
Ricevo e volentieri pubblico, A.M.
Rientro dalla missione in Cambogia Paese che mi ha fatto una strana impressione, come qualcuno che ha avuto un gravissimo trauma e che ancora intontito va in giro dicendo non preoccupatevi va tutto bene, tutto e sotto controllo mentre in realta e completamente fuori di testa per i colpî presi.
Ecco mi sembrava si respirasse in giro la stessa atmosfera; la tendenza a copiare la Thailandia, il casino delle strade di Phon phen, gli onnipresenti saloni di massaggio, la gente che si raduna a tubare la domenica nelle piazze , l immutabile indifferenza dei monaci color zafferano e il fluire lento del Mekong che tante ne ha viste e tante ne vedra ancora. Nel week end all alba ho visitato i templi Angkor, le cui immagini rimbombano ovunque nell immaginario del paese: dalle banconote, alle bandiere, alle Tshirt. Alla sera dicevano di stare all occhio che non era tutto tranquillo ma figurati se stavo fermo, me sono andato in giro per finire poi la notte con una birra su una terrazza sul Mekong Ho visto anche i luoghi simbolo del genocidio e mi e senbrato agghiacciante immaginare come il 20% della popolazione sia stato massacrato in luoghi di tortura tipo ex-scuole. Quello che e piu allucinante e che questi luoghi conservano ancora le tracce della precedente normalita; tipo il palo usato dagli studenti per giocare e poi riconvertito dai Kmer come strumento di tortura per appenderci i prigionieri fino allo sfinimento. Speriamo che aiuti a non dimenticare la bestia che e sempre dentro di noi: non si deve abbassare la guardia.
Con amicizia, Giorgio


