamo arrestato due turisti che, come centinaia di turisti stranieri, trattano le popolazioni locali come scimmie”; “la dovrebbero smettere di fotografare i membri delle tribù aborigene indiane e di vendere poi i loro scatti”; “le tribù non sono degli oggetti da offrire ai turisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5367" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Orissa-Bonda" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Orissa-Bonda-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></p>
<p>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; parole Nomadi &#8211; <a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/r-come-responsabilita-3" target="_blank">R come Responsabilità 3</a></p>
<p>“Abbiamo arrestato due turisti che, come centinaia di turisti stranieri, trattano le popolazioni locali come scimmie”; “la dovrebbero smettere di fotografare i membri delle tribù aborigene indiane e di vendere poi i loro scatti”; “le tribù non sono degli oggetti da offrire ai turisti e le aree tribali non accettano il turismo. Coloro che le violano dovrebbero essere arrestati e puniti”; “chiediamo di vietare il turismo tribale nello stato dell&#8217;Orissa”. Sono alcune delle affermazioni dei ribelli maoisti Naxaliti che hanno rapito due italiani in Orissa. E alcuni giornali e programmi televisivi italiani hanno parlato di “safari umani”. Nel caso specifico i due italiani rapiti, Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, andavano soli e a piedi nei villaggi, e non possono essere certo accusati di fare turismo invasivo. Per come sono descritti da chi li conosce, ci sono tutte le ragioni per credere che siano stati anche assolutamente rispettosi delle popolazioni tribali. L’unica loro colpa può essere l’essersi spinti in aree a rischio, anche se fino ad ora non si erano registrati rapimenti di stranieri. E anche se il loro comportamento avesse dato spazio a fraintendimenti, nulla giustifica azioni odiose come rapimento e ricatto, che rispondono solo alla logica dei giochi di forza fra interessi del governo, imprese minerarie e forze estremiste, con in mezzo le popolazioni tribali doppiamente vittime.<span id="more-5365"></span></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5366" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Terzani-(foto-da-il-reporter)" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Terzani-foto-da-il-reporter-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></p>
<p>Forse i due italiani una “colpa” ce l’hanno. Sono stranieri (e quindi ostaggi appetibili per ottenere risonanza internazionale) e sono turisti. Indipendentemente dal loro personale comportamento, dobbiamo onestamente ammettere che il turismo, anche se non ha certo tutte le colpe, non è sempre innocente. E che da parte di molti di noi viaggiatori non mancano gli eccessi e gli atteggiamenti scorretti pur di stupire una volta a casa con foto “dell’alieno”. Senza ora entrare in un argomento complesso come quello dei contatti fra culture diverse, vorrei solo riflettere sulla responsabilità individuale di ciascuno di noi non solo verso le popolazioni che incontriamo, ma anche verso gli altri turisti come noi. Dettare norme di comportamento non è né facile, né giusto. Semplicemente perché non ne esistono di assolute e di universali: i valori di ciascuno sono diversi e diverse sono le realtà che si incontrano.  Ognuno si comporti in base alla propria etica, a una sola condizione: il rispetto dell’altro. Perché dovuto, ma anche perché qualcun altro verrà dopo di noi e forse pagherà le conseguenze dei nostri atteggiamenti scorretti.</p>
<p><em>Anna</em></p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fla-colpa-di-essere-turista%2F&amp;title=La%20colpa%20di%20essere%20turista"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Posto quindi sono</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 06:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; parole Nomadi &#8211; F come Facebook
In questa manciata di anni il viaggio è mutato così radicalmente e repentinamente come mai nel passato. Solo marginalmente le cause del cambiamento sono riconducibili a eventi come la crisi economica, l’11 settembre, il prezzo del petrolio o le rivoluzioni del nord Africa. Il cambiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Libia-blog.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5343" title="Libia-blog" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Libia-blog-150x108.jpg" alt="" width="150" height="108" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; parole Nomadi &#8211; <a title="ilreporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/f-come-facebook" target="_blank">F come Facebook</a></p>
