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	<title>AcomeAvventura &#187; O come Ozio</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Slow Down</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 22:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[O come Ozio]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della lentezza]]></category>
		<category><![CDATA[Slow]]></category>

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Pubblicato su il reporter -Parole Nomadi &#8211; Slow
 Il prossimo 28 febbraio sarà lo “slow day”, la giornata della lentezza. E’ una parola che va di moda. Ha iniziato lo “slow food” e poi si è passati allo “slow travel”, argomenti su cui si è scritto tantissimo. Quindi per evitare ripetizioni, questa volta preferisco una divagazione meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Relax.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4622" title="Relax" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2011/02/Relax-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a></p>
<p>Pubblicato su <em>il reporter</em> -Parole Nomadi &#8211; <a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/s-come-slow">Slow</a></p>
<p> Il prossimo 28 febbraio sarà lo “slow day”, la giornata della lentezza. E’ una parola che va di moda. Ha iniziato lo “slow food” e poi si è passati allo “slow travel”, argomenti su cui si è scritto tantissimo. Quindi per evitare ripetizioni, questa volta preferisco una divagazione meno saggistica e più personale… Oggi ho risposto a un amico viaggiatore che mi aveva prima inviato e poi sollecitato a leggere il suo manoscritto di 136 pagine: “Non ho tempo” e altre due persone a cui volevo parlare mi hanno dato la stessa risposta. E’ una frase sgradevole, ma che sentiamo ripetere spesso e che probabilmente usiamo spesso, forse perché abbiamo davvero cose vitali da fare, ma forse anche perché ci fa sentire più importanti. E poi non avere tempo ci impedisce di fermarci ad ascoltare e ad ascoltarci.</p>
<p><span id="more-4621"></span></p>
<p>Questa volta io l’ho detto esattamente per il motivo opposto. Non mi importa di sentirmi importante (l’allitterazione è rafforzativa…) o necessaria. Vorrei riprendermi il tempo. Ho voglia di fermarmi ad ascoltare. Voglio sentire la vita. La primavera che arriva. Le giornate che si allungano. Voglio parlare con il mio vicino. Essere gentile. Sorridere. Leggere. Camminare (lentamente). Voglio perdere tempo. Avere un attimo in cui posso pensare di non dovere fare nulla. Stare in ozio. Guardare un film stupido. Fare una telefonata lunga un’ora. Stare ferma, o meglio girare al ritmo della terra. Fare la pace con il tempo. Voglio fare un viaggio lungo, uno di quelli che parti e non sai quando torni… proprio come un viaggiatore vero e non un turista, secondo la definizione classica. Non mi importa se vicino o lontano, basta che sia lento e lungo. Senza orologi. E che abbia tanti “tempi morti”. Voglio perdermi per un po’. O far perdere le mie tracce. Non devo più conquistare il mondo, ma vorrei farmi conquistare dal mondo. C’è un tempo per tutto, e adesso vorrei fosse il momento di avere tempo. Non solo avere del tempo libero, ma anche del tempo vuoto, senza obiettivi da conseguire. E invece tutte queste parole suonano utopiche perché se le giornate non me le riempiono gli altri me le riempio da sola in una sorta di attivismo patologico che assomiglia a una bulimico stakanovismo esistenziale. Avrei bisogno di andarmene un po’ in Africa, dove i ritmi sono rallentati, dove la gente qualche volta semplicemente sta e non fa sempre qualcosa. Mi ricordo di aver letto la storia di un esploratore bianco che viaggiava nella savana africana a tappe forzate aiutato da alcuni portatori. A un certo punto questi si fermano e si rifiutano di riprendere il cammino, dicendo che dovevano aspettare le loro anime rimaste indietro. Ecco io vorrei aspettare la mia anima. Vorrei premere il tasto “rewind”. Non è possibile? Allora prima che qualcuno prema “stop” vorrei mettere il nastro della vita in “pause”… Stop! Tempo scaduto. Mi hanno spiegato che i post non devono essere troppo lunghi, perché nessuno ha più tempo…</p>
<p>Lettura consigliata? Settimana scorsa suggerivo di spegnere la luce, questa anche di rilassarsi su un’amaca. Senza libri. Solo della buona musica.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fslow-down%2F&amp;title=Slow%20Down"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Le 100 cose da fare prima di morire</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 10:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[L come Letture]]></category>
		<category><![CDATA[N come News e Newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[O come Ozio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dave Freeman, il co-autore del best-seller &#8220;100 things to do before you die. Travel events you can&#8217;t miss&#8221; se ne è andato a soli 47 anni per un banale incidente domestico, trauma cranico da caduta.
