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	<title>AcomeAvventura &#187; I come Internet</title>
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	<description>di Anna Maspero, riflessioni sul senso del viaggio</description>
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		<title>Il copyright al tempo di internet</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; Parole Nomadi &#8211; Originalità
Il 23 aprile è stato dichiarato dall’UNESCO “the World Book and Copyright Day”, giornata del Libro e della protezione della proprietà intellettuale delle opere. Argomento spinoso e complesso quello del diritto d’autore e che certo necessita una riflessione, vista la tendenza, volenti o nolenti, non verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Copyleft.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5399" title="Copyleft" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/04/Copyleft.jpg" alt="" width="110" height="110" /></a>Pubblicato su<em> il reporter</em> &#8211; Parole Nomadi &#8211; <a title="il reporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/o-come-originalita" target="_blank">Originalità</a></p>
<p>Il 23 aprile è stato dichiarato dall’UNESCO “the World Book and Copyright Day”, giornata del Libro e della protezione della proprietà intellettuale delle opere. Argomento spinoso e complesso quello del diritto d’autore e che certo necessita una riflessione, vista la tendenza, volenti o nolenti, non verso il copyright, ma verso il “copyleft”, “l’open source” e “l’open content”, cioè verso una logica di condivisione su basi spesso gratuite.</p>
<p>Il diritto d’autore è nato per difendere l’attribuzione, l’unicità e l’originalità delle opere dell’intelletto, concetti cari all’Occidente moderno, ma non altrettanto importanti nel nostro passato e neppure nelle culture altre, dove la produzione artistica, musicale o letteraria è, o è stata, in genere anonima o collettiva. Ne sono un esempio le gallerie di pitture rupestri disseminate nel Sahara, così come la forza potente e simbolica della statuaria africana o la sua musica così vitale e popolare. Un’arte che non è fine a se stessa, ma che serve a rafforzare l’identità collettiva, sia che abbia scopo rituale o che venga applicata a oggetti d’uso quotidiano o che serva a trasmettere valori. Un’arte che “non ha prezzo” e che ancora possiamo incontrare viaggiando attraverso le culture di paesi dove la logica del mercato non è prevalente. Per noi invece un oggetto o un’opera diventano arte soprattutto attraverso l’attribuzione di un valore, inteso come monetario. E se il denaro è il metro di misura, ciò che è gratuito e condiviso viene inevitabilmente svalutato. <span id="more-5398"></span></p>
<p>L’arrivo di internet e del digitale ha però scompigliato le carte e per la legislazione è diventato così sempre più difficile garantire i “diritti d’autore”. Internet da semplice strumento di accesso a un’informazione unidirezionale fruita individualmente, è diventato anche uno strumento creativo e di condivisione, sempre più sociale, partecipativo e pluridirezionale. Il consumatore è diventato “prosumer”, cioè utente attivo o meglio, interattivo. Il processo di digitalizzazione ha reso tutto più semplice e immediato: qualsiasi cosa è riproducibile, fruibile su media diversi e difficilmente controllabile (all’inizio fu la musica, ma la digitalizzazione investe ormai ogni campo, dall’immagine alla parola). Nel web 2.0 circolano informazioni e idee senza più sorgente certa, suoni, immagini e parole vengono mescolati, arrangiati e rimixati in un “mash-up” generalizzato. Non parlo di un banale copia-incolla che sarebbe semplice plagio, ma di nuovi prodotti in nuovi contesti ottenuti ricombinando materiale proprio come altrui. Internet sembra così riportare l’autore in una dimensione meno individuale e più collettiva, semplice anello di una catena dove ciascuno prende in prestito da altri pensieri e immagini, tecniche e suggestioni, ricombinandoli e arricchendoli. Nessuno è originale, ma tutti possiamo produrre qualcosa di inedito e personale su cui dobbiamo capire come sia oggi possibile garantire il diritto a un giusto riconoscimento. Benvenuti nel mondo virtuale, o forse meglio in quello reale.</p>
