febbraio 7th, 2010 at 6:09 pm

Jonàs, che avrà vent’anni nel 2030…

JonasQuesto bimbo lo chiamerò Jonàs,  riprendendo il titolo di un vecchio film, “Jonàs che avrà vent’anni nel 2000”.
Jonàs ha mosso qui, su questi prati della brughiera, i suoi primi passi lo scorso autunno.

Riguardo una mia vecchia foto in bianco e nero, sono passati, anno più anno meno, cinquant’anni. Anch’io ho imparato a camminare e a correre su questi prati. C’erano solo campi, boschi e risorgive. Qui ho trascorso tutte le mie estati da bambina e da ragazza. Ricordo quando non c’era l’acqua corrente, si  andava a prenderla con i secchi al pozzo e ci si lavava in una tinozza di ferro, ricordo la trebbiatura del grano, la vendemmia di un piccolo vigneto, le vacche da pascolare dopo l’ultimo taglio. Allora c’erano i mucchi di fieno e i contadini lo raccoglievano con la forca, al posto deit trattori c’era un cavallo da tiro di nome Gris. Oggi ci sono moderni macchinari e rotoballe.
Ma il profumo del fieno tagliato è lo stesso.  E anche il mio amore per questa terra, condiviso con chi qui vive e lavora. Cinquant’anni fa intorno c’erano pochissime case, solo vecchie cascine, spesso cadenti: Ca’Nova, Pelada, Chigollo (o Imbirone come la chiamavamo noi…), Cascina Comune, Cassinazza, tutte terreno dei miei giochi di allora. Adesso ci sono parecchie ville nascoste nel verde, ma ancora prati e boschi aperti a tutti e non recintati. Qualche cascina è stata demolita, ma la maggior parte sono incredibilmente sopravvissute grazie alla passione e all’iniziativa di privati. Per quanto tempo resisteranno? Il sacrificio per mantenerle è enorme.

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febbraio 5th, 2010 at 1:03 pm

Africa, la nostra e la loro

Etiopia

Pubblicato su il reporter -  Africa

Viaggiare sì, ma dove. Spesso pecchiamo di eccessiva superficialità nella scelta delle nostre mete, sedotti da un immaginario costruito a misura di turista, ma che ha poco a che fare con il paese reale. Iniziamo il nostro giro del mondo partendo dall’Africa, un continente che da sempre esercita un grande fascino su esploratori e viaggiatori.

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gennaio 31st, 2010 at 12:36 pm

Intervista al Gruppo Salvabrughiera

I TIR al posto dei cavalli sui sentieri della brughiera?Il quotidiano La Provincia ha pubblicato oggi una mia intervista sulla costituzione del gruppo Salvabrughiera (per leggerla cliccate qui) e sul progetto di variante alla tangenziale di Como che attraversa la brughiera brianzola. Un grazie al giornale e al giornalista Christian Galimberti per l’attenzione dimostrata e per la sensibilizzazione al problema nei confronti di tutta la cittadinanza.

A.M.

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gennaio 29th, 2010 at 8:30 am

Con-Tatto

pellegrini a Lalibela, EtiopiaPubblicato su il reporter - Contatto

Poche settimane fa ero in viaggio fra le chiese dell’altopiano etiope durante la celebrazione delle festività del Natale ortodosso. Un Natale profondamente vissuto, con migliaia di pellegrini riuniti nei cortili delle chiese e raccolti in preghiera, un Natale molto diverso dal nostro impregnato di consumismo….