Aveva inaugurato nel ‘99 con il suo libro &#8220;100 cose da fare prima di morire&#8221; il filone di pubblicazioni con elenchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/freeman1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-770" title="freeman1" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/freeman1-97x150.jpg" alt="" width="97" height="150" /></a>Dave Freeman, il co-autore del best-seller &#8220;100 things to do before you die. Travel events you can&#8217;t miss&#8221; se ne è andato a soli 47 anni per un banale incidente domestico, trauma cranico da caduta.</p>
<p><span id="more-766"></span>Aveva inaugurato nel ‘99 con il suo libro &#8220;100 cose da fare prima di morire&#8221; il filone di pubblicazioni con elenchi  ragionati di tutto ciò che si dovrebbe vedere, fare, leggere, godere&#8230; prima che sia troppo tardi. Pare fosse arrivato a vivere soltanto la metà delle esperienze raccomandate nella sua guida sui luoghi più belli. Non ne ha avuto il tempo. &#8220;La vita è un viaggio breve. Bisogna essere sicuri di essersi divertiti più possibile e di aver visto tutti i luoghi più belli della Terra prima di fare le valigie per l&#8217;ultima volta&#8221;, aveva scritto nell&#8217;introduzione del suo libro. E forse anche questa sua morte inaspettata e prematura è il centounesimo consiglio, l&#8217;ultimo e il più importante, che ci ha lasciato. Non per banalmente &#8220;goderci la vita&#8221;, ma per godere della vita.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/014-per-volare.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-771" title="per sognare" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/014-per-volare-150x105.jpg" alt="" width="150" height="105" /></a>Forse, ispirandoci al suo libro e ai tanti cloni che ne sono seguiti e anche ripensando alla banalità e imprevedibilità della sua morte, dovremmo fermarci per fare il nostro piccolo elenco con tutte le esperienze cui non vorremmo rinunciare. Essere ricchi oggi significa soprattutto avere il tempo per soddisfare la propria immaginazione e dare spazio ai propri sogni.  &#8221;La vida es sueño y los sueños, sueños son&#8221; scriveva Calderòn de La Barca. Ma anche i sogni sono importanti. Sono però così tanti gli stimoli e le offerte della società dei consumi che corriamo il rischio di diventare dei frustrati alla vana rincorsa di obiettivi e di beni irraggiungibili. Non foss&#8217;altro per questioni di tempo massimo a disposizione. Vogliamo tante, forse troppe cose. Diventa allora importante darsi obiettivi veri e stimolanti, ma anche realistici. E accettarci per come siamo perché in fondo (e sono convinta che Mr. Freeman se mi sta ascoltando sarebbe d&#8217;accordo con me), godere di quel bene dato per scontato, e che scontato non è, che è la vita, è già un grande privilegio.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fle-100-cose-da-fare-prima-di-morire%2F&amp;title=Le%20100%20cose%20da%20fare%20prima%20di%20morire"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Autoscatto</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 00:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[C come Casa]]></category>
		<category><![CDATA[O come Ozio]]></category>

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		<description><![CDATA[    
Un&#8217;estate stanziale la mia. Doveva essere di lavoro con alcune ristrutturazioni da seguire (che faticosamente marciano), diverse migliaia di diapositive da riscansionare. Più varie ed eventuali. Oggi ho buttato nel cestino un mese esatto di lavoro (sì, ho proprio fatto click su &#8230;