<p><em>Anna</em></p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fil-copyright-al-tempo-di-internet%2F&amp;title=Il%20copyright%20al%20tempo%20di%20internet"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Posto quindi sono</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 06:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; parole Nomadi &#8211; F come Facebook
In questa manciata di anni il viaggio è mutato così radicalmente e repentinamente come mai nel passato. Solo marginalmente le cause del cambiamento sono riconducibili a eventi come la crisi economica, l’11 settembre, il prezzo del petrolio o le rivoluzioni del nord Africa. Il cambiamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Libia-blog.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5343" title="Libia-blog" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/03/Libia-blog-150x108.jpg" alt="" width="150" height="108" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; parole Nomadi &#8211; <a title="ilreporter" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/f-come-facebook" target="_blank">F come Facebook</a></p>
<p>In questa manciata di anni il viaggio è mutato così radicalmente e repentinamente come mai nel passato. Solo marginalmente le cause del cambiamento sono riconducibili a eventi come la crisi economica, l’11 settembre, il prezzo del petrolio o le rivoluzioni del nord Africa. Il cambiamento più profondo e senza possibilità di ritorno è stato invece causato dall&#8217;avanzamento della società globale e dalla rivoluzione tecnologica, in particolare da quella informatica.<span id="more-5342"></span></p>
<p>E’ soprattutto internet ad aver rivoluzionato il viaggio, permettendo a tutti di accedere alle informazioni per scegliere e ritagliarsi su misura il proprio viaggio. Anche una volta partiti (ma si parte davvero?) la “nuvola” ci segue ovunque con una connessione permanente attraverso un hardware diventato poco hard e molto light e mobile. E’ sufficiente un semplice smartphone per avere aggiornamenti in tempo reale e aggiornare continuamente (e spesso innecessariamente) gli “amici” dei social networks. In un rettangolo di dieci per cinque centimetri e meno di uno di spessore, disponiamo di GPS, macchina fotografica, orologio, calcolatrice, convertitore di valuta, rubrica, agenda, lettore mp3, videoregistratore, torcia, guida, addirittura proiettore e presto useremo il telefonino intelligente per pagare al posto della carta di credito. E siamo solo all’inizio della fine: quanti altri apparati tecnologici scompariranno a breve fagocitati da questo oggetto cult?</p>
<p>Il vero e profondo cambiamento del nostro modo di viaggiare non è però solo l’uso dello strumento, ma anche le reazioni che genera nel nostro comportamento. Illuminante a questo proposito un recente articolo sul supplemento “Lettura” del Corriere, dal titolo esplicativo “Facebook dunque sono: vivere la vita per documentarla” di Nathan Jurgenson. I viaggiatori nativi digitali, i turisti 2.0, non solo sono sempre connessi con casa e amici quando sono altrove e viceversa con l’altrove quando sono a casa, non solo per loro vicino e lontano sono due variabili passate di moda (“ET… casa”… vi ricordate il film? Non è più così!). Sono passati dal viaggio come meta al metaviaggio, cioè a qualcosa che va oltre gli elementi contingenti dell&#8217;esperienza sensibile, ma esiste soprattutto, o addirittura solo, se raccontato e condiviso, trasformandosi così da esperienza reale in virtuale e mediatica. Chi utilizza i social networks in modo intensivo, osserva