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gennaio 29th, 2010 at 7:30 am

Incontro al Circolo Fotografico Bustese con Anna Maspero

Per imparare a volareIL CIRCOLO FOTOGRAFICO BUSTESE PRESENTA

A come Avventura, B come Bolivia, Serata di immagini e racconti a cura di Anna Maspero
 
Lunedì 1 febbraio 2010 ore 21.00 presso il Circolo Fotografico Bustese, Via Fratelli d’Italia 7 Busto Arsizio (VA) – INGRESSO LIBERO

Anna Maspero, autrice della guida di viaggio BOLIVIA, dove le Ande incontrano l’Amazzonia- Polaris Edizioni, proietterà alcuni brevi diaporama sulle tradizioni e gli splendidi paesaggi di questo paese rimasto al margine delle rotte turistiche. A seguire le immagini del diaporama Cosa ci faccio io lì? (vincitore del 1° Festival dell’Avventura 2009 città di Como) che raccoglie trent’anni di viaggi in moltissimi paesi di tutti e cinque i continenti e se ci sarà ancora tempo di un ultimo viaggio nel sud della Mongolia. Davvero un “viaggio intorno al mondo” per raccontare, attraverso immagini di luoghi, persone e culture, non solo il dove, ma anche il come e il perché del viaggio. Immagini che offrono una cornice ideale per accompagnare le riflessioni e i racconti di A come Avventura, saggi sull’arte del viaggiare, il suo ultimo libro già alla terza edizione.

PER INFORMAZIONI  www.cfbustese.com  – info@cfbustese.com

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gennaio 28th, 2010 at 11:31 pm

Addio Salinger

Il Giovane HoldenNella testata di questo blog, sotto PERCHE’ QUESTO BLOG c’è una frase tratta da Il giovane Holden di Salinger: Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Jerome David Salinger, punto di riferimento per intere generazioni di adolescenti e scrittori, è morto oggi all’età di 91 anni. Vorrei ricordarlo con le parole di un amico, Massimo Maugeri, andate al suo blog Letteratitudine per un omaggio a un scrittore che ha lasciato un segno profondo.

A.M.

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gennaio 23rd, 2010 at 7:27 pm

Un prezzo che non vogliamo pagare

Brughiera-autostrada

E’ difficile trovare in tutta la Brianza un abitato che sia rallegrato da una più ampia bellezza di paese, che goda di solitudini vegetali più leggiadre e pittoresche. Massime verso levante dove il colle canturino scende per una serie di lente e vaste poggiate verso le bassure del Pian d’Erba. Là per parecchie miglia è un avvicendarsi di folte pinete, di solitarie radure, di colli boscosi interrotti da lunghe piane deserte e dove ancor pare sentir alitare lo spirito selvaggio dei vecchi druidi.” E’ una descrizione di Cantù e delle sue campagne scritta nel 1926, meno di cent’anni fa, da Carlo Linati sul Corriere della Sera. Cosa possiamo scrivere oggi? Cosa ci è rimasto di quel prezioso patrimonio naturale, paesaggistico e architettonico descritto da Linati e fatto di colline, boschi e cascine che le generazioni precedenti erano state capaci di salvaguardare tramandare? Purtroppo è rimasto poco e anche quel poco è ora minacciato dal MOSTRO…

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gennaio 22nd, 2010 at 8:30 am

Considero valore…

Si, viaggiare

Pubblicato su il reporter -Valori 2

Navigando in internet mi sono imbattuta nel blog Camminarelento de La Boscaglia, un’associazione di turismo responsabile. Vi era riportata la poesia di Erri de Luca “Valore” citata nel mio post della settimana scorsa. Seguivano i commenti inviati da molti lettori che raccontavano il significato che per loro ha la parola valore. Provo a continuare la loro bellissima riflessione a più voci, riferendomi  soprattutto a quei valori che ho incontrato o riscoperto viaggiando. E’ solo uno spunto perché ognuno possa proseguire per conto proprio, magari inviando un suo commento e condividendo i propri valori con noi tutti. A qualcuno potrà sembrare un inventario sdolcinato di cose buone, ma il cinismo non è nell’elenco di ciò che considero un valore.
Considero valore viaggiare, ma soprattutto disporre della libertà di poterlo fare…

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gennaio 21st, 2010 at 8:32 pm

A scuola senza Geografia

TerraVolentieri segnalo il comunicato della Società Geografica Italiana chiedendo a tutti gli amici e appassionati di mondo di firmarlo e diffonderlo.
A.M.