&#8220;rimuovere la cartella e tutto il suo contenuto &#8230; la cartella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/corsica-5.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-728" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/corsica-5-150x112.jpg" alt="" width="147" height="104" /></a>  <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/corsica-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-724" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/corsica-2-150x104.jpg" alt="" width="139" height="104" /></a>  <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/hawaii-2.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-729" title="hawaii-2" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/hawaii-2-150x112.jpg" alt="" width="141" height="103" /></a></p>
<p>Un&#8217;estate stanziale la mia. Doveva essere di lavoro con alcune ristrutturazioni da seguire (che faticosamente marciano), diverse migliaia di diapositive da riscansionare. Più varie ed eventuali. Oggi ho buttato nel cestino un mese esatto di lavoro (sì, ho proprio fatto click su &#8230;</p>
<p><span id="more-723"></span></p>
<p>&#8220;<em>rimuovere la cartella e tutto il suo contenuto &#8230; la cartella è troppo grande per il cestino&#8230; rimuovere definitivamente.</em>..&#8221; quasi piangevo, anzi a dirla tutta piangevo proprio). Poi ho reimballato lo scanner traditore (nuovo di pacca e non certo a buon mercato) per evitare la tentazione di riprovarci nell&#8217;attesa che riapra l&#8217;assistenza a settembre. Lo so, ho delle scadenze, ma quando la sfiga colpisce, ho capito (dopo un mese di lotta vana) che è inutile opporsi, meglio assecondare gli eventi.<br />
Così oggi ho terminato un articolo sui blog per la Compagnia dei Viaggiatori. Beh, la mia estate non finisce qui&#8230; ci sono anche le bellissime nuotate nel lago di Montorfano fra anatroccole, rondini e qualche pantegana di passaggio. E i giri con la mia nuova MBK. Però ieri mi ha tradito pure lei&#8230; ma questa volta me ne assumo tutta la responsabilità: ho scoperto che i freni a disco sono un&#8217;altra cosa rispetto ai vecchi freni cigolanti a cuscinetto. Inchiodano. E tu voli e la bici ti vola sopra).<br />
Ecco un quadretto realistico della mia estate stanziale ad uso di amici stupiti perché non sono ne in partenza ne in arrivo. Tra l&#8217;altro leggendo (beh sì, naturalmente un po&#8217; di tempo per la lettura lo riesco sempre a trovare) la rivista illywords (vi potete <a title="Illywords" href="http://www.illy.com/wps/wcm/connect/it/illy/arte/illywords/" target="_blank">abbonare</a> gratuitamente e vi arriva per posta), ho trovato un interessante spunto di autoanalisi. Il numero, monografico, si intitola &#8220;Autoscatto&#8221; e il Signor Andrea Illy scrive: &#8220;<em>L&#8217;esercizio dell&#8217;autoscatto aiuta a distillare quello che ha funzionato e funziona meglio, a identificare i propri punti di forza</em>&#8220;  e, da donna, aggiungo di debolezza. Nel mio caso sempre e soprattutto tecnologica (e i freni a disco sono un ottimo esempio/metafora, bastava conoscerne prima il funzionamento senza doverlo sentire sulla propria pelle&#8230;).<br />
In questo mese ho scansionato (e appunto &#8220;cestinato&#8221;) una trentina di viaggi. Migliaia di scatti, di fermo-immagine su tante avventure. Ce ne é assai di materiale per guardarsi dentro, per vedersi con gli occhi degli altri, per riconoscersi talvolta a stento in un atteggiamento o in un luogo di cui avevamo perso memoria o per rivivere le emozioni di tanti incontri e scoperte&#8230;<br />
A proposito di autoscatto: in foto mi vedo più bella di quella che sono (ovvio visto che gli anni passano) ma anche di quella che ero. Suppongo che le foto in cui apparivo più in carne io le abbia saggiamente cestinate già ai tempi. E poi sono sempre stata fotogenica.<br />