il mondo non come un viaggiatore tradizionale. Lo guarda attraverso lo specchio deformante, o comunque condizionante, di Facebook, un po’ come fa il fotografo con la macchina fotografica. Cerca nel viaggio (e nella vita) solo ciò che può condividere attraverso foto, video o post e sceglie soprattutto quegli elementi capaci di raccogliere un buon numero di “mi piace”. “Il vero potere dei social media è di cambiare il modo in cui la nostra coscienza percepisce il mondo, anche quando siamo disconnessi”, scrive Jurgenson. Ecco la vera grande mutazione che sta avvenendo sotto i nostri occhi o meglio sotto l’occhio di FB.</p>
<p>Consiglio di lettura: Mario Gerosa &#8211; Sara Magro, Nuovi Turismi, Morellini 2011</p>
<p><em>Anna</em></p>
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<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fposto-quindi-sono%2F&amp;title=Posto%20quindi%20sono"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Per chi è “sempre in viaggio”…</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 19:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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Ti piacciono le guide Polaris? Allora clicca MI PIACE sulla nuova pagina Polaris Casa Editrice http://www.facebook.com/pages/Polaris-Casa-Editrice/243153029089576.Troverai tutte le informazioni su nuove uscite di guide e libri e su presentazioni ed eventi di Casa Polaris. E se vuoi chiacchierare con gli autori delle Guide Polaris, chiedere informazioni sui Paesi su cui hanno scritto, parlare di viaggio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Logo_Polaris-web.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5255" title="Logo_Polaris_raster" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Logo_Polaris-web-150x68.jpg" alt="" width="150" height="68" /></a></p>
<p>Ti piacciono le <strong>guide Polaris</strong>? Allora clicca <strong>MI PIACE sulla nuova pagina Polaris Casa Editrice</strong> <a href="http://www.facebook.com/pages/Polaris-Casa-Editrice/243153029089576">http://www.facebook.com/pages/Polaris-Casa-Editrice/243153029089576</a>.Troverai tutte le informazioni su nuove uscite di guide e libri e su presentazioni ed eventi di Casa Polaris. E se vuoi chiacchierare con gli autori delle Guide Polaris, chiedere informazioni sui Paesi su cui hanno scritto, parlare di viaggio e segnalare eventi del mondo del viaggio, iscriviti al <strong>gruppo POLARIS TRAVELLERS <a href="https://www.facebook.com/groups/polaristravellers/" target="_blank">https://www.facebook.com/groups/polaristravellers</a></strong>. E&#8217; un gruppo aperto a tutti gli appassionati di viaggio.</p>
<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-reporter.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5256" title="Il-reporter" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2012/02/Il-reporter-150x104.jpg" alt="" width="150" height="104" /></a></p>
<p>Ami viaggiare e, anche quando sei &#8220;stanziale&#8221;, sogni e programmi viaggi futuri? Allora <strong>clicca su MI PIACE nella pagina del quotidiano di viaggi digitale <em>ilreporter </em></strong><a href="http://www.facebook.com/pages/il-reporter/38490104010">http://www.facebook.com/pages/il-reporter/38490104010</a>. E anche se non usi Facebook puoi iscriverti alla <strong>newsletter domenicale</strong> con i post dell’intera settimana <a href="http://www.ilreporter.com/newsletter">http://www.ilreporter.com/newsletter</a>.</p>
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<p>Ti aspetto! <em>Anna</em></p>
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		<title>Viaggiare in rete</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su il reporter &#8211; R come Rete
“Strabilianti viaggiatori! Diteci, che avete visto?” scriveva Baudelaire. Erano i tempi in cui si aspettava il ritorno del viaggiatore per scoprire mondi meravigliosi e sconosciuti.