Leggi il commento di Ilvo Diamanti su repubblica.it di oggi
Firma l’appello in difesa della geografia (http://nuke.luogoespazio.info/appellogeografia/tabid/551/Default.aspx)
 
Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo intelligente e sostenibile, guardando al futuro.
Nei nuovi programmi di Licei e Istituti tecnici e professionali, previsti dalla riforma della Scuola all’odg del Consiglio dei Ministri di domani, la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata. Nel primo biennio dei Licei perderebbe la sua piena autonomia, con due ore settimanali per il 1° e 2° anno, per confluire in un contenitore “Storia e Geografia” di tre ore settimanali. Un’ora in meno, che va a discapito della geografia, mentre negli Istituti Tecnici è quasi del tutto assente: nei Professionali manca completamente, non è più presente nei Trasporti (ex Nautici) e viene ridotta negli istituti Economico-commerciali.
I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti e i cittadini di domani di saperi irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.
 
Società Geografica Italiana
@ ufficiostampa@societageografica.it  
www.societageografica.it

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gennaio 19th, 2010 at 8:19 am

Lo zen e l’arte della parrucchiera

Ornella Le mie SignoreOrnella Gambarotto, Le mie signore -Ciò che le mie clienti mi hanno insegnato della vita,  NodoLibri 2009  Euro: 12.00
Ornella, la mia parrucchiera, una donna speciale, forte e coraggiosa, che ritrovo in questo agile libretto dove in 47 brevi capitoli si racconta attraverso le sue clienti: “Davvero io non sono gran cosa, senza questi compagni di viaggio che hanno riempito le mie ore, casuali personaggi seduti accanto nello scomparto del treno che mi raccontano di cose, emozioni, illusioni, sogni”.
Parla delle fatiche degli inizi, della sua curiosità per il mondo e le persone, della passione per un lavoro che è stato capace di darle, ma non certo di regalarle, grandi soddisfazioni.

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gennaio 16th, 2010 at 7:20 pm

Viaggio intorno al Viaggio : Sahara Sahel

Sahara Sahel, di Roberto Peruzzi: è ripreso il nostro viaggio insieme! Bellissima serata con AlbatrosCantù per la rassegna Viaggio intorno al Viaggio. Grazie Roberto e grazie a tutti i nostri viaggiatori!

Peruzzi-deserto  Sala proeizione gen 2010   Peruzzi_gen 2010

PROSSIMO APPUNTAMENTO: 12 febbraio 2010 – Melanesia, Isole nella corrente – Diaporama a cura di Roberto Pattarin con uno speciale di Marti e Miano sulla vita sottomarina

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gennaio 15th, 2010 at 8:30 am

Molti di questi valori (non) ho conosciuto

Sorriso e melone

Post scriptum al post… Avevo iniziato a scrivere questo post prima della partenza per il viaggio nel nord dell’Etiopia, da dove sono da poco rientrata, riflettendo sulla poesia “Valori” inviata agli amici come augurio per il nuovo anno. Una riflessione che il viaggio ha reso più sofferta e vera.  Lì ho rivisto Tilahun, incontrato ragazzino quasi per caso sette anni fa e ora diventato uomo. Uomo perché capace di valori, quelli sani, quelli che nutrono i sogni e i sentimenti. Ho riflettuto sui nostri valori, quelli che sembrano capaci di esprimersi sempre e solo in numeri. Non sono mai stata forte in matematica. E ho capito che non sono fatti per me. Ancora una volta, si cambia. Anna

Pubblicato su il reporter - Valori

Lo spunto è una poesia di Erri de Luca che si intitola proprio “Valore”. Con la sua scrittura scarna e diretta, l’autore racconta quelli che lui considera valori. Cose semplici, minute e quotidiane: la neve, la fragola, la mosca, ogni forma di vita e la bellezza del mondo dal regno minerale alle stelle. E i gesti: risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, provare gratitudine senza ricordare di che, un sorriso involontario… E poi sapere dov’è il nord e qual è il nome del vento, il viaggio del vagabondo come la clausura della monaca… Ma, termina l’autore, “molti di questi valori non ho conosciuto”.