Che cosa ho fatto questa estate? Mi sono &#8220;persa a guardare&#8221; come scrive in un&#8217;intervista sempre sulla stessa rivista Mimmo Jodice: &#8220;<em>Noi oggi siamo sempre più stravolti da un mondo che ci stritola. In fondo chi si ferma oggi ad osservare dove vanno nuvole? Perdersi a guardare è fondamentale</em>&#8220;.<br />
A.M.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/hawaii-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-730" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/hawaii-1-104x150.jpg" alt="" width="104" height="150" /></a>  <a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/usa-con-elisa.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-731" title="usa-con-elisa" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2008/08/usa-con-elisa-104x150.jpg" alt="" width="104" height="150" /></a></p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fautoscatto%2F&amp;title=Autoscatto"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Viaggiare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 1993 13:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[O come Ozio]]></category>
		<category><![CDATA[T come Turismo Responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[V come Viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla rivista mensile Cantù Oggi &#8211; 1993 
In quest’epoca di crisi economica, lira debole e inquinamento cittadino, gli opinion leaders sembrano aver mutato rotta e voler celebrare le piccole gioie del soggiorno tranquillo nella casa di campagna, piuttosto delle meraviglie del viaggio esotico. Non vorrei rientrare in questa vena di forzata austerity, ma vorrei cercare di approfondire, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalla rivista mensile <em>Cantù Oggi</em></strong><strong> &#8211; 1993 </strong></p>
<p><img id="image186" title="meditazione.jpg" alt="meditazione.jpg" hspace="5" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2007/08/meditazione.miniatura.jpg" align="left" vspace="5" border="0" />In quest’epoca di crisi economica, lira debole e inquinamento cittadino, gli opinion leaders sembrano aver mutato rotta e voler celebrare le piccole gioie del soggiorno tranquillo nella casa di campagna, piuttosto delle meraviglie del viaggio esotico. <span id="more-88"></span>Non vorrei rientrare in questa vena di forzata austerity, ma vorrei cercare di approfondire, al di là delle mode del momento e dei ‘doveri sociali’ di stare o andare, il perché dell’ansia e della passione per il viaggio che prendono alcuni di noi.<br />
Nel passato non esisteva il viaggio liberamente scelto: era o decretato dagli dei, come l’Odissea, o finalizzato ad uno scopo preciso come per cavalieri e pellegrini, esploratori e mercanti. In epoca moderna le cose cambiano; già per i romantici, allo scopo formativo del grand tour si associava il piacere e la libera scelta; ma è solo molto più recen­temente che questo fenomeno da ristretto diventa di costume e nasce il viaggio come vacanza.<br />
Vacanza = mancanza. Mancanza di cosa? Delle ordinarie occupazioni, che danno un senso, per quanto provvisorio, al nostro esistere, spesso impedendoci di trovare il tempo di confrontarci con noi stessi.<br />
La vacanza, questo spazio vuoto da riempire, può essere vissuta in modi diversi. Come semplice fuga dalle costri­zioni, dai ritmi e dai problemi del quotidiano, meglio se in naesi lontani. E’ il caso del ‘turista’, cioè di chi ‘si lascia viaggiare’ , cercando di ridurre al minimo le scomodità, rifugiandosi nelle isole d’Occidente sparse un po’ su tutto il globo, non avendo mai un rapporto diretto con gente e luoghi visitati, ma sempre filtrato da tour operators, accompagnatori e guide. Al massimo colleziona immagini e oggetti che gli danno l’impressione di avere visto e toccato il diverso in un mondo sempre più uniforme. Il suo è un viaggio di piacere, il cui intento non è quello di produrre alcun cambiamento in chi lo compie: ‘Caelum, non animum mutant, qui trans mare currunt”, scriveva Orazio.<br />
