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	<title>AcomeAvventura &#187; T come Turismo Responsabile</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 15:42:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>C come (I) Care</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Langer]]></category>
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		<description><![CDATA[ Pubblicato su il reporter -Parole Nomadi &#8211; I care
Viaggiare può essere fatale. Non intendo per i viaggiatori (quello è un rischio calcolato e inevitabile, presente poco o tanto in tutte le attività umane). Parlo dell’impatto su ambiente, società e culture altre. Il turismo si occupa di tempo libero, ma è un’industria sempre più pesante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/orme-spiaggia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5311" title="orme spiaggia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/orme-spiaggia-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a> <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Spiaggia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5312" title="Spiaggia" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Spiaggia-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il reporter -</em>Parole Nomadi &#8211; <a title="care" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/c-come-i-care" target="_blank">I care</a></p>
<p>Viaggiare può essere fatale. Non intendo per i viaggiatori (quello è un rischio calcolato e inevitabile, presente poco o tanto in tutte le attività umane). Parlo dell’impatto su ambiente, società e culture altre. Il turismo si occupa di tempo libero, ma è un’industria sempre più pesante e meno sostenibile, non fosse altro che per la quantità di persone che sposta da una parte all’altra del globo. Il naufragio della nave da crociera Concordia è l’esemplificazione di come i grandi numeri moltiplichino i rischi ambientali. Il paradosso del turismo è che ha un impatto negativo proprio su quel territorio e quelle culture che vorrebbe valorizzare, ma che in realtà scopre, consuma e poi abbandona o ‘declassa’, spostandosi su nuove mete destinate a subire la stessa sorte di progressivo degrado.</p>
<p><span id="more-5308"></span></p>
<p>Siamo tutti colpevoli, come canta de André: “anche se proviamo a crederci assolti, siamo tutti coinvolti”. Anche quando scegliamo le destinazioni ‘giuste’, natura incontaminata e popolazioni ‘autentiche’. Anzi, in questo caso gli effetti rischiano di essere ancora più pesanti rispetto a quelli di chi si chiude in un villaggio turistico per un paio di settimane. Non basta viaggiare in modo semplice e spartano, in certi luoghi bisogna proprio non andarci, con buona pace di novelli esploratori e improvvisati antropologi, di governi e T.O. Se poi il ‘progresso’ arriverà anche lì “perché così va il mondo” o perché così decidono le popolazioni che vi abitano, per lo meno non saremo stati noi gli irresponsabili responsabili. Per salvare gli ambienti più fragili e salvaguardare l’integrità fisica e culturale di chi ci vive, questi luoghi devono essere considerati ‘off limits’. Non è sempre necessario andare a vedere di persona così da poter dire “io ci sono stato”, collezionando istantanee da condividere nei social networks con un “Mi piace”. E’ ora che al semplice “Mi piace” sostituiamo un “I care”, o come diremmo noi &#8220;mi importa …mi sta a cuore…&#8221;. Perché se tutti dicessimo più spesso &#8220;I care&#8221;, forse potremmo dare realtà ai sogni e soprattutto un futuro alla terra e a chi verrà dopo di noi.</p>
<p>Come viaggiatrice mi disturba l’atteggiamento di tanta stampa turistica che decanta gli ultimi paradisi invitando a visitarli prima che sia troppo tardi e poi, raggiunto lo scopo (ricevuto il viaggio premio o l’inserzione pubblicitaria dall’ente turistico, venduti la rivista o il pacchetto), manda un inviato a testimoniare i probabili danni provocati dai turisti su quegli ambienti fragili, dandosi pure una patente ecologista e scaricando le colpe su chi ha solo seguito il loro consiglio.</p>
