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	<title>AcomeAvventura &#187; U come Ulisse</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 09:35:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I Grandi Viaggiatori di oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 09:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[U come Ulisse]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Ruta de la Plata]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Bonatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi
C’è un’età per andare e una per stare? Con gli anni cambiamo le nostre mete e i modi di viaggiare? O le diversità di stili di viaggio dipendono invece dalla generazione di appartenenza e ce li portiamo dietro nel cammino della vita? Chi sono i grandi viaggiatori di oggi? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/10/Evolution_ok.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5085" title="Evolution" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/10/Evolution_ok-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; <a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/g-come-grandi-viaggiatori" target="_blank">Parole Nomadi</a></p>
<p>C’è un’età per andare e una per stare? Con gli anni cambiamo le nostre mete e i modi di viaggiare? O le diversità di stili di viaggio dipendono invece dalla generazione di appartenenza e ce li portiamo dietro nel cammino della vita? Chi sono i grandi viaggiatori di oggi? Sono riflessioni di questi giorni nate da spunti diversi.</p>
<p>Prima una bellissima proiezione video di un amico viaggiatore, un uomo dal fisico asciutto che certo non ne rivela l’età, uno che prende la bici ed esce di casa a Lugano per andare a Pechino. In bici ovviamente.</p>
<p>Poi la mail di un mitico compagno di viaggi, anche lui oltre le settanta primavere, reduce da trentasei giorni di una “lunga passeggiata spagnola” come l’ha definita lui: la “ruta de la plata”, cui, già che c&#8217;era, ha aggiunto altre tappe sino a Capo Finisterre. Le sue parole? “L&#8217;inizio è stato durotto per i 38 gradi… Le gambe bene, sono saltate alcune unghie ma niente di grave. Tra qualche anno voglio ripetere questa esperienza con altri percorsi. Mai pensare alla carta d&#8217;identità!”.</p>
<p>Per ultimo, un bell’incontro in ricordo di Walter Bonatti organizzato dal TCI, dove gli oratori raccontavano che il grande esploratore si licenziò ormai cinquantenne da Epoca perché gli fu chiesto di scrivere reportage meno avventurosi e più adatti al grande pubblico… Bonatti, si sa, non fa testo (non me ne vogliano i miei due amici se sono un poco parziale… ma lui è stato il primo a farmi sognare i viaggi attraverso i mitici inserti di Epoca). Era unico, uno che lasciò la verticalità dell’alpinismo estremo per buttarsi nell’esplorazione delle terre estreme con la stessa lealtà verso la natura che aveva verso la montagna.</p>
<p><span id="more-5084"></span></p>
<p>Sono pochi quelli della loro generazione che hanno avuto l’opportunità di viaggiare. Quando erano giovani c’era la guerra. E poi il dopoguerra e la ricostruzione. Non era ancora tempo di ferie e di vacanze di massa e i viaggiatori di allora, a parte pochi fortunati, erano quelli dal sud povero al nord che si industrializzava. Molti di quei pochi sono stati o sono dei grandi viaggiatori. “Grandi” oggi per questioni di età, certo, ma anche perché capaci di tracciare nuove vie, di resistere alla fatica, di vincere le sfide, spesso in solitaria e senza grandi mezzi tecnici. Imprese impensabili oggi con quei mezzi. D’altra parte solo un Bonatti può tracciare una nuova via sul Petit Dru lanciando la corda come un lazo per aggrapparsi a uno sperone di roccia, per poi affidarvi la propria vita e uscirne vincitore.</p>
<p>Noi, quelli delle generazioni venute dopo, che abbiamo avuto la fortuna di non vivere direttamente la tragedia di una guerra e che siamo cresciuti durante il boom economico, sembriamo essere meno resistenti. Di noi e dei nuovi viaggiatori dell’epoca di internet alle prossime puntate…</p>