<p>In questa manciata di anni il viaggio è mutato così radicalmente e repentinamente come mai nel passato. Solo marginalmente le cause del cambiamento sono riconducibili a eventi come la crisi economica, l’11 settembre, il prezzo del petrolio o le rivoluzioni del nord Africa. Il cambiamento più profondo e senza possibilità di ritorno è stato invece causato dall&#8217;avanzamento della società globale e dalla rivoluzione tecnologica, in particolare da quella informatica.<span id="more-5342"></span></p>
<p>E’ soprattutto internet ad aver rivoluzionato il viaggio, permettendo a tutti di accedere alle informazioni per scegliere e ritagliarsi su misura il proprio viaggio. Anche una volta partiti (ma si parte davvero?) la “nuvola” ci segue ovunque con una connessione permanente attraverso un hardware diventato poco hard e molto light e mobile. E’ sufficiente un semplice smartphone per avere aggiornamenti in tempo reale e aggiornare continuamente (e spesso innecessariamente) gli “amici” dei social networks. In un rettangolo di dieci per cinque centimetri e meno di uno di spessore, disponiamo di GPS, macchina fotografica, orologio, calcolatrice, convertitore di valuta, rubrica, agenda, lettore mp3, videoregistratore, torcia, guida, addirittura proiettore e presto useremo il telefonino intelligente per pagare al posto della carta di credito. E siamo solo all’inizio della fine: quanti altri apparati tecnologici scompariranno a breve fagocitati da questo oggetto cult?</p>
<p>Il vero e profondo cambiamento del nostro modo di viaggiare non è però solo l’uso dello strumento, ma anche le reazioni che genera nel nostro comportamento. Illuminante a questo proposito un recente articolo sul supplemento “Lettura” del Corriere, dal titolo esplicativo “Facebook dunque sono: vivere la vita per documentarla” di Nathan Jurgenson. I viaggiatori nativi digitali, i turisti 2.0, non solo sono sempre connessi con casa e amici quando sono altrove e viceversa con l’altrove quando sono a casa, non solo per loro vicino e lontano sono due variabili passate di moda (“ET… casa”… vi ricordate il film? Non è più così!). Sono passati dal viaggio come meta al metaviaggio, cioè a qualcosa che va oltre gli elementi contingenti dell&#8217;esperienza sensibile, ma esiste soprattutto, o addirittura solo, se raccontato e condiviso, trasformandosi così da esperienza reale in virtuale e mediatica. Chi utilizza i social networks in modo intensivo, osserva il mondo non come un viaggiatore tradizionale. Lo guarda attraverso lo specchio deformante, o comunque condizionante, di Facebook, un po’ come fa il fotografo con la macchina fotografica. Cerca nel viaggio (e nella vita) solo ciò che può condividere attraverso foto, video o post e sceglie soprattutto quegli elementi capaci di raccogliere un buon numero di “mi piace”. “Il vero potere dei social media è di cambiare il modo in cui la nostra coscienza percepisce il mondo, anche quando siamo disconnessi”, scrive Jurgenson. Ecco la vera grande mutazione che sta avvenendo sotto i nostri occhi o meglio sotto l’occhio di FB.</p>
<p>Consiglio di lettura: Mario Gerosa &#8211; Sara Magro, Nuovi Turismi, Morellini 2011</p>
<p><em>Anna</em></p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fposto-quindi-sono%2F&amp;title=Posto%20quindi%20sono"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>C come (I) Care</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Langer]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[ Pubblicato su il reporter -Parole Nomadi &#8211; I care
Viaggiare può essere fatale. Non intendo per i viaggiatori (quello è un rischio calcolato e inevitabile, presente poco o tanto in tutte le attività umane). Parlo dell’impatto su ambiente, società e culture altre. Il turismo si occupa di tempo libero, ma è un’industria sempre più pesante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/orme-spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5311" title="orme spiaggia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/orme-spiaggia-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Spiaggia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5312" title="Spiaggia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Spiaggia-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il reporter -</em>Parole Nomadi &#8211; <a title="care" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/c-come-i-care" target="_blank">I care</a></p>
