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	<title>AcomeAvventura &#187; P come Posta del Cuore</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Amarcord</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Come eravamo]]></category>
		<category><![CDATA[Noi che]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi &#8211; A come Amarcord
Riflettendo nei post precedenti sul confronto transgenerazionale fra viaggiatori, sul viaggio che cambia e noi che cambiamo modo di viaggiare negli anni, ripensavo ai vecchi tempi.
E così ho ripreso in chiave di viaggio gli amarcord che a ondate invadono internet, quelli per intenderci della serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/post-it.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5235" title="post it" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/post-it-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; Parole Nomadi &#8211; <a title="ilreporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/a-come-amarcord">A come Amarcord</a></p>
<p>Riflettendo nei post precedenti sul confronto transgenerazionale fra viaggiatori, sul viaggio che cambia e noi che cambiamo modo di viaggiare negli anni, ripensavo ai vecchi tempi.</p>
<p>E così ho ripreso in chiave di viaggio gli amarcord che a ondate invadono internet, quelli per intenderci della serie “noi che eravamo bambini negli anni ’50 o ’60… come abbiamo fatto a sopravvivere?” E allora, vai!</p>
<p>Noi che avevamo solo il numero di telefono di casa e la cornetta era legata alla base con un filo e vivevamo bene anche senza cellulare…</p>
<p>Noi che in viaggio non telefonavamo mai a casa e nessuno si preoccupava…</p>
<p>Noi che non avevamo i navigatori satellitari&#8230;</p>
<p>Noi che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci (fortuna che i canali erano solo due)…</p>
<p>Noi che non avevamo il computer, ma non ci annoiavamo mai…</p>
<p>Noi che le ricerche le facevamo sui libri perché google non c’era…</p>
<p>Noi che “navigare” voleva dire andare per mare…</p>
<p>Noi che scrivevamo le cartoline…</p>
<p>Noi che le lettere le imbucavamo nelle cassette della posta…<span id="more-5233"></span></p>
<p>Noi che “il tuo profilo” non era qualcosa da esibire nei social network..<strong>.</strong></p>
<p>Noi che l’Ipod non c’era e ascoltavamo la musica dei 45 giri di vinile nei mangiadischi…</p>
<p>Noi che le riviste di viaggi non c’erano e divoravamo i racconti di Bonatti nell’inserto di Epoca…</p>
<p>Noi che agosto lo passavamo in colonia…</p>
<p>Noi che la gita scolastica era un evento speciale&#8230;</p>
<p>Noi che i weekend andavamo in campagna e non a Praga o a Lisbona…</p>
<p>Noi che gli zaini erano quelli militari…</p>
<p>Noi che gli scarponi non erano ultraleggeri e in goretex, ma pesantissimi e in cuoio…</p>
<p>Noi che andavamo in montagna con calzettoni e guanti di lana fatti a mano&#8230;</p>
<p>Noi che il pile e la microfibra non c’erano, ma solo la lana per l’inverno e il cotone per l’estate…</p>
<p>Noi che bevevamo dalla stessa bottiglia e non ci prendevamo le malattie…</p>
<p>Noi che avevamo il nascondiglio segreto e la capanna sugli alberi…</p>
<p>Noi che se andavamo in strada non c’era pericolo…</p>
<p>Noi che il Ciao lo avviavamo pedalando…</p>
<p>Noi che andavamo in macchina senza cinture di sicurezza e senza airbag&#8230;</p>
<p>Noi che partivamo in autostop o con l’inter-rail o in quattro sulla duecavalli…</p>
<p>Noi che prendevamo il treno per Londra e vedevamo dal ferry le bianche scogliere di Dover…</p>
<p>Noi che andavamo in India in “magic bus”…</p>
<p>Noi che guardavamo con stupore chi tornava da un viaggio in Africa…</p>
<p>Noi che passavamo la frontiera con le vecchie lire nascoste nel tubetto del dentifricio a causa delle restrizioni valutarie…</p>
<p>Noi che scrivevamo il diario di viaggio sulla moleskine e non sul blog…</p>
<p>Noi che fotografavamo in bianco e nero…</p>
<p>Noi che contavamo i rullini prima di partire…</p>
<p>Noi che al ritorno facevamo gli album delle fotografie…</p>
<p>Noi che l’Apollo 11 il 21 luglio 1969 “Ha Toccato” “No non ha toccato”…</p>
<p>Noi che pensavamo di non invecchiare…</p>
<p>Noi che continuiamo a viaggiare…</p>
<p>Noi che, con un po’ di nostalgia per come eravamo, ci chiediamo come facessimo allora…</p>
<p>Noi che vorremo che i giovani avessero, come abbiamo avuto noi, fiducia nel futuro…</p>
<p>P.S.: Questa volta nessun consiglio di lettura, i protagonisti siamo noi, e ognuno può aggiungere un ricordo&#8230;</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Famarcord%2F&amp;title=Amarcord"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Farsi addio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[L come Letture]]></category>
		<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Jaime Saenz]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Wislawa Szymborska]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è spenta a Cracovia la poetessa polacca Wisława Szymborska, premio Nobel per la Letteratura nel 1996.