Oggi che l’intero globo terrestre è accessibile grazie a trasporti rapidi e a strumenti di comunicazione rivoluzionari, i concetti di stare e andare, qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/05/Libia-blog.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3873" title="blog" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2010/05/Libia-blog-150x108.jpg" alt="blog" width="150" height="108" /></a>Pubblicato su <em>il reporter</em> &#8211; R come<a title="Rete" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/r-come-rete-1" target="_blank"> Rete</a></p>
<p>“Strabilianti viaggiatori! Diteci, che avete visto?” scriveva Baudelaire. Erano i tempi in cui si aspettava il ritorno del viaggiatore per scoprire mondi meravigliosi e sconosciuti.</p>
<p><span id="more-3872"></span>Oggi che l’intero globo terrestre è accessibile grazie a trasporti rapidi e a strumenti di comunicazione rivoluzionari, i concetti di stare e andare, qui e altrove, reale e virtuale, sono diventati molto più vaghi.<br />
Un cambiamento operato soprattutto grazie ai nuovi media, dalla nascita di internet (era solo il 1991!) allo sviluppo di sofisticati dispositivi portatili, tutti mezzi più flessibili e pervasivi rispetto alla stampa e alla televisione stessa, che per decenni hanno detenuto il monopolio dell&#8217;informazione e della comunicazione a distanza. La diffusione del web 2.0, una sorta di evoluzione più dinamica di internet, e di nuove piattaforme digitali, ha aperto la strada all’interazione di tutti i diversi media fra loro e direttamente con gli utenti. E’ quello che con un brutto neologismo viene definito “crossmedialità, cioè la convergenza digitale di contenuti fruibili a richiesta in diversi formati e su diversi apparecchi. Così è stata superata anche l’accusa di superficialità e inattendibilità rivolta a internet , visto che permette l’accesso a banche dati di giornali e di organizzazioni ufficiali. Ancora attuale, nonostante il grande aiuto offerto dai velocissimi motori di ricerca, è invece il problema dell’inflazione di contenuti e la difficoltà di selezionare le notizie nell’oceano del web.<br />
Quella di internet è stata una trasformazione epocale – anche se rimane nel mondo il grande divario digitale fra chi ha accesso a internet e chi no - paragonabile solo all&#8217;invenzione della stampa nel 1448. Allora Gutenberg rese possibile la diffusione su larga scala della parola scritta “democratizzando” la cultura, ora si sta arrivando alla diffusione di contenuti generati dal basso, in gergo “user generated content” e “peer to peer production”, dove l’utente si trasforma da spettatore acritico, come spesso accade per i programmi televisivi, e da semplice consumatore passivo a parte attiva di media sempre più partecipati. Non c’è più una sola fonte di verità anonima e lontana, ma tanti diversi sguardi sul mondo, sguardi di persone come noi, con cui è possibile dialogare con un semplice click.<br />
Questo cambiamento ha un forte impatto sul viaggio nelle sue diverse fasi, dalla pianificazione, all’organizzazione, alla gestione, alla comunicazione. Figure professionali come giornalisti, inviati speciali e fotografi devono necessariamente reinventarsi rispetto ai loro ruoli tradizionali e anche i tour operator devono confrontarsi con un mercato dove il vecchio modello basato sull’intermediazione delle agenzie e lo strumento delle brochure patinate si dimostra ormai superato.<br />
Ed è cambiato anche il nostro modo di viaggiare. Meglio prenderne atto, accettare i cambiamenti e sfruttare i non pochi vantaggi delle nuove tecnologie piuttosto che ostinarsi a cercare negl’interstizi del viaggio spazi ancora “unplugged”, come seguitano a fare alcuni inguaribili romantici.<br />