<p>La prognosi dell’impatto turistico non è necessariamente funesta: in molti luoghi è possibile compensarne i costi con i benefici o meglio ancora, far sì che ambiente e popolazioni residenti possano guadagnarci. La natura, là dove ‘paga’, ha più probabilità di sopravvivere ad altre e spesso più devastanti forme di sfruttamento come l’industria estrattiva e del legname, l’allevamento intensivo, le monoculture, la caccia indiscriminata… E’ questo un turismo dai molti aggettivi, ognuno con una sfumatura di significato diversa: responsabile, etico, sostenibile, verde, ecologico, sociale, rurale, accessibile, di comunità, equo e solidale… termini spesso abusati, ma che indicano la sola strada percorribile. Non è solo per viaggiatori alternativi, ma deve rivolgersi anche al turismo tradizionale che, muovendo i grandi numeri, ha una ricaduta maggiore su popolazioni e territori. Impresa difficile, perché, come diceva l’indimenticato Alex Langer, “Il turismo è compatibile con l’ambiente solo a dosi omeopatiche”.  Ma cambiare è necessario. Tutti noi in quanto ‘consumatori’ (ci piaccia o no, il vocabolo è appropriato) abbiamo un potere enorme, spesso sottostimato e poco esercitato, ma che ha la forza di condizionare il mercato: il potere di scelta. Usiamolo!</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Lettura consigliata: “Il Turista Nudo” di Lawrence Osborne, tipico scrittore snob alla ricerca degli ultimi primitivi prima dell’arrivo dell’l’homo turisticus.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fc-come-i-care%2F&amp;title=C%20come%20%28I%29%20Care"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mama Africa</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 05:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[S come Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<category><![CDATA[Donne africane]]></category>
		<category><![CDATA[Nobel per la pace]]></category>

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		<description><![CDATA[
Aggiornamento: il 6 ottobre è stato consegnato il premio Nobel per la Pace a tre donne africane: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul  Karman. La campagna &#8220;Noppaw&#8221; (vedi sotto) aveva proposto  di assegnarlo a  tutte le donne africane, ma la scelta  di queste tre donne che per la pace hanno fatto tanto va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Etiopia-Madre.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4625" title="Etiopia-Madre" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Etiopia-Madre-112x150.jpg" alt="" width="112" height="150" /></a></p>
<p>Aggiornamento: il 6 ottobre è stato consegnato il premio Nobel per la Pace a tre donne africane: Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul  Karman. La campagna &#8220;Noppaw&#8221; (vedi sotto) aveva proposto  di assegnarlo a  tutte le donne africane, ma la scelta  di queste tre donne che per la pace hanno fatto tanto va comunque in questa  direzione. Leggi l&#8217;articolo sul <a title="Nobel per la Pace 2011" href="http://www.elle.it/Sorelle-Italia/premio-nobel-per-la-pace-2011-assegnato-a-tre-donne" target="_blank">Nobel per la Pace </a></p>
<p>Pubblicato su<em> il reporter</em> &#8211; Parole Nomadi &#8211; <a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/m-come-mama-africa" target="_blank">Mama Africa</a></p>
<p>Con l’8 marzo che si avvicina, il pensiero va a tutte le donne, ma in particolare alle donne africane, donne piene di dignità, nonostante tutto. Nonostante vivano in una società maschilista. Nonostante ottomila bambine ogni giorno siano sottoposte all’infibulazione soprattutto in Africa. Nonostante milioni di africane sembrano donne uguali a noi, ma sono state mutilate, tagliate e cucite per una tradizione perversa che nulla centra con la religione. Nonostante guerre fra tribù e fra stati divisi da frontiere improbabili le lascino sole a seppellire figli e mariti, padri e fratelli. Nonostante siano considerate bottino di guerra e su di loro si scateni la violenza peggiore, quella dello stupro. Nonostante l’AIDS le uccida, due volte vittime, della malattia e della promiscuità dei loro uomini. Cose che succedono non solo, ma soprattutto in Africa.<span id="more-4624"></span></p>
<p>Nonostante tutto, le donne africane continuano a lottare perché si usino anticoncezionali e perché almeno i figli che hanno in grembo possano nascere sani e non HIV-positivi. Nonostante i pozzi siano lontani, i raccolti devastati dalle piogge o bruciati dalla siccità, loro continuano a camminare, con le taniche in bilico sopra la testa e il figlio più piccolo legato sulle spalle. Sorridono con i loro denti bianchissimi, riprendono in mano la loro vita e lavorano per la pace. “L’Africa cammina con i piedi delle donne”: con questo slogan l’Associazione Noppaw ha chiesto che venga assegnato il Premio Nobel per la pace 2011 alle donne africane. Perché sono umili, coraggiose e forti.</p>
<p>Noi donne nate in un paese e in un tempo in cui godiamo di libertà e di uguali diritti rispetto agli uomini, possiamo imparare tanto da loro e dalla loro dignità. Perché anche ciò che è garantito sulla carta va testimoniato quotidianamente e difeso dalla minaccia di un potere catodico e dal diffondersi di una cultura che più che maschilista è decadente. Allora ripartiamo dalle donne. Dalle donne d’Africa. “Asante Mama Africa”, grazie tante Mamma Africa.</p>