<p>Da leggere o rileggere: Walter Bonatti, “In terre lontane”, B.C. Dalai Editore.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fi-grandi-viaggiatori-di-oggi%2F&amp;title=I%20Grandi%20Viaggiatori%20di%20oggi"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mollo tutto e vado via</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 09:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[U come Ulisse]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, confesso che ieri sera durante la proiezione sul Pacifico organizzata da Albatros Cantù con ospiti Lizzi Eordegh e Carlo Auriemma, i nostri magnifici amici di Barcapulita,  il mio pensiero è stato proprio questo. Mollo tutto e vado via. Basta continuare a fare un po&#8217; Don Chisciotte contro le autostrade, un po&#8217; il capro espiatorio di inquilini nervosi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/04/Barcapulita-Costarica-isola-del-Coco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3723" title="Barcapulita-Costarica-isola-del-Coco" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/04/Barcapulita-Costarica-isola-del-Coco-150x112.jpg" alt="Barcapulita-Costarica-isola-del-Coco" width="150" height="112" /></a>Sì, confesso che ieri sera durante la proiezione sul Pacifico organizzata da <a title="AlbatrosCantu" href="http://www.albatroscantu.it/" target="_blank">Albatros Cantù</a> con ospiti Lizzi Eordegh e Carlo Auriemma, i nostri magnifici amici di <a title="Barcapulita" href="http://www.barcapulita.org/" target="_blank">Barcapulita</a>,  il mio pensiero è stato proprio questo. Mollo tutto e vado via. Basta continuare a fare un po&#8217; Don Chisciotte contro le autostrade, un po&#8217; il capro espiatorio di inquilini nervosi. Scappo. Poi mi sono venute in mente le parole di Saramago&#8230;  &#8220;l&#8217;isola felice è un luogo mobile che appare e scompare sulla carta della fantasia, ma sta ben saldo nel cuore di ognuno di noi&#8221;. Sì, <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/04/Auriemma-2010.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-3722" title="Carlo e Lizzi 2010" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/04/Auriemma-2010-150x112.jpg" alt="Carlo e Lizzi 2010" width="150" height="112" /></a>l’isola felice esiste, ma è l’isola proibita dove è impossibile sbarcare. E  mi sono ricordata che soffro anche di mal di mare&#8230;</p>
<p>Grazie Lizzi, grazie Carlo, il vostro è stato un bellissimo amarcord di vent&#8217;anni di nomadi dei mari tropicali. Immagini uniche, luoghi isolati dal mondo e popolazioni ospitali e gentili. Nel buio della sala e poi con i vostri racconti e le risposte alle tante domande del pubblico numerosissimo e rapito, ci avete fatto evadere e sognare almeno per una sera.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fmollo-tutto-e-vado-via%2F&amp;title=Mollo%20tutto%20e%20vado%20via"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Darwin e la bellezza dell&#8217;evoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[N come News e Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[U come Ulisse]]></category>

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Pubblicato su il reporter
&#8220;L&#8217;uomo scopre nel mondo solo quello che ha dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprirlo&#8221;: parole di Hugo von Hofmannsthal che ben si prestano a chiosare il viaggio di Darwin intorno al mondo. Il viaggio &#8211; come spesso accade &#8211; non gli aveva fornito risposte, ma posto un&#8217;infinita serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1719" title="galapagos-darwin" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/04/galapagos-darwin.jpg" alt="galapagos-darwin" width="600" height="300" /></p>
<p>Pubblicato su <a title="Mostra Darwin" href="http://www.ilreporter.com/eventi/darwin-1809-2009" target="_blank">il reporter</a></p>
<p>&#8220;L&#8217;uomo scopre nel mondo solo quello che ha dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprirlo&#8221;: parole di Hugo von Hofmannsthal che ben si prestano a chiosare il viaggio di Darwin intorno al mondo. Il viaggio &#8211; come spesso accade &#8211; non gli aveva fornito risposte, ma posto un&#8217;infinita serie di domande mentre osservava stupito la splendida capacità d&#8217;adattamento degli esseri vegetali e animali e le piccole differenze fra specie simili. Le risposte le trovò dentro di se al ritorno: in soli otto mesi di lavoro Darwin elaborò quella teoria dell&#8217;evoluzione per selezione naturale che rivoluzionò per sempre la nostra percezione della natura e dell&#8217;uomo.</p>