Certo si può rinunciare a internet, continuare a scrivere lettere a penna, cercare disperatamente cartoline ormai d’annata e cassette postali sempre più rare, non usare il cellulare o insistere a considerarlo un semplice telefono, partire “all’avventura” con un bagaglio di informazioni minimo sulla propria destinazione e una volta arrivati a destinazione tagliare le comunicazioni con la madrepatria. La sensazione però non sarebbe dissimile da quella di chi arriva a piedi in cima a una montagna dove hanno costruito la stazione terminale di una funivia.<br />
Forse la strada migliore è un uso intelligente e creativo delle nuove tecnologie, senza mitizzarle, né abusarne, né demonizzarle. Con un po’ di dimestichezza con i nuovi media, possiamo disporre di strumenti che ci permettono di costruirci un viaggio su misura, e questo vale soprattutto per i viaggiatori più indipendenti. Possiamo esplorare virtualmente il percorso in 3D, contattare direttamente gli operatori locali, essere aggiornati in tempo reale su problemi sanitari e zone a rischio, attingere a quella memoria sempre più collettiva che sono i contenuti “open source” in continua evoluzione, incrociare  informazioni in quel passaparola online, in gergo “buzz”, che ci aiuta a scegliere la soluzione migliore. E poi al ritorno condividere testi, opinioni, emozioni, foto e video con il resto della comunità virtuale, viaggiante o stanziale. Le e-community sono fatte da persone che non necessariamente si frequentano nella vita reale, ma che dialogano tramite mail, chat, forum e blog, interagiscono tramite social network (MySpace, Facebook, Twitter…), si scambiano milioni di commenti su Tripadvisor, video e immagini tramite Youtube o Flickr.<br />
E’ oggi possibile ricomporre passato e futuro e combinare vecchie tecniche e nuove tecnologie. Allora mettiamo in valigia carta, penna e magari anche gli acquerelli, senza però  dimenticarci la macchina digitale o la videocamera. Sì alla moleskine, ma senza rinunciare alla chiavetta USB e al PC, sì alla guida cartacea, ma anche ai file scaricati da siti internet sul proprio netbook o sullo smartphone, sì alle vecchie care mappe, ma anche al GPS e al geotagging.<br />
Mescoliamo pure reale e virtuale, consapevoli però della differenza fra semplice informazione e vera conoscenza. Possiamo forse affermare di conoscere un paese senza esserci mai stati? Solo l’esperienza, cioè l’interazione non solo mentale ma fisica attraverso i cinque sensi, permette alle informazioni di trasformarsi in conoscenza individuale del mondo. Nessuna sofisticata tecnologia virtuale può, e io spero potrà mai, sostituire l’esperienza del reale, perché, come diceva la grande viaggiatrice Ella Maillart, “bisogna andare a vedere”.</p>
<p>Per approfondire questa volta consiglio di abbandonarsi non alle pagine di un libro, ma al click di un mouse, magari proprio cercando il significato dei i tutti quei termini in inglese (troppi ma difficile farne a meno) che abbondano in questo “post”…</p>
<p>A.M.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Facomeavventura.com%2Fviaggiare-in-rete%2F&amp;title=Viaggiare%20in%20rete"><img src="http://acomeavventura.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Scrivere e viaggiare, con umiltà</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>A.M.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A Roma, al Festival della Letteratura di Viaggio, fra personaggi famosi e professionisti del settore, penso, tanto per cambiare, &#8220;cosa ci faccio io qui?&#8221; E qui di seguito ecco la mia risposta&#8230;
Pubblicato su il reporter
Qualcuno ha diviso il mondo degli scrittori di viaggio in due: chi scrive per viaggiare e chi viaggia per scrivere.