<p>Consiglio di lettura: “Dall&#8217;Etiopia a Roma, Lettere alla madre di una migrante in fuga”, a cura di Michele Colloca e Mussie Zerai Yosief, Terre di Mezzo. Ti scava dentro.</p>
<p style="text-align: left;">Firma la petizione per assegnare il Premio Nobel per la pace 2011 alle donne africane. Guarda il <a title="noppaw" href="http://www.noppaw.org/" target="_blank">video</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Dai il tuo contributo al Progetto Salute di Mehala per un Centro Maternità a <a title="Bilogo" href="http://www.progettobilogo.blogspot.com/" target="_blank">Bilogo</a> in Burkina Faso.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fmama-africa%2F&amp;title=Mama%20Africa"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;altra metà del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter 
Titolo: Voci dalla rete &#8211; Come le donne stanno cambiando il mondo
Autore: A cura di Maria G. Di Rienzo
Editore: Forum Edizioni
Anno: 2011
Prezzo: € 15.00
Ean: 9788884206855
Se nominiamo Fiji, Vanuatu o le Isole Salomone, pensiamo alle vacanze, probabilmente immaginiamo donne sorridenti e serene. La realtà è un’altra: il 60% delle nazioni del Pacifico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/07/voci-dalla-reteweb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4903" title="voci-dalla-reteweb" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/07/voci-dalla-reteweb-112x150.jpg" alt="" width="112" height="150" /></a>Pubblicato su <em><a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/libri/voci-dalla-rete">il reporter</a> </em></p>
<p>Titolo: Voci dalla rete &#8211; Come le donne stanno cambiando il mondo<br />
Autore: A cura di Maria G. Di Rienzo<br />
Editore: Forum Edizioni<br />
Anno: 2011<br />
Prezzo: € 15.00<br />
Ean: 9788884206855</p>
<p>Se nominiamo Fiji, Vanuatu o le Isole Salomone, pensiamo alle vacanze, probabilmente immaginiamo donne sorridenti e serene. La realtà è un’altra: il 60% delle nazioni del Pacifico non ha leggi contro la violenza domestica, perché “sarebbero contrarie ai costumi tradizionali”, come hanno affermato i capi (uomini) di Vanuatu. E il 73% delle loro mogli pensa che sia diritto dei mariti picchiarle.<a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/07/Il-Giardino-degli-Angeli.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-4906" title="Il Giardino degli Angeli" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/07/Il-Giardino-degli-Angeli-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a><br />
Il libro “Voci dalla rete” racconta di un universo femminile ignorato dalle riviste di viaggio e di norma invisibile ai viaggiatori stessi, lo racconta in presa diretta attraverso le testimonianze di donne raccolte sul web da Maria G. di Rienzo e provenienti dall’intero continente, da paesi lacerati da guerre e da violenze come Afghanistan, Iran e Palestina e da quelli che sono destinazioni turistiche come Namibia, Kenya, Indonesia, Guatemala, Cina, Russia, India&#8230;<br />
Sono testimonianze di vite, di sfide, di battaglie e di resistenze di migliaia di donne. Alcune voci sono positive e piene di speranza, altre drammatiche e sofferte, ma tutte coraggiose, tutte di donne stanche di sopportare e con la voglia di cambiare il loro mondo e il mondo intero. <span id="more-4902"></span><br />
Sono le voci delle contadine colombiane che piantano alberi nel deserto, delle messicane e guatemalteche che denunciano continui femminicidi, delle danzatrici dello Zambia che raccolgono i bisogni della loro gente dando vita a progetti di istruzione, delle madri di Tienanmen che chiedono giustizia&#8230;<br />
Sono le voci di donne confinate in cucina e nella cura della prole, donne a cui non è consentito lavorare fuori casa o guidare un’auto, donne private dei loro beni, spose e madri adolescenti vittime di matrimoni forzati con uomini anziani, donne analfabete, abusate, vendute, costrette alla prostituzione, vittime di “delitti d’onore”, bambine appena nate annegate in un secchio d’acqua sporca&#8230; Violenze che non si possono giustificare in nome del relativismo culturale, della religione, dell’autodeterminazione o della tradizione. Chiamarle cultura è un’offesa alle vittime e alla nostra intelligenza.<br />
Sono tutti frammenti di un universo femminile drammaticamente simile, perché simile è il potere esercitato sul corpo, la sessualità, i pensieri, la libertà e la vita stessa delle donne da una diffusa cultura maschilista e misogina che le considera proprietà e non persone.<br />