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gennaio 13th, 2010 at 3:18 pm

Haiti in lutto

Provare lutto per la morte di persone che non abbiamo mai visto,
implica una parentela vitale fra l’anima loro
e la nostra.
Emily Dickinson

Haiti-bambino 1988 Haiti-bambino 1988  Haiti-bambino 1988

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gennaio 12th, 2010 at 10:04 pm

Give them a chance

Tilahun e suo fratello

Era il gennaio 2002 quando incontrai per la prima volta Tilahun, giovane ahmara che a Lalibela in Etiopia cercava di farsi ingaggiare da qualche gruppo come guida “abusiva”. Mi conquistò con la sua dolcezza e la sua voglia di imparare. Non si era mai mosso da Lalibela ma aveva studiato l’inglese da solo, leggendo il dizionario. Con il mio gruppo gli demmo l’opportunità di diplomarsi. Lo reincontrai lo stesso anno a novembre, quando fece di tutto e infine riuscì a unirsi al mio nuovo gruppo nel viaggio al sud verso l’Omo river.Tilahun
Poi ha voluto continuare a studiare ed è giunto alla laurea. Ora è un ragazzo sereno, ha 28, forse 29 anni, la sua mamma non si ricorda bene quando nacque. E’ guida turistica ufficiale a Lalibela, parla inglese e studia l’italiano. Un giorno verrà in Italia, non come migrante, ma come studente.
“If not for you I would be dust…”
Grazie Tilahun, rincontrarti è stata la cosa più bella di questo viaggio.
Anna

PS:
Se andate a Lalibela chiedete di lui: tilahun_abe@yahoo.com, cell. 0911-772846, sarà la miglior guida possibile.

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gennaio 11th, 2010 at 8:30 am

Donne con la valigia

Donneconlavaligia

Donne con la valigia , di Marina Misiti, Editore Astraea-Little Pink Book,  2009,  € 8,50

Pubblicato su il reporter

 Donne con la valigia non è più solo il blog di Marina Misiti ma anche una guida tascabile al preparare il bagaglio e viaggiare con stile, una sorta di “lo zen e l’arte di fare la valigia”, perché la filosofia sottesa è molto giapponese: semplificare con stile e leggerezza.  Donne con la valigia è il frequentatissimo blog-zine (blog+magazine) al femminile di Marina Misiti presente in internet da due anni. Ora è anche un elegante Pink Book edito da Astraea. 

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gennaio 11th, 2010 at 12:22 am

Viaggiare, lavorare, morire da clandestini

Fabrizio Gatti, Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini
Rizzoli BUR 2007  €.9.60

Recensione pubblicata sul blog nel nov. 08, aggiornata gennaio 2010

Pubblicata su  Il Reporter

Guarda il video

Per leggere l’ultimo viaggio di Fabrizio Gatti sulla rotta dei clandestini e vedere il video, cliccare qui (L’Espresso marzo 09)

È stato facile diventare Bilal. È bastato polverizzare con la suola l’ultima cenere della carta d’identità. Ma da allora Bilal non se n’è più andato“, scrive Fabrizio Gatti. Anche per me, chiuso il suo libro, Bilal non se ne è più andato. Non è certo un romanzo strappalacrime, ma proprio perché, purtroppo, non è un romanzo, mi sono commossa leggendolo. E’ sostanza senza retorica, è carne e sangue. E’ un coro di voci e di volti che ti prende e non ti lascia più. Bilal ti coinvolge e poi ti sconvolge, togliendoti dagli occhi quel velo ipocrita che permette di non sentirsi responsabili.

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dicembre 27th, 2009 at 12:23 pm

Lo sguardo dell’altro

steve-mccurry“Dietro ad ogni immagine c’è una storia, ed è la storia che voglio incorniciare, comporre nel modo più essenziale ed interessante possibile” (Steve McCurry)

Condivido il post di Desirèe Segurtà da il reporter sulla splendida mostra di Steve McCurry. E’ un invito a tutti gli amici a non perderla. Non solo per la suggestione dell’allestimento ma soprattutto per la forza delle foto, capaci di cogliere la bellezza e la speranza anche nella sofferenza e nella tragedia della guerra.

