Quello che più mi ha (positivamente) colpito di molti degli interventi dell’incontro a Capiago del 25 febbraio, spesso di persone che non conoscevo, è stata la loro indignazione e rabbia per l’ipotesi della tangenziale nei prati del Grillo e nella brughiera. Era come se il tracciato passasse dentro al giardino di casa loro. E’ bello vedere che in molti è cresciuta la consapevolezza che la brughiera, un ambiente ormai raro e prezioso, sia un bene comune da preservare per noi e per chi verrà dopo di noi e che distruggendola pagheremmo un prezzo altissimo.
Per chi come la mia famiglia da ormai cent’anni, da nonno a nipote e pronipote, dedica le proprie energie a mantenere e valorizzare questi luoghi, è un piacere vedere che questo loro amore è condiviso da tanti.
Di una cosa sono certa: i luoghi non ci appartengono, qualche volta succede invece di avere la fortuna di essere noi ad appartenere a un luogo. Sono quelle che chiamiamo radici.
Anna