Eppure queste donne sono ancora capaci di sognare e di regalare il loro sogno ad altre donne, sono capaci di rompere il silenzio per riprendere in mano le loro vite, pagando il prezzo del loro coraggio.<br />
Pagina dopo pagina si prende dolorosa coscienza che nel mondo c’è una guerra silenziosa, trasversale e non dichiarata, una guerra contro le donne che si manifesta in forme diverse, talvolta subdole, altre volte evidenti, ma con un comun denominatore: la marginalità e la sottomissione di metà della razza umana.<br />
Non possiamo far finta di niente, perché anche noi donne occidentali, in famiglia e sul lavoro, nel privato come nel sociale, siamo parte di quella rete tinta di rosa che avvolge il mondo e che tesse quotidianamente con energia e dignità, coraggio e perseveranza, la trama e l’ordito di un futuro diverso e migliore per tutti. Uomini compresi.</p>
<p><em>Anna</em><a href="http://lunanuvola.wordpress.com/"></a></p>
<p>Per approfondire vai al <a title="lunanuvola" href="http://lunanuvola.wordpress.com/" target="_blank">blog</a> della curatrice</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Flaltra-meta-del-mondo%2F&amp;title=L%26%238217%3Baltra%20met%C3%A0%20del%20mondo"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Né turisti né viaggiatori</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 06:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Mario gerosa]]></category>
		<category><![CDATA[Morellini editore]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi Turismi , di Mario Gerosa e Sara Magro, Editore Morellini 2011
Pubblicato su il reporter
“Nuovi Turismi”: nel titolo c’è già il senso del libro. Non di turismo si parla, ma di turismi al plurale, perché modi (e mode) di viaggiare si sono moltiplicati. E sono nuovi, perché, anche quando rientrano in forme più tradizionali, vengono scomposti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/06/Nuovi_turismi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4853" title="Nuovi_turismi" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/06/Nuovi_turismi-112x150.jpg" alt="" width="112" height="150" /></a><em>Nuovi Turismi </em>, di Mario Gerosa e Sara Magro, Editore Morellini 2011</p>
<p>Pubblicato su <em><a title="Nuovi Turismi" href="http://www.ilreporter.com/libri/ne-turisti-ne-viaggiatori" target="_blank">il reporter</a></em></p>
<p>“Nuovi Turismi”: nel titolo c’è già il senso del libro. Non di turismo si parla, ma di turismi al plurale, perché modi (e mode) di viaggiare si sono moltiplicati. E sono nuovi, perché, anche quando rientrano in forme più tradizionali, vengono scomposti e ricomposti per trasformarli in viaggi a misura di ciascuno.<br />
“Non si viaggia più come una volta”, recita il titolo della bella prefazione, scritta non a caso da Enrico Ducrot, amministratore delegato di un tour operator da sempre legato ai grandi viaggi per un target di fascia alta, ma anche attento a questi nuovi sviluppi nel mondo del turismo. E infatti il viaggio è cambiato radicalmente, così come dovrà necessariamente cambiare, pena la morte stessa del turismo per esaurimento delle risorse, anche il suo modello economico basato sul consumo dei luoghi promossi come mete. <span id="more-4852"></span><br />
La destinazione esotica o lontana oggi non stupisce più nessuno e certo emoziona meno anche il viaggiatore stesso, ormai abituato al diverso da documentari e servizi speciali di riviste patinate. Le nuove tendenze rifuggono dalle vacanze preconfezionate tutto-incluso, dai viaggi esclusivi dove la differenza la fa solo il prezzo, dagli itinerari standardizzati e ingabbiati in percorsi e tempi rigidi, di fatto sempre molto simili anche cambiando operatore. Non si tratta nemmeno di riproporre i tradizionali viaggi su misura, quelli personalizzati solo sostituendo un hotel o aggiungendo un’escursione al format di base.<br />
Il viaggio appartiene alla sfera del tempo libero e allora che sia anche liberato da costrizioni e condizionamenti. Con una sola eccezione: no al turismo sessuale, “inflazionato e deplorevole”, come giustamente sottolineano gli autori.<br />
Il viaggiatore non cerca solo mete tradizionali, tour culturali nelle capitali europee o vacanze mare e sole nell’isoletta greca, safari in Africa o raid nel deserto, viaggi sulla Via della Seta o il classico “coast to coast” negli USA. La tendenza è al viaggio diversificato, caratterizzato e specializzato, dove si mescolano liberamente destinazioni, mode e modi, perché l’importante è non solo il dove ma anche il come.<br />