Palazzo della Ragione, Milano, fino al 31-01-2010

A.M.

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dicembre 21st, 2009 at 2:14 pm

Auguri che valgono

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Condivido con voi questi versi di una poesia di Erri De Luca, perché il mio augurio per il 2010 è di fermarsi a riflettere su quali siano i Valori per ciascuno di noi. E di trovare il tempo, la gioia e la passione per coltivarli e condividerli con chi ci è vicino e con chi incontriamo nei nostri viaggi.


auguri_09 Disegno Giovanni CoccoVoglio anche unirmi agli auguri degli amici di Albatros Cantù  per tante nuove Avventure, vissute in prima persona o solo sognate attraverso i racconti di tanti viaggiatori.
Durante quest’anno che finisce abbiamo avuto il piacere di condividere con voi e con i protagonisti dei diversi viaggi immagini e racconti su Etiopia, Sudan, Mali, Libia, Giordania, Siria, India, Tibet, Mongolia, Laos, USA, Argentina, Brasile, Australia.
Grazie a Manuela Curioni e Roberto Pavesi, Stefano Pensotti, Antonio Politano, Valeria Zan e Fausto Torri, Mario Verin e Giulia Castelli,Cinzia Bassani, Roberto Pattarin, Pino Lovo, Werner Kropik e Maurizio Levi…
E poi le belle iniziative sui carnet di viaggio con Maya di Giulio e Gianni Cocco, lo spettacolo Nostos con Christian Poggioni e la presentazione di diversi libri fra cui l’ultimo di Olivia Piro.
A tutti gli amici che ci seguono e a chi ha contribuito a rendere sempre più belle le nostre serate un grazie e un augurio per il 2010. E arrivederci alle prossime Avventure!

Anna

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dicembre 18th, 2009 at 8:30 am

A caccia di souvenir, fra autenticità, riproduzione ed evocazione

Marocco (15)Pubblicato su il reporter -Souvenir

Il Natale si avvicina, è tempo di regali. E per chi parte è tempo di souvenir, croce e delizia dei viaggi, per qualcuno addirittura la ragione stessa del viaggiare. Una smania di acquisto spesso contagiosa e irrazionale che trasforma il paese visitato in un gigantesco emporio. Tanti i fattori in campo: il desiderio di avere un oggetto che testimoni il viaggio fatto, il gusto della contrattazione, il piacere di tornare con un regalo per chi è rimasto a casa, la sensazione di fare un affare (e i venditori sono abilissimi mercanti e fini psicologi).

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dicembre 15th, 2009 at 1:32 pm

Obiettivo Marocco

Incontro

Pubblicato su il reporter

Obiettivo Marocco in senso non solo figurato ma reale, perché è attraverso l’obiettivo della nostra reflex che abbiamo scelto di osservarlo per fermare attimi di pura magia. E ci siamo “persi a guardare” come diceva Mimmo Jodice, alla ricerca di armonie e dissonanze, luci e ombre, geometrie e volti… Sono bastati pochi giorni per lasciarsi sedurre da un paese che da sempre ha conquistato l’animo dello straniero. Siamo partiti in quindici, armati della nostra attrezzatura, naturalmente digitale ad eccezione di Donata, un’inguaribile nostalgica che scattando con una “vecchia” macchina analogica (ma sono solo passati un pugno di anni da quando tutti la usavamo…) , ci guardava curiosa e sgomenta per i nostri discorsi per lei davvero astrusi. Tre ore di volo, quattro giorni di workshop fotografico con Stefano Pensotti nell’accogliente riad Sahara Nour a Marrakech, gestito dai premurosi Francoise e Lucile. E poi Alessandra Bravin ad aprirci le porte della città con la sua guida Polaris, ma soprattutto di persona accompagnandoci per le strette vie della Medina e facendosi entusiasticamente coinvolgere dai nostri lavori. Quel cielo terso che i mesi invernali sanno regalare e giornate piacevolmente calde che solo al calar del sole ci facevano ricordare che anche lì è dicembre e le montagne dell’Atlante sono a pochi chilometri.

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