<p><span id="more-1718"></span></p>
<p>Al celebre naturalista inglese, in occasione del bicentenario della nascita e dei 150 anni dalla pubblicazione del suo libro &#8220;On the origin of species&#8221;, è dedicata la splendida mostra &#8220;Darwin 1809-2009&#8243; in corso a Roma al Palazzo delle Esposizioni fino al prossimo 3 maggio. Da lì proseguirà per Milano (alla Rotonda della Besana dal 4 giugno al 25 ottobre) e quindi per Bari. L&#8217;esposizione ricalca quella organizzata dall&#8217;American Museum of Natural History di New York, con l&#8217;aggiunta di due sezioni, dedicate al darwinismo in Italia e all&#8217;origine dell&#8217;uomo. E&#8217; un emozionante viaggio attraverso la vita dello scienziato, ricostruita intrecciando documenti storici e scientifici a lettere e taccuini. Fossili, tassidermie e animali vivi, reperti raccolti durante il viaggio, modelli, oggetti personali, foto e ricostruzioni degli ambienti della sua casa nel Kent, arricchiscono i testi esplicativi in italiano e inglese. Stanza dopo stanza incontriamo lo studente svogliato ossessionato dai coleotteri, il giovane timoroso ma anche ansioso di imbarcarsi, l&#8217;esploratore ottocentesco che tutto cataloga, il viaggiatore desideroso di tornare in patria dopo un viaggio di cinque anni a bordo del Beagle, lo studioso, il marito e padre amorevole. Emozionante vedere, quasi toccare, in un taccuino del 1837, l&#8217;originale del primo schizzo dell&#8217;albero della vita: un albero con le lettere A,B,C,D a rappresentare le varie specie e sopra due semplici parole: &#8220;Io penso&#8221;. Lì è in nuce l&#8217;intera teoria dell&#8217;evoluzione. Dietro quel foglio di carta si percepisce l&#8217;uomo con i suoi dubbi che si traducono in certezze, con i suoi timori che si dissolvono sotto la pressione dell&#8217;evidenza scientifica. Il genere umano non è al di fuori e al di sopra della natura, non è la meta finale del processo evolutivo, siamo tutti imparentati e le specie cambiano nel tempo. Idee che stanno alla base di tutta la biologia moderna, ma che allora erano assolutamente visionarie, oltre che rivoluzionarie, considerando la concezione dominante dell&#8217;epoca vittoriana e gli strumenti a disposizione per osservare il mondo. Rimane il mistero del principio dell&#8217;universo e l&#8217;unica possibile risposta di Darwin è l&#8217;agnosticismo, la consapevolezza di non sapere. Rimangono le sue parole, un inno alla vita e alla natura: &#8220;Vi è qualcosa di grandioso in questa visione della vita in cui si sono evoluti e continuano ad evolversi innumerevoli forme bellissime e meravigliose&#8221;.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.darwin2009.it/">www.darwin2009.it</a>. Per consultare gli scritti di Darwin <a href="http://darwin-online.org.uk/">http://darwin-online.org.uk</a>.</p>
<p>A.M.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fdarwin-e-la-bellezza-dellevoluzione%2F&amp;title=Darwin%20e%20la%20bellezza%20dell%26%238217%3Bevoluzione"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Una moderna Odissea</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 17:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[B come Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[N come News e Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[U come Ulisse]]></category>

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		<description><![CDATA[ODISSEA del Teatro de los Andes-Testo e regia di César Brie
L&#8217;Odissea riscritta e diretta dall&#8217;argentino César Brie per il Teatro de Los Andes &#8211; da lui fondato nel 1991 in Bolivia, sua patria d&#8217;adozione &#8211; sarà in scena fino a domenica 29 marzo all&#8217;Elfo di Milano per continuare la tournée con un totale di 70 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1475" title="odissea-Brie" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/03/odissea-brie-150x105.jpg" alt="odissea-Brie" width="150" height="105" />ODISSEA del Teatro de los Andes-Testo e regia di César Brie</p>