Grazie a internet, usato non più soltanto per scovare viaggi “last minute” e “low cost”, e ai social network, che offrono condivisione e spunti e creano nuove tendenze, si possono confezionare viaggi davvero su misura e inventare nuovi modi di viaggiare. Per indicare questo stretto legame fra turismo e informatica è nato anche un neologismo, “turismatica”.<br />
“Nuovi Turismi” attraverso la voce dei suoi autori, esperti di mondi reali e virtuali, ci racconta delle più originali, insolite e nuove forme di turismo. Un libro che è una sorta di “work in progress”, utile a chi lavora nel mondo del turismo e fatica a stare al passo con i nuovi trend, ma anche a chi semplicemente ama viaggiare, offrendogli nuovi spunti per costruirsi il proprio viaggio, anche con l’aiuto di un ricco elenco di operatori e di una dettagliata bibliografia.<br />
Si parte dai viaggi virtuali e da quelli in poltrona (e no cost!) senza muoversi da casa e si continua con i viaggi per curarsi o rimettersi in forma, con le destinazioni insolite &#8211; dalle carceri, alle favelas, ai fari – o con altre forme di turismo, dall’ecoturismo al volontourism, da quello religioso a quello sportivo, di studio, letterario, slow, survival, business, culinario, del vino o della birra…<br />
Non più divisioni fra turismo di massa e d’élite, fra viaggiatori e turisti. Semplicemente noi stessi, un po’ più attori del nostro viaggio e non solo spettatori-consumatori del mondo.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fne-turisti-ne-viaggiatori%2F&amp;title=N%C3%A9%20turisti%20n%C3%A9%20viaggiatori"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sì, pedalare!</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 06:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[Claude Marthaler]]></category>
		<category><![CDATA[Marc Augé]]></category>
		<category><![CDATA[Pedalare]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Travel]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi - B come Bicicletta
Elogio della bicicletta in occasione della seconda Giornata Nazionale della Bicicletta domenica 8 maggio
Sì, pedalare, perché la bicicletta…
Non è solo uno strumento o un mezzo di trasporto, ma mescola sport, relax e piacere.
È una filosofia e un linguaggio, è simbolo e utopia.
È popolare e intellettuale.
È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/05/Bicicletta.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4785" title="Bicicletta" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/05/Bicicletta-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a></em></p>
<p>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; Parole Nomadi -<a title="Il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/b-come-bicicletta" target="_blank"> B come Bicicletta</a></p>
<p>Elogio della bicicletta in occasione della seconda Giornata Nazionale della Bicicletta domenica 8 maggio</p>
<p>Sì, pedalare, perché la bicicletta…<br />
Non è solo uno strumento o un mezzo di trasporto, ma mescola sport, relax e piacere.<br />
È una filosofia e un linguaggio, è simbolo e utopia.<br />
È popolare e intellettuale.<br />
È democratica e snob.<br />
È universale e gentile.<br />
Restituisce il piacere di un movimento che è naturale, proprio come respirare.<br />
Fa stare bene.<br />
È a dimensione d’uomo.<br />
Riporta al centro di se stessi e del luogo dove si vive.<br />
Ci fa sentire parte di qualcosa.<br />
È memoria di quando si era piccoli e fa ritornare un poco bambini.<br />
È l’elogio della lentezza, ma capace di regalare il piacere della velocità.<br />
È il vento in faccia e il sudore sulla pelle.<br />
Fa sentire di nuovo il profumo delle stagioni.<br />
È alternativa, ecocompatibile e si parcheggia facilmente.<br />
Ha bisogno solo di muscoli e di un po’ di forza di volontà.<br />
Ama la leggerezza ed è silenziosa.<br />
È semplicità, equilibrio e bellezza.<br />
È uno strumento perfetto e tu sei il musicista.<br />
Non ha diaframmi fra dentro e fuori.<br />
Si muove a contatto con la terra, dentro la natura e fra la gente.<br />
Apre al mondo, e tu lo attraversi e lui ti attraversa.<br />
Modifica lo sguardo, stimola l’attenzione e le dà il tempo di fissarsi nel ricordo.<br />
Allarga gli orizzonti e arriva sempre ovunque.<br />
È una vera compagna di viaggio, capace di trasformarlo sempre in un’avventura.<br />
È libertà e amore per la strada.<br />
E anche se dà dipendenza come la droga, fa bene al corpo, alla mente e al cuore…</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>Due consigli di lettura: “Lo zen e l’arte di andare in bicicletta”, di Claude Marthaler, Ediciclo Editore per il ciclonauta e “Il bello della bicicletta” di Marc Augè, Bollati Boringhieri Editore per sognare un mondo a misura di bicicletta.</p>
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