Vorrei ricordarla con le sue parole. Perché, come ha scritto il poeta boliviano Jaime Saenz, &#8220;Dire addio e farsi addio è ciò che tocca&#8221;.
&#8220;Tutto è mio, niente mi appartiene
nessuna proprietà per la memoria, 
è mio finché guardo. (&#8230;)
Benvenuto e addio in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spenta a Cracovia la poetessa polacca <a title="La Stampa" href="http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/440819" target="_blank">Wisława Szymborska</a><strong>,</strong> premio Nobel per la Letteratura nel 1996.</p>
<p>Vorrei ricordarla con le sue parole. Perché, come ha scritto il poeta boliviano Jaime Saenz, &#8220;Dire addio e farsi addio è ciò che tocca&#8221;.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Wisława-Szymborska.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5242" title="Wisława Szymborska" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Wisława-Szymborska-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>&#8220;<em>Tutt</em><em>o è m</em><em>io, </em><em>niente mi appartiene</em></p>
<p><em>nessuna prop</em><em>rietà per la memoria, </em></p>
<p><em>è mio finché guardo. (&#8230;)</em></p>
<p><em>Benvenuto e a<em>ddio in un solo sguardo</em>&#8220;.</em></p>
<p>Wislawa Szymborska, “Elegia del Viaggio”</p>
<p>Bellissimo l&#8217;<a title="Saviano" href="http://www.youtube.com/watch?v=8cvlR7kcy9Y" target="_blank">intervento</a> di Roberto Saviano a &#8220;Che tempo che fa&#8221; : &#8220;&#8230; <em>non c&#8217;è vita che per almeno un attimo non sia stata immortale</em>&#8230;&#8221; &#8220;&#8230; <em>ascolta come mi batteva forte il tuo cu</em>ore&#8230;&#8221;.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Ffarsi-addio%2F&amp;title=Farsi%20addio"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Aggiungere poesia alla vita</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Terzani]]></category>

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		<description><![CDATA[31 dicembre 2011, Francia, Mediterraneo
Un mare e a un cielo luminosi come mai, un improbabile caldo sole invernale. Fine anno, momento di riflessione e di inevitabili bilanci su un altro anno che se ne va. Rileggo Terzani, “Un indovino mi disse”: &#8221;La verità è che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Francia-Cape-Ferrat.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5195" title="Francia-Cape-Ferrat" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Francia-Cape-Ferrat-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>31 dicembre 2011, Francia, Mediterraneo</p>
<p>Un mare e a un cielo luminosi come mai, un improbabile caldo sole invernale. Fine anno, momento di riflessione e di inevitabili bilanci su un altro anno che se ne va. Rileggo Terzani, “<em>Un indovino mi disse</em>”: &#8221;<em>La verità è che uno a cinquantacinque anni ha una gran voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, di guardare il mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi. Questa era la mia occasione e non potevo lasciarmela scappare…&#8221; </em>Aveva 55 anni Terzani quando ha dato una svolta al suo lavoro e alla sua vita. E a 65 se ne è andato.<a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Anna-2011-dic-Francia_011.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-5202" title="Anna-2011-dic-Francia_01" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/01/Anna-2011-dic-Francia_011-112x150.jpg" alt="" width="112" height="150" /></a></p>