<p>L&#8217;Odissea riscritta e diretta dall&#8217;argentino César Brie per il Teatro de Los Andes &#8211; da lui fondato nel 1991 in Bolivia, sua patria d&#8217;adozione &#8211; sarà in scena fino a domenica 29 marzo all&#8217;Elfo di Milano per continuare la tournée con un totale di 70 repliche italiane (vedi <a title="repliche" href="http://www.emiliaromagnateatro.com/spettacolo.asp?P_Spt_CID=992" target="_blank">qui</a>).</p>
<p><span id="more-1474"></span></p>
<p>Sono stati necessari tre anni di lavoro per questa rilettura personale e collettiva del poema omerico, che rimescola generi teatrali e discipline, passando dalla commedia alla tragedia e contaminando la prosa con musica, danza e canto. Sul palco dieci giovani ma esperti attori. La scenografia è essenziale: lunghe canne di totora del Lago Titicaca che, aprendosi, richiudendosi e spostandosi lungo binari mobili, creano stanze, prigioni, spiagge, marosi e paesaggi onirici.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1476" title="Cesar Brie" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/03/cesar-brie-150x105.jpg" alt="Cesar Brie" width="150" height="105" />Brie cala Ulisse nella realtà contemporanea offrendo diverse chiavi di lettura, mescolando miti classici e miti andini, memoria e attualità, sfera interiore e sfera sociale, introspezione e denuncia, per poi sempre tornare a Omero e all&#8217;universalità del suo canto. E come Omero ci parla di guerra, brutalità, smarrimento, passione, nostalgia, amore, fedeltà, attesa, umiliazione, solitudine, assenza&#8230; uomini che partono, figli che crescono senza l&#8217;affetto dei padri, donne abusate, mogli che aspettano e scrutano il mare, viaggi senza ritorno&#8230; Vi ritroviamo l&#8217;odissea personale di ciascuno di noi, con i nostri naufragi, i nostri approdi temporanei, i nostri mostri e la nostra Itaca. Ma il viaggio di ritorno da Troia nel testo di César Brie diviene anche e soprattutto metafora del viaggio dei nuovi naufraghi, di quei milioni di moderni migranti che come Ulisse si chiamano Nessuno, perché spesso è loro negata anche un&#8217;identità&#8230; &#8220;il mio nome non importa, qui siamo  nessuno&#8221;. Gli attori sono i personaggi dell&#8217;Odissea: Ulisse, Penelope,Telemaco, Laerte, Circe, Calipso, Nausicaa, ma i loro volti sono quelli dei migranti di oggi, uomini e donne in fuga dalla povertà e dalle guerre, proprio come César Brie che a 18 anni in un volontario esilio lasciò l&#8217;Argentina schiacciata dalla feroce dittatura militare. L&#8217;enfasi è sull&#8217;emigrazione sudamericana negli Stati Uniti, ma la frontiera tra Messico e USA è la stessa che divide le due sponde del Mediterraneo perché uguale è il calvario di chi deve lasciare la propria casa e gli affetti più cari. &#8220;Gli altri Ulisse da dove venivano? Palestina, Iran, Uganda, Uruguay, Paraguay, Bolivia, India Pakistan&#8230;&#8221;. Un viaggio che è forse oggi il solo vero viaggio. Una scrittura che provoca, che diventa oscena per denunciare le oscenità della società. Un&#8217;arte che, come diceva Pessoa, interroga la vita.</p>
<p>Da non perdere.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Funa-moderna-odissea%2F&amp;title=Una%20moderna%20Odissea"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Risolto il mistero della scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry</title>
		<link>http://acomeavventura.com/risolto-il-mistero-della-scomparsa-di-antoine-de-saint-exupery-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 18:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[L come Letture]]></category>
		<category><![CDATA[N come News e Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[U come Ulisse]]></category>