Una categoria diversa dal turista è quella del viaggiato­re, ma qui le cose si complicano. “Non c’è viaggio se non cè pensiero”, ammonisce Ceronetti. Viaggiare significa mettere in movimento la propria mente, non vi è viaggio se essa rimane ancorata al luogo di partenza, vi è solo un corpo inutilmente e penosamente trasferito da un luogo all’altro. Il viaggiatore forzato, che vive la vacanza come surrogato del lavoro, con ritmo lavorativo, tabella di marcia e obiettivi da raggiungere, sia che riguardino lo sport, sia l’arte, l’avventura o la sopravvivenza, ancora una volta si impedisce di pensare. Meglio sarebbe una tranquilla vacanza—relax in qualche luogo ameno per riposare il corpo e forse anche ricreare lo spirito.<br />
Il viaggio può invece essere un percorso solo mentale e non fisico, spaziando con la mente e lasciando il corpo immobile -</p>
<p>“Ma sedendo e mirando, interminati<br />
Spazi di là da quella, e sovrumani<br />
Silenzi, e profondissima quiete,<br />
Io nel pensier mi fingo: ove per poco<br />
Il cor non si spaura.”<br />
(Leopardi, l’Infinito)</p>
<p><img id="image185" title="relax.jpg" alt="relax.jpg" hspace="5" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2007/08/relax.jpg" align="left" vspace="5" border="0" />Una volta appresa la via per l’avventura interiore, quella esteriore può diventare solo una distrazione. In opposizione all’esasperato muoversi e non pensare, acquista allora significato rimanere entro i confini della propria casa o ritornare ai luoghi familiari, pietre miliari lungo il nostro cammino, immergendoci nell’otium e trovando nel pensiero la nostra geografia interiore. In fondo anche l’Odissea, il viaggio per eccellenza, significa ‘il ritorno’, non la partenza.<br />
Si può però anche scegliere di viaggiare con la mente e con il corpo, purchè “tra le angosce della camera d’albergo e i disagi dei cambiamenti di luogo, non si sprechino i frutti dell’attenzione” (Ceronetti). I disagi sono insiti nell’abbandono della propria tana e delle proprie certezze; l’importante è che non assorbano la nostra attenzione tanto da impedirci di pensare. Non serve l’esotico e il diverso ad ogni costo, serve guardare e vedere con occhi diversi. La curiosità verso il mondo esterno diventa uno sguardo verso il mondo interno. La vacanza, questo spazio vuoto da riempire. Può diventare un’occasione per l’anima, uno strumento per una ricerca fuori da sé e il simbolo esteriore di una ricerca dentro se stessi. Può diventare un’occasione di spaesamento per intravedere degli altri io possibili, per uscire dal ruolo che ci è toccato in sorte rappresentare nelle commedia della vita, per diventare consapevoli della nostra casuale esistenza in una terra sostanzialmente indifferente, dove milioni di persone come noi, nascono, generano e muoiono con tanta più naturalezza di noi.<br />
Il viaggio quindi come momento di trasformazione, attraverso la scoperta di se stessi e la possibilità di guardare oltre se stessi che esso offre.<br />
Scrive Goethe in ‘Viaggio in Italia’ : “In generale nulla si può Paragonare alla novella vita che l’osservazione di un paese nuovo infonde all’uomo che pensa. Sebbene io sia sempre lo stesso, mi sembra di essere mutato fino al midollo delle ossa “­Dunque, per tutti coloro che sono disponibili a ‘pensare il viaggio può tornare ad essere ‘viam agere’, fare strada, ‘travel’ , da ‘travail, lavoro fisico e mentale e progress’, progredire, che in antico inglese significava appunto viaggio.</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fviaggiare%2F&amp;title=Viaggiare"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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