<p>Guardo indietro, a questo 2011 difficile. Un anno sofferto ma non inutile. Ora  devo trovare il tempo di arare i miei campi, di seminare e poi di guardare crescere il grano. E&#8217; la mia ultima occasione e non posso lasciarmela scappare.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>Un&#8217;<a title="Terzani" href="http://www.youtube.com/watch?v=uQTg-AHlvhI" target="_blank">intervista</a> a Terzani ancora profondamente attuale. Cosa è davvero importante?</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Faggiungere-poesia-alla-vita%2F&amp;title=Aggiungere%20poesia%20alla%20vita"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Auguri a chi ama</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 23:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri]]></category>
		<category><![CDATA[Comete]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[agli amici vicini e lontani, 
a quelli reali e virtuali
a chi ama viaggiare e a chi ama restare a casa
a chi ama scrivere e a chi ama leggere
a chi ama
a tutti un augurio di cuore!
Anna&#8230;
Ma le comete non sono fatte di ghiaccio? Questa cometa kamikaze si è tuffata nel Sole, ha percorso 140mila chilometri a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>agli amici vicini e lontani, </em></strong></p>
<p><strong><em>a quelli reali e virtuali</em></strong></p>
<p><strong><em>a chi ama viaggiare e a chi ama restare a casa</em></strong></p>
<p><strong><em>a chi ama scrivere e a chi ama leggere</em></strong></p>
<p><strong><em>a chi ama</em></strong></p>
<p><strong><em><strong>a tutti un augurio di cuore!</strong></em></strong></p>
<p><strong><em><strong>Anna&#8230;</strong></em></strong></p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/12/cometa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5188" title="cometa" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/12/cometa.jpg" alt="" width="240" height="188" /></a>Ma le comete non sono fatte di ghiaccio? Questa <a title="cometa" href="http://www.galileonet.it/articles/4eeb38c772b7ab5dd1000018" target="_blank">cometa kamikaze</a> si è tuffata nel Sole, ha percorso 140mila chilometri a una temperatura di oltre un milione di gradi centigradi, e ne è riemersa illesa (o quasi). Che sia di buon auspicio per tutti e per il nostro piccolo grande mondo febbricitante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fauguri-a-chi-ama%2F&amp;title=Auguri%20a%20chi%20ama"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Alberi, giganti fragili</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[P come Posta del Cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata dell'albero]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle metafore che più amo per raccontare il mio amore per la mia terra e per la Terra, è quella dell’albero, un albero che affonda le radici nel suolo e i cui rami che si allungano verso il cielo. Testimoni muti del tempo vedono scorrere stagioni e vite. Ma oggi anche i grandi alberi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/Alberi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5144" title="Alberi" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/11/Alberi-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a>Una delle metafore che più amo per raccontare il mio amore per la mia terra e per la Terra, è quella dell’albero, un albero che affonda le radici nel suolo e i cui rami che si allungano verso il cielo. Testimoni muti del tempo vedono scorrere stagioni e vite. Ma oggi anche i grandi alberi secolari sopravvissuti alla cementificazione ci sembrano giganti fragili. E gli spazi a verde fra città e città della nostra Italia sono sempre più ristretti, divorati da strade, cemento o coltivi intensivi. Tocca a noi proteggerli. Oggi è la giornata dell’albero, e per una riflessione vi invito alla lettura di questo bell’articolo pubblicato qualche tempo fa su Il Corriere.</p>
<p><strong><em>Se l&#8217; inquinamento e i batteri cancellano il colore degli alberi</em></strong></p>
<p><strong><em><span id="more-5142"></span></em></strong></p>