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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista Hugo Pratt parlando di St Exupéry diceva: &#8220;Come è morto? E&#8217; morto ubriaco di ossigeno, o di carenza di ossigeno, forse di stanchezza? In fondo cosa voleva? Voleva sparire? Il fatto è che è sparito veramente in una forma per così dire letteraria, romantica. Meglio così, che un uomo che decide di sparire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;intervista Hugo Pratt parlando di St Exupéry diceva: &#8220;<em>Come è morto? E&#8217; morto ubriaco di ossigeno, o di carenza di ossigeno, forse di stanchezza? In fondo cosa voleva? Voleva sparire? Il fatto è che è sparito veramente in una forma per così dire letteraria, romantica. Meglio così, che un uomo che decide di sparire o è sparito, non sia più ritrovato; diventa un fatto leggendario e diventa un mito per le generazioni future</em>&#8220;<em>. </em>E gli dedicò un bellissimo libro, &#8220;<em>L&#8217;Ultimo Volo</em>&#8220;, Lizard Edizioni, 2004, purtroppo un po&#8217; difficile da trovare.</p>
<p>Oggi sappiamo come morì Antoine de Saint-Exupéry. &#8220;<em>Un pilota della Lutwaffe ha infatti ammesso, dopo oltre 60 anni di mistero, che fu proprio lui a colpire il velivolo dove viaggiava lo scrittore-pilota di guerra. Era così bello che nessuno ne avesse ritrovato i resti (anche se era stato rinvenuto, in mare, un suo braccialetto, e pezzi del suo aereo): lui era sparito nel nulla, come il piccolo Principe, in un viaggi intergalattico verso il suo minuscolo pianeta. Vi interessa sapere il nome dell&#8217;uomo che lo uccise? Per la cronaca, si chiama Horst Rippert, e oggi ha 88 anni. &#8216;Seppi più tardi che si trattava di Saint-Exupery. E avrei voluto che non fosse lui, perché da piccoli tutti abbiamo letto i suoi libri e lo adoriamo&#8217;. Una piccola metafora dell&#8217;assurdità della guerra</em>.&#8221; (da booksblog.it)</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/adieu-saint-ex.jpg" title="Adieu-Saint-Ex"><img width="872" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/adieu-saint-ex.jpg" alt="Adieu-Saint-Ex" height="392" style="width: 827px; height: 344px" /></a></p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/aereo-prima-guerra-mondiale.jpg" title="aereo-prima-guerra-mondiale.jpg"></a></p>
<p><span id="more-415"></span></p>
<p>Nel mio libro &#8220;<em>A come Avventura</em>&#8220;, avevo terminato il capitolo sulla letteratura di viaggio con queste parole: &#8220;<em>Una notte, nel Sahara, ho visto un paesaggio che era il più bello e il più triste del mondo, il luogo dove il Piccolo Principe è apparso sulla Terra e poi è sparito. Mi sono fermata e mi è venuto incontro un bambino: rideva, aveva i capelli d&#8217;oro e non rispondeva alle mie domande&#8230; Forse era un miraggio, può succedere nel deserto</em>.&#8221; E nella nota avevo aggiunto: &#8220;<em>Riferimento alla pagina finale di Il Piccolo Principe. L&#8217;autore, scrittore e pilota francese, morì in un incidente aereo in una missione durante la Seconda Guerra Mondiale, il suo corpo ed il relitto del velivolo non sono mai stati ritrovati: scomparsi come il personaggio della sua favola</em>.&#8221;</p>
<p align="center"><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/piccolo-principe.jpg" title="Piccolo Principe"><img align="left" width="212" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/piccolo-principe.jpg" alt="Piccolo Principe" height="245" /></a></p>
<p align="center"><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/hugo-pratt-lultimo-volo.jpg" title="Hugo Pratt - L’Ultimo Volo"></a></p>
<p>               <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/hugo-pratt-lultimo-volo.jpg" title="Hugo Pratt - L’Ultimo Volo"><img width="294" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/hugo-pratt-lultimo-volo.jpg" alt="Hugo Pratt - L’Ultimo Volo" height="422" style="width: 269px; height: 415px" /></a></p>
<p> Anch&#8217;io, come Hugo Pratt, avrei preferito continuare a immaginarlo scomparso nel nulla, come il suo Piccolo Principe&#8230;.</p>
<p>A.M.</p>
<p align="center"><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/aereo-prima-guerra-mondiale.jpg" title="Aereo-Prima-guerra-mondiale"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/03/aereo-prima-guerra-mondiale.jpg" alt="Aereo-Prima-guerra-mondiale" /></a></p>
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