dicembre 12th, 2009 at 9:55 pm

Asino chi legge

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LA MOSTRA DEGLI ASINI

dal 12 DICEMBRE-30 GENNAIO 2010 – INGRESSO LIBERO

ORARI: 9.00-13.00 / 15.00-19.00 da martedì a sabato

LIBRERIA LA STRADA – via Roma, 2 – CANTU’ (CO) TEL. 031 705661

LA MOSTRA DEGLI ASINI è il titolo della fascinosa, caotica, delirante e coloratissima esposizione collettiva che ne è sortita. Più di 130 artisti rappresentano a loro modo l’equino più intelligente del regno animale: l’asino. Amici, ragazzi, casalinghe, chiacchieroni ed eremiti si sono divertiti a disegnare, scolpire, fotografare, graffiare, pitturare un qualcosa che centrasse con l’asino. Le opere sono ora esposte sotto gli occhi di tutti, qualcuna piacerà, qualcuna farà ribrezzo, l’unica cosa sicura è che ogni partecipante si è divertito un sacco a cercare di rappresentare al meglio il proprio ideale d’asino. La mostra è organizzata in collaborazione con il Laboratorio Artigianale La Cornice di Cantù curata da Tommaso Falzone, Giampaolo Mascheroni e Lucia Falzone.

L’asino cantante, l’asino sognante, l’asino inciso, l’asino Ciuchino, l’asino cubista e le cubiste asine, l’asino di Brema, la pelle d’asino, l’asino che fiata su Gesù Bambino, l’asino che fugge in Egitto, l’asino che glorifica il Messia, l’asino crocifisso, l’asnen caga zechitt ovvero l’asino che defeca zecchini d’oro, l’asino Ih-oh, superasino, l’asino di Fred, l’asino Balthasar, l’asino che vola, l’asino che lascia il posto all’Ape, l’asino Lucignolo, lo stracotto d’asino, l’asino che legge, la mascella d’asino di Sansone, l’asino d’oro…

Ci basta chiudere gli occhi e la nostra mente si riempie d’asini di tutte le fogge: dal graffito paleocristiano che lo mostra crocifisso e perso in un dibattito tra devozione estrema e forse subdola blasfemia, a quello tutto religioso coprotagonista di molte natività di Cristo e della sua fuga in Egitto, su sino alla pittura di Fussli passando per le incisioni devastanti di Goya. Per non parlare della letteratura infantile (quanti Lucignoli e Pinocchi con orecchie e code lanute ci balzano agli occhi). E poi le favole (ne ricordo una con un asino disegnato da Franco Matticchio indimenticabile) e ancora i cartoon con il petulante, dentuto, disturbante personaggio di Ciuchino, amico amato-odiato dell’orco Shreck, protagonista dell’omonimo film. C’è poco da fare: deriviamo dall’asino e dell’asino conserviamo tante caratteristiche. E’ vero l’evoluzione ha mutato l’asino in orso, poi è divenuto scimmia e infine ominide, ma l’inizio di ogni umana avventura è là: tra ragli beati, pigrizia e testardaggine d’asino.

L’ultima mostra collettiva promossa dallo Spazio Laboratorio La Cornice di Cantù e proposta in anteprima alla Libreria La Strada di Cantù, invece di misure standard entro cui far scatenare la cervice di artista dei numerosi partecipanti, come era stato per il passato, ha scelto l’asino come soggetto a cui dedicare dipinti, sculture, disegni, scarabocchi e quant’altro.

Altre foto dell’inaugurazione nel blog dello spazio laboratorio la cornice  da cui è preso questo articolo.

A.M.

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2
  • 1

    vero Alida una mostra in stile felliniano, una collettiva che più collettiva non si può, davvero un successo, complimenti ad artisti e organizzatori!

    A.M. on dicembre 21st, 2009
  • 2

    Ciao Anna,
    penso a quello che mancava: perché di Asini alla mostra ce n’ erano in tutte le salse e la folla
    stessa di visitatori, con tanto di orecchie, si è divertita tanto. La musica, i sorrisi e le orecchie, un carnevale quasi felliniano.
    L’asino dorato volante, l’asino-uomo che ammazza i libri, l’asino e gli agnellini
    l’asino in primo piano, a posteriori e a priori. Allora ho pensato ai grandi assenti!
    Non c’era, in tempo di riscaldamento globale, l’asino impettito su di un ice-berg vagante che
    Si avvicina pericolosamente alla terra. Non c’era, in tempo di Premi Nobel per la pace realizzata
    a suon di guerra, l’asino in divisa che spara fiori e soccombe. Non c’era, in tema di S. Natale, l’asino di strass e glitter, luccicante, carico di regali che strizza l’occhio alle festività facendo shopping. Non c’era, in tempo di crisi, seppure ancora dubbiosi, l’asino a metà, metà affamato e metà grasso e tornito
    Ma in fin dei conti gli asini che c’erano erano davvero belli, perfetti per
    la festa dell’asino!
    La riscossa dei disillusi? O degli egoisti?
    La riscossa dell’animale più bistrattato e criticato.
    La riscossa del sempre secondo allo stallone, dell’impiegato che non soccombe al manager, del pensionato che non soccombe
    alla burocrazia, del bambino che non soccombe alla maturità calcolatrice e senza sogni.
    La riscossa degli asini, un po’ burloni e un po’ tristi, un po’ animali un po’ uomini.

    Alida on dicembre 17th, 2009

 

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