<p>… Quando il giovane Cosimo Piovasco di Rondò decise di salire sui rami di un albero e di vivere tra di essi tutta la sua vita, le foreste correvano senza soluzione di continuità dal Mar Mediterraneo al Mar Baltico. E il personaggio creato dalla fantasia di Italo Calvino nel Barone rampante poteva pensare di andare dalla sua Liguria alla Polonia passando da fronda a fronda senza mai dover toccare terra. Allora, all&#8217; inizio della rivoluzione industriale, era naturale che il verde fosse rigoglioso e le foglie risplendessero. Oggi, due secoli dopo, è cambiato tutto. Nei boschi d&#8217; Italia, soltanto in questi ultimi anni &#8211; secondo i risultati del progetto «Futmon» per il monitoraggio delle foreste finanziato dall&#8217; UE &#8211; gli alberi hanno perduto il 30 per cento del fogliame, e i colori delle foglie sono sbiaditi del 10 per cento. Il che va di pari passo con la notizia di qualche tempo fa che in vaste regioni d&#8217; Europa la luce è diminuita di intensità nella stessa proporzione. Ci aspetta in futuro una realtà più grigia e più opaca, anche fuori di metafora? Nemici degli alberi sono i parassiti, e contro questi ci sono sicuramente i rimedi. Penso alla battaglia ingaggiata per salvare le palme dal punteruolo rosso. Ma i nemici più insidiosi si chiamano smog, ossido di carbonio, mutamenti climatici. Molti non li vogliono vedere. Li minimizzano. Ci scherzano sopra. E intanto gli alberi deperiscono. Ce ne sono ancora tanti, dodici miliardi soltanto in Italia. Ma perdono consistenza e colore. Si ammalano e diventano fragili. Perdono fascino, e, soprattutto, la capacità di parlare ancora al cuore degli esseri umani. Gli alberi più danneggiati sono le querce e i castagni. È sorprendente che subiscano di più l&#8217; attacco dell&#8217; inquinamento proprio loro, i più solenni, i più forti e i più longevi. Una quercia può vivere duemila anni. Un castagno millecinquecento. Già questo dovrebbe incuterci una forma di rispetto, forse di reverenza, se questo sentimento avesse ancora presa tra noi. Il castagno tutto dorato che vediamo risalendo una collina in autunno è lì da prima di Carlo Magno, la quercia il cui tronco noi possiamo ancora toccare è stata contemporanea di Cristo. Gli alberi hanno sempre avuto un valore simbolico straordinario per tutte le civiltà. Per i Greci Atena si identifica con l&#8217; ulivo e Artemide con il cedro, gli Indù venerano l&#8217; albero detto Ashvattha come manifestazione della sacralità dell&#8217; universo. Nelle tradizioni ebree e cristiane l&#8217; albero rappresenta innanzi tutto la vita dello spirito, per i Celti, adoratori dei boschi, la quercia è simbolo di scienza, forza e vita. Non si possono lasciar ammalare gli alberi, senza pensare che così lasciamo ammalare l&#8217; essenza della nostra civiltà. Forse ci sono speranze. La Liguria è rimasta con il Trentino la regione a più alto tasso di boscosità nonostante gli scempi cinquantennali e quotidiani della speculazione edilizia, Toscana e Sardegna, regioni turistiche per eccellenza, hanno conservato in assoluto più superficie di boschi di tutte le restanti regioni d&#8217; Italia. Bisogna amarli, gli alberi. Abbracciarli, sentire la sintonia tra il pulsare del proprio cuore e il silenzio secolare del tronco è una buona terapia per scaricare tensioni. Bisogna saperli vedere… (Conte Giuseppe -23 dicembre 2010 &#8211; Corriere della Sera. Per leggere l’intero articolo andare a questo <a title="Corriere" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/23/inquinamento_batteri_cancellano_colore_degli_co_9_101223035.shtml " target="_blank">link</a>.</p>
<p><em>Anna</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Falberi-giganti-fragili%2F&amp;title=Alberi%2C%20giganti%20fragili"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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