Per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2726" href="http://acomeavventura.com/scrivere-e-viaggiare-con-umilta/008-per-conoscere-2/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2726" title="scrivere" src="http://acomeavventura.com/wp-content/uploads/2009/09/008-Per-conoscere-150x105.jpg" alt="scrivere" width="150" height="105" /></a></p>
<p>A Roma, al Festival della Letteratura di Viaggio, fra personaggi famosi e professionisti del settore, penso, tanto per cambiare, &#8220;cosa ci faccio io qui?&#8221; E qui di seguito ecco la mia risposta&#8230;</p>
<p>Pubblicato su <a title="Parole Nomadi" href="http://www.ilreporter.com/parole-nomadi/s-come-scrittura" target="_blank">il reporter</a></p>
<p>Qualcuno ha diviso il mondo degli scrittori di viaggio in due: chi scrive per viaggiare e chi viaggia per scrivere.</p>
<p><span id="more-2725"></span></p>
<p>Per i primi, libri, articoli o foto sono soprattutto mezzi per pagarsi le spese dei loro vagabondaggi, impresa in realtà sempre più ardua. I secondi sono giornalisti o narratori che privilegiano la scrittura più che il viaggio, subordinandole la scelta di mete, itinerari e tempi. Soprattutto viaggiatori i primi, soprattutto scrittori i secondi. C’è però anche un’altra categoria, un gruppo in crescita esponenziale che sta cavallo fra il modello amatoriale e quello professionale, quello di chi scrive e viaggia, potremo dire scrive @ viaggia. Nella vita non sono viaggiatori né giornalisti e nessuno li paga per partire. Succede che alcuni di loro, appassionati di scrittura o fotografia, talvolta raggiungano risultati non inferiori ai professionisti del settore. Per loro però era e resta difficile entrare nel gruppo ristretto di chi riesce a pubblicare attraverso i canali tradizionali. Un tempo, in realtà solo pochi anni fa, le occasioni di condivisione del risultato della loro passione erano limitate alla cerchia delle proprie relazioni. Ma, se da una parte il mercato dell’editoria si è ulteriormente ristretto, complice la crisi economica e i costi di distribuzione, dall’altra si sono aperte nuove possibilità grazie a internet. Oggi si scrive e si pubblica moltissimo su blog, riviste e giornali online e si diffondono le informazioni attraverso i social network. Certo è una scrittura più frammentaria, distante e diversa dalla letteratura ufficiale. E il piacere di sfogliare un libro non può essere paragonato allo scorrere delle parole sullo schermo del PC. La rivoluzione di internet sta però cambiando la nostra vita come e forse più dell’invenzione della stampa. I manoscritti erano uno splendido oggetto, ma saremmo quasi tutti analfabeti senza Gutenberg. Internet è uno strumento parallelo e complementare alla stampa, capace di dare nuovo impulso alla diffusione di lettura e scrittura e di combinare memoria del passato, informazioni sul presente in tempo reale e anticipazioni del futuro. L’informatica permette di rendere accessibili tramite digitalizzazione volumi rari o esauriti e di ritrovare libri scomparsi troppo velocemente da un mercato sempre più bulimico. Internet è democratica, chiunque, e non solo in Occidente, può accedervi. E chiunque può essere autore e fruitore, due categorie ormai indistinte, tanto da essere nata la nuova figura del “prosumer” (producer + consumer), sempre meno utente e sempre più parte attiva, o meglio interattiva, in un processo creativo che permette di mescolare e ricombinare generi e media. La comunicazione è in fase di accelerazione ed evoluzione. La memoria è sempre più collettiva e meno individuale.<strong> </strong>Il mondo è stato viaggiato e raccontato. E lo scrittore può arrendersi davanti a questa evidenza o trincerarsi dietro a una sua supposta unicità e novità, considerando blog e similari semplici fenomeni di esternazione di aspiranti autori frustrati. Chiunque oggi può aprire una pagina web o pubblicare un libro a costi minimi e venderlo online o in formato e-book senza rientrare nei penalizzanti meccanismi della distribuzione. Siamo tutti scrittori? No, certamente, non basta autopubblicare e nemmeno avere il proprio libro esposto per qualche settimana sullo scaffale di una libreria per dirsi tali. Sono i lettori a dare una misura del valore della scrittura. Senza di loro i libri sono semplici oggetti d’arredamento. O carta da macero. La letteratura da sempre è stata condivisione, oggi grazie a internet e al web 2.0, questo processo si è fatto più evidente e rapido e i lettori possono esserne parte attiva. Forse quel che servirebbe è una lezione di umiltà da parte di tutti coloro che amano scrivere: ognuno aggiunge solo una tessera al grande puzzle. Alle parole di Kapuscinski “il mondo ci insegna ad essere umili” potremmo forse aggiungere “e anche internet”.</p>
<p>A.M.</p>
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