<p>Viaggiare può essere fatale. Non intendo per i viaggiatori (quello è un rischio calcolato e inevitabile, presente poco o tanto in tutte le attività umane). Parlo dell’impatto su ambiente, società e culture altre. Il turismo si occupa di tempo libero, ma è un’industria sempre più pesante e meno sostenibile, non fosse altro che per la quantità di persone che sposta da una parte all’altra del globo. Il naufragio della nave da crociera Concordia è l’esemplificazione di come i grandi numeri moltiplichino i rischi ambientali. Il paradosso del turismo è che ha un impatto negativo proprio su quel territorio e quelle culture che vorrebbe valorizzare, ma che in realtà scopre, consuma e poi abbandona o ‘declassa’, spostandosi su nuove mete destinate a subire la stessa sorte di progressivo degrado.</p>
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<p>Siamo tutti colpevoli, come canta de André: “anche se proviamo a crederci assolti, siamo tutti coinvolti”. Anche quando scegliamo le destinazioni ‘giuste’, natura incontaminata e popolazioni ‘autentiche’. Anzi, in questo caso gli effetti rischiano di essere ancora più pesanti rispetto a quelli di chi si chiude in un villaggio turistico per un paio di settimane. Non basta viaggiare in modo semplice e spartano, in certi luoghi bisogna proprio non andarci, con buona pace di novelli esploratori e improvvisati antropologi, di governi e T.O. Se poi il ‘progresso’ arriverà anche lì “perché così va il mondo” o perché così decidono le popolazioni che vi abitano, per lo meno non saremo stati noi gli irresponsabili responsabili. Per salvare gli ambienti più fragili e salvaguardare l’integrità fisica e culturale di chi ci vive, questi luoghi devono essere considerati ‘off limits’. Non è sempre necessario andare a vedere di persona così da poter dire “io ci sono stato”, collezionando istantanee da condividere nei social networks con un “Mi piace”. E’ ora che al semplice “Mi piace” sostituiamo un “I care”, o come diremmo noi &#8220;mi importa …mi sta a cuore…&#8221;. Perché se tutti dicessimo più spesso &#8220;I care&#8221;, forse potremmo dare realtà ai sogni e soprattutto un futuro alla terra e a chi verrà dopo di noi.</p>
<p>Come viaggiatrice mi disturba l’atteggiamento di tanta stampa turistica che decanta gli ultimi paradisi invitando a visitarli prima che sia troppo tardi e poi, raggiunto lo scopo (ricevuto il viaggio premio o l’inserzione pubblicitaria dall’ente turistico, venduti la rivista o il pacchetto), manda un inviato a testimoniare i probabili danni provocati dai turisti su quegli ambienti fragili, dandosi pure una patente ecologista e scaricando le colpe su chi ha solo seguito il loro consiglio.</p>
<p>La prognosi dell’impatto turistico non è necessariamente funesta: in molti luoghi è possibile compensarne i costi con i benefici o meglio ancora, far sì che ambiente e popolazioni residenti possano guadagnarci. La natura, là dove ‘paga’, ha più probabilità di sopravvivere ad altre e spesso più devastanti forme di sfruttamento come l’industria estrattiva e del legname, l’allevamento intensivo, le monoculture, la caccia indiscriminata… E’ questo un turismo dai molti aggettivi, ognuno con una sfumatura di significato diversa: responsabile, etico, sostenibile, verde, ecologico, sociale, rurale, accessibile, di comunità, equo e solidale… termini spesso abusati, ma che indicano la sola strada percorribile. Non è solo per viaggiatori alternativi, ma deve rivolgersi anche al turismo tradizionale che, muovendo i grandi numeri, ha una ricaduta maggiore su popolazioni e territori. Impresa difficile, perché, come diceva l’indimenticato Alex Langer, “Il turismo è compatibile con l’ambiente solo a dosi omeopatiche”.  Ma cambiare è necessario. Tutti noi in quanto ‘consumatori’ (ci piaccia o no, il vocabolo è appropriato) abbiamo un potere enorme, spesso sottostimato e poco esercitato, ma che ha la forza di condizionare il mercato: il potere di scelta. Usiamolo!</p>
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<p>Lettura consigliata: “Il Turista Nudo” di Lawrence Osborne, tipico scrittore snob alla ricerca degli ultimi primitivi prima dell’arrivo dell’l’homo turisticus.</p>
<p><em>Anna